Una lingua comune: il colore

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Stimolano, stupiscono, emozionano e, quando li guardi, pensi che i loro pezzi potrebbero uscire da una scatola dei mattoncini della Lego®, quando negli incastri si dimenticano i principi fondamentali della fisica e la creatività esplode.

Sono gli imbottiti di Adrenalina, un marchio, prodotto dalla Domingo Salotti, nato nel 1999 con la collaborazione dell’architetto Simone Micheli, che ne ha seguito le sorti in qualità di art director e designer unico fino al 2015.

Sono poltrone e divani dalle forme inusuali, ironiche e colorate ideate e realizzate rispettando funzionalità e comodità e personalizzabili dallo staff di Adrenalina. Se poi siete creativi, e volete realizzare qualcosa di completamente vostro, Adrenalina vi dà anche questa opportunità.

Il concept delle collezioni Adrenalina 2017, presentato al Salone del Mobile, è Lost in Colors – colori persi e ritrovati. “L’indecisione tra una gamma cromatica e l’altra e l’amore folle per il colore esplodono in un arcobaleno che abbraccia tutte le collezioni”.

Rotondità e bombature addolciscono la collezione di sedute Doumo, dei designers Setsu & Shinobu Ito, un’espressione giapponese che invita a sedersi. La struttura sostenuta da gambe in metallo e i giochi di colore delle sedute rendono i pezzi ideali per gli spazi contract, gli ambienti di lavoro e residenziali. Sly, design Italo Pertichini, ti avvolge come in un abbraccio. Due le versioni disponibili: con schienale basso e schienale alto ed in entrambe sono previste due piccole “finestre magiche”, chiuse con corde colorate intrecciate, che spezzano il rigore degli schienali. Asimmetrico e s-proporzionato ispirato al Modernismo degli anni ’50 e ’60 è invece V2, disegnato da Giovanni Tommaso Garattoni. La scocca stampata è in vetroresina ed è supportata da gambe in acciaio cromato. Sono sempre del designer la collezione Trafic e il divano Soft Machine. La prima, Trafic, s’inserisce nei “non luoghi della modernità”, negli spazi dell’anonimato, un divano ideale negli aeroporti, nelle stazioni e nelle sale d’attesa che consente a due o più persone di sedersi contemporaneamente su entrambi i lati senza vedersi. Soft Machine prende il nome dal romanzo dello scrittore americano William Burroughs “The Soft Machine” e le forme dall’estetica futurista di Balla e Boccioni e dal Bolidismo, ultimo movimento del Novecento, incentrato sul saper vivere e sulla positività. Le forme scultoree anti-dinamiche sembrano uscite da un fumetto.

www.adrenalina.it | @adrenalina_design | #adrenalinadesign

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole…
Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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