Who is the King. La serie

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who is the king teatro franco parenti milano 2018

Who is the king
Drammaturgia e regia Lino Musella, Paolo Mazzarelli
Luci Pietro Sperduti
Scene Paola Castrignanò
Sound design e musiche originali Luca Canciello
Costumi Marta Genovese

Con: Massimo Foschi, Marco Foschi, Annibale Pavone, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase, Josafat Vagni, Laura Graziosi, Giulia Salvarani, Paolo Mazzarelli, Lino Musella

Dal 9 al 21 ottobre 2018 al Teatro Franco Parenti, Milano

10 attori in scena e un allestimento scenografico semplice ma di grande impatto nel gioco di luci e drappeggi: il primo appuntamento di Who is the King della Compagnia Musella Mazzarelli al Franco Parenti, propone la discesa agli inferi e l’ascesa rispettivamente di Riccardo II ed Enrico IV parte I, all’interno di un progetto molto più ampio che copre l’intera saga shakespeariana da Riccardo II a Enrico IV Parte I e II, Enrico V, Enrico VI Parte I, II, III, Riccardo III).

Thomas Woodstock, duca di Gloucester e fratello del re Riccardo II (Paolo Mazzarelli), è stato assassinato. Tra Bolingbroke (Marco Foschi), cugino del re, e Mowbray (Josafat Vagni), duca di Norfolk, scoppia una feroce disputa in cui si accusano l’un l’altro, fino a quando è lo stesso re a dirimere la questione esiliando entrambi, Mowbray per sempre e Bolingbroke per 6 anni. Le scene successive mostrano Bolingbroke che, assetato di vendetta dopo la confisca dei suoi beni, ritorna dall’esilio e, con l’appoggio del popolo, rovescia il trono. Abbandonato anche da molti dei suoi nobili più fidati, Riccardo percorre il tragico e sofferto epilogo che lo porterà all’abdicazione in favore di Bolingbroke e alla carcerazione nella Torre di Londra.

È dunque arrivato il tempo di Enrico IV (Massimo Foschi) che, salito al trono e ormai in là con l’età, deve confrontarsi con le rivolte gallesi e scozzesi. E se, sul fronte scozzese, le notizie sono quelle di una brillante vittoria ottenuta grazie a Enrico Percy (Josafat Vagni), le cose non vanno troppo bene sul fronte gallese dove Mortimer, conte di March, ha subito una brutta disfatta. A ciò, si aggiunge l’improvviso colpo di testa di Percy che osa rifiutarsi di consegnare i prigionieri al re. E come se non bastasse, il futuro re, il principe Enrico di Galles (Marco Foschi), invece di occuparsi degli affari di Stato e sostenere il sovrano, preferisce trascorrere le sue giornate in compagnia di personaggi loschi come Falstaff (Lino Musella), cavaliere pingue, piuttosto sboccato e in disoneste faccende affaccendato.

Ed ecco che, nel grande affresco di guerre e giochi di potere, complotti ed esecuzioni, nessun personaggio è totalmente buono o totalmente cattivo: può accadere per esempio che un re totalmente scevro di senso politico, inetto e volubile come Riccardo II, quanto più venga privato del potere politico, tanto più cresca in umanità; così come può accadere che l’antico vigore e le gesta che avevano fatto di Enrico IV il salvatore della Patria pian piano sbiadiscano sino a trasformarsi in incapacità ribaltando la prospettiva di un’incoronazione nella più vile delle usurpazioni. O che i difetti di un panzone pusillanime e contaballe gli conferiscano genuinità e simpatia come nel caso di Falstaff. E la Storia ricomincia.
So… The King is dead, long live the King!

–>Dal 9 al 21 ottobre 2018 al Teatro Franco Parenti oppure cerca l’evento che fa per te nel Calendario

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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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