Leucos | Visti al Salone del Mobile 2017

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Leucos… e il pensiero va subito alla lavorazione del vetro e a Venezia, dove l’azienda è nata nel 1962. Acquisita nel 2015 da Riccardo Candotti – imprenditore proveniente dal settore della moda – il brand sta attraversando una fase di ripensamento e di rilancio con l’obiettivo di rendere il marchio ancora più riconoscibile sui mercati internazionali.

In scena a Euroluce Trigona di Danilo de Rossi (vincitrice del Wallpaper Award 2017), una lampada a sospensione che si ispira al numero perfetto secondo Pitagora: il tre. L’elemento di illuminazione è composto infatti da tre strati sovrapposti di vetro borosilicato soffiato e da tre fonti di luci a LED (due dirette e una indiretta), con doppia accensione e dimmerabile.

Il risultato sono tre varianti d’illuminazione a seconda dell’atmosfera che si vuole ottenere.
I tre cilindri di vetro (due dei quali si trasformano in coni) sono disponibili in sei combinazioni diverse. L’esterno può essere sfumato di nero, bianco o grigio titanio. Il vetro intermedio è declinato in oro, grigio titanio, bordeaux o nero rosato. Il cilindro interno è sempre trasparente per donare maggiore luminosità.

Meritano una menzione le altre anime dell’azienda, tornate in attività con i loro marchi storici: MURANOdueGALLERY, la tradizione veneziana del lampadario artistico; iTRE sperimentazione lontana dal vetro (metallo, plastica, tessili, compositi); JJ in cui la lampada con braccio bilanciato a molle L1 di Jac Jacobsen, icona del design, viene proposta in diverse varianti e dimensioni.

www.leucos.com

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Sabrina Arianna Dotti

Sabrina Arianna Dotti

Laureata alla Statale di Milano in Comunicazione ed Editoria, intraprende la strada degli uffici stampa e delle relazioni pubbliche occupandosi di design. Poi approda un po’ per scelta, un po’ per caso, nel mondo della moda. Divoratrice di film e di libri di ogni epoca e stile, scrive da sempre racconti. Tra le sue passioni: l’arredamento. Un amore “insano” e dispendioso che le sta prosciugando la carta di credito, costringendola a continue ristrutturazioni. Timida eppure decisa confessa, con leggero imbarazzo, di non capire niente di enologia, musica e sport.

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