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Chiude oggi la 93° edizione di Pitti Immagine Uomo, la piattaforma internazionale di riferimento per le collezioni di moda maschile e per il lancio di progetti lifestyle a dimensione globale, che ha aperto i battenti lo scorso 9 gennaio. La Fortezza si è trasformata in un grande cinema all’aperto, come negli anni cinquanta, quando file di automobili all’aperto e pellicole romantiche accompagnavano l’estate dei giovani americani.
L’allestimento ci ha ricordato una delle più celebri dichiarazioni di Woody Allen «Il pubblico vuole vedere sempre gli stessi film: bisogna deluderlo, sennò non si farebbe nulla di interessante nell’arte», come dargli torto. Credo sia stato d’accordo anche il lifestyler Sergio Colantuoni che ha firmato il layout e la direzione creativa del progetto.

Pitti Uomo come un Film Festival dunque, con gli stili delle sue molteplici sezioni da interpretare come generi diversi – dai thriller ai film d’avventura, d’azione e sportivi alle spy stories – e con i padiglioni che diventano sale in cui godersi lo spettacolo. A questa edizione si aggiungono un focus speciale sul fenomeno dell’athleisure (la tendenza a indossare capi sportivi nella vita di tutti i giorni), e un potenziamento delle sezioni che esprimono gli stili più contemporanei e di ricerca del menswear oggi, nonché delle aree fashion forward. In scena, le nuove generazioni di artigiani da tutto il mondo, il design cutting-edge e i marchi dell’underground di alta gamma. E ancora le collezioni agender e le proposte più all’avanguardia, accanto ai talenti internazionali da scoprire. Al centro, come sempre, l’eccellenza delle aziende del nuovo classico e i brand che esaltano la modernità dello sportswear. Al suo debutto ufficiale ATHLOVERS@POLVERIERA, il progetto speciale sulla nuova dimensione del vivere sportivo, in collaborazione con REDA, storico lanificio biellese.

Nella nostra prima gallery fotografica dedicata alla manifestazione alcune anticipazioni di quello che l’uomo potrà scegliere per il suo guardaroba il prossimo Autunno-Inverno 2018/19 in una presentazione davvero speciale. Chi lo ha detto che gli uffici stampa non sono creativi?

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Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.

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