Dalle “ceneri” di un’ex fabbrica, un simbolo del futuro

A Torino, la riconversione del Lingotto - ex fabbrica della FIAT - in un centro polifunzionale si è conclusa nel 2003. Un progetto complesso seguito dallo Studio Renzo Piano Building Workshop da cui sono nati un Auditorium, una Pinacoteca, una sala riunioni interamente trasparente e due Hotel. L’ultimo, fresco di restyling, è il DoubleTree by Hilton Turin Lingotto.
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Chiuso tra via Nizza ed un ramo del passante ferroviario di Torino, il Quartiere di Nizza Millefonti, “ospita” il Lingotto, uno dei principali stabilimenti di produzione della FIAT – Fabbrica Italiana Automobili Torino, progettato a partire dal 1915 dall’ingegnere Matté Trucco ispirandosi alle strutture in cemento armato delle fabbriche della Ford.

«Un volume di un milione di metri cubi, una lunghezza di 500 metri e alto 5 piani, il Lingotto è stato il primo esempio di costruzione modulare in cemento armato fondata sulla ripetizione di tre elementi compositivi: pilastri, travi e solai. Le officine erano formate da due lunghi corpi longitudinali di oltre cinquecento metri di lunghezza, destinati alla produzione delle automobili, uniti da cinque traverse multipiano dedicate a servizi per il personale. Alle estremità dei corpi lunghi furono aggiunte fra il 1924 e il 1926 due rampe elicoidali. In questo modo le automobili potevano accedere dal piano terra direttamente alla pista di collaudo situata sul tetto dell’edificio. La pista era costituita da due rettilinei di oltre quattrocento metri di lunghezza, collegati da due curve paraboliche che potevano essere percorse a 90km/h.»

Subito dopo la dismissione della fabbrica, nel 1982, fu indetta una consultazione internazionale per il recupero e la ristrutturazione dell’area: venti progetti, nessun vincitore, tant’è che nel 1985 fu incaricato il Renzo Piano Building Workshop.

Lingotto e Hotel DoubleTree by Hilton Turin Lingotto

Hotel DoubleTree by Hilton Turin Lingotto. Veduta esterna.

Obiettivi della trasformazione: mantenere inalterata l’architettura industriale esterna della fabbrica trasformandola in centro polifunzionale. La riconversione è stata realizzata dal 1991 al 2003 periodo in cui ogni area prendeva vita indipendentemente dalla conclusione dell’intero progetto.
Dalle “ceneri” sono sorte, tra gli altri l’Auditorium Gianni Agnelli, La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e la “Bolla”, una sala riunioni interamente trasparente ubicata sul tetto del Lingotto sopra la pista di collaudo. Un lavoro durato complessivamente sedici anni…

L’area prevedeva due hotel. Il primo inaugurato nel 1995 e il secondo, l’attuale Hotel DoubleTree by Hilton Turin Lingotto, concluso nel 2003. Oggetto di un recente restyling, l’albergo è posizionato nelle vicinanze del Centro Congressi Lingotto e del Lingotto Fiere e, dopo una serie di passaggi di proprietà, attualmente fa parte delle catena Hilton.
La struttura si contraddistingue per un’architettura originale, le grandi vetrate e soffitti molto alti. La pista di collaudo sul tetto è stata teatro, nel 2003, del film inglese The Italian Job.
L’Hotel è composto da una suite, 142 camere e sale meeting fino a 150 posti. Ideale per uomini d’affari ma anche per gruppi e famiglie. Un’opportunità per una vacanza all’insegna della cultura.

www.rpbw.com | www.fondazionerenzopiano.org | www.hiltonhotels.it/italia/doubletree-by-hilton-turin-lingotto

Fonti: Fondazione Renzo Piano e Renzo Piano RPBW

Renzo Piano Building Workshop, architects
Competition, 1983
Client: Fiat S.p.A.
Design team: S.Ishida (associate), C.Di Bartolo, O.Di Blasi, M.Carroll, F.Doria,
G.Fascioli, E.Frigerio, R.Gaggero, D.Hart, P.Terbuchte, R.V.Truffelli
Design Development and Construction phase, 1991-2003
Clients: Lingotto S.p.A. + Pathé + Palazzo Grassi
Design team: M.Carroll, M.Cucinella, S.Ishida, B.Plattner, A. Belvedere, M.Salerno, S.Scarabicchi, R.V.Truffelli, M.van der Staay, M.Varratta, P.Vincent (partners, partners and architects in charge),
A.Belvedere, M.Cattaneo, D.Piano, M.Pimmel
with P.Ackermann, A.Alborghetti, E.Baglietto (partner), L.Berellini, A.Calafati, A.Carisetto, G.Cohen, F.Colle, P.Costa, S.De Leo, A.De Luca, D.Dorell, S.Durr, F.Florena, K.Fraser, A.Giovannoni, C.Hays, G.Hernandez, C.Herrin, W.Kestel, P.Maggiora, D.Magnano, M.Mariani, K.A.Naderi, T.Nguyên, T.O’Sullivan, M.Parravicini, A. Piancastelli, M.Rossato Piano, A.Sacchi, P.Sanso, A.Stadlmayer, A.H.Temenides, K.Van Casteren, N.Van Oosten, H.Yamaguchi
and S. Arecco, F. Bartolomeo, M. Busk-Petersen, N. Camerada, M. Carletti, I. Cuppone, R. Croce Bermondi, B.Lenz, L.Micucci, M. Nouvion, P. Pedrini, M. Piano; I. Corte, D. Guerrisi, G. Langasco, L. Siracusa (CAD Operators); D.Cavagna, O.Aubert, C.Colson, P.Furnemont, Y.Kyrkos (models)
Consultants: Ove Arup & Partners, AI Engineering, Fiat Engineering (structure and services), Manens Intertecnica (services/movie theater), Prodim+Teksystem (services/dental school); Arup Acoustics, Müller BBM, Peutz & Associés (acoustics); PI Greco Engineering (fire prevention); Davis Langdon Everest, Fiat Engineering, GEC Ingénierie (cost control); Emmer Pfenninger Partner (façade engineering/car engineering school); RFR (roof structure/art gallery); Techplan (theater equipment); P.Castiglioni (lighting); P.L.Cerri, ECO S.p.A. (graphic design); F.Santolini, F.Mirenzi (interiors/hotel); CIA (interiors/shopping center); Studio Vitone & Associati, F.Levi/G.Mottino, Studio Rousset (site supervision)

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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