L’optical Art seduce ancora una volta la moda

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Da sempre l’arte ispira, influenza e contamina la moda. Non poteva dunque mancare un rimando alla Op Art, o Optical Art, una corrente artistica che viene spesso inclusa nel più grande movimento dell’arte cinetica, della quale approfondisce l’esame dell’illusione bidimensionale.

Nata negli Stati Uniti, a New York, negli anni ’60, l’optical Art – figlia della controcultura e della psichedelia – vuole ottenere, attraverso la creazione di figure geometriche dinamiche, uno stato di instabilità percettiva nell’osservatore. Il risultato sono grafiche fluide e ipnotiche, patterns attraenti per l’industria della moda che le ripropone immediatamente sui tessuti, catturando l’attenzione di numerosi stilisti: Mary Quant, John Bates, Pierre Cardin, Yves Saint Laurent…

Tra i fashion designer di nuova generazione, Roberta Redaelli, per la sua linea Eclèctika si è lasciata ispirare dalle opere Optical del noto pittore italiano Domenico Battista che le ha poi firmate; da una in particolare, “Untitled” del 2012, nella quale le linee s’inseguono in modo inedito, creando un contrasto tra la rigidità geometrica del rigato e la fluidità delle cromie che conferiscono ai suoi quadri un’atmosfera onirica.
Nell’Optical Art l’espressione dei sentimenti è solo sullo sfondo, quasi marginale. E su questo sfondo che gioca la stilista comasca innestando elementi romantici come i delicati rami di ciliegio rivisitati in chiave pop. I fiori sono trasformati, assumendo una dimensione fortemente materica grazie al colore e alle righe che si fondono in un gioco prospettico di grande suggestione. E, tra le righe, irrompono simpatici coleotteri ricamati che fanno qua e là capolino all’interno delle stampe e sui capi finiti.
I colori sono pieni, forti ma al contempo delicati, volti ad esaltare le linee contemporanee e in alcuni casi evanescenti degli abiti. Per un seducente ritorno ai magici Sixsties!

www.robertaredaelli.com

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Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.

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