In esposizione dal 3 al 12 giugno 2022 presso la Triennale Milano, Forest Tales rappresenta il culmine del lavoro creativo degli ultimi due anni di AHEC, allestito per l’occasione da Studio Swine, il collettivo fondato nel 2011 da Azusa Murakami e Alexander Groves. Filo conduttore dei pezzi presentati il legno di latifoglia americana nelle sue varietà meno utilizzate: l’acero, il ciliegio e la quercia rossa. Forti, pratici, belli al tatto e alla vista e in grado di rinnovarsi rapidamente, questi legni sono tuttavia significativamente sottoutilizzati dall'industria del design - in alcuni casi perché hanno perso popolarità a causa di un cambiamento dei trend, in altri semplicemente per poca dimestichezza. Con questa mostra, AHEC cerca dunque di metterne in luce le peculiarità per stimolare designer e innovatori a creare mobili belli e duraturi, carbon-neutral o carbon-negative.
La rassegna comprende 22 creazioni di grande interesse, sia dal punto di vista estetico, sia per le lavorazioni e, non di rado per l’originalità. È il caso del tavolo biofilico Stem in acero di Heatherwick Studio, del tributo di Studio Swine al design della dinastia Ming, realizzato in quercia rossa curvata a vapore, degli ingegnosi sistemi di scaffalatura espandibili senza colla di Taiho Shin degli sgabelli impilabili tipicamente nordici di Maria Bruun, della sedia composta con tre legni di Simon Gehring che fonde processi di progettazione computazionale e scarti di legno con effetti unici. Non mancano poi alcuni nomi del nostro bel paese come Alessandro Gazzardi, Federico Degioanni, llenia Viscardi, Matteo Benedetti e altri provenienti da paesi lontani come Australia, Tailandia, Sud Africa, Giappone, Corea del Sud, Vietnam o Cina.
«Forest Tales unisce alla celebrazione del design degli ultimi progetti di AHEC, l’amore per il legno e un richiamo all’equilibrio. Equilibrio nel modo in cui utilizziamo i materiali naturali con particolare riguardo per quelli rinnovabili, come il legno. Lo stesso equilibrio su cui i designer, così come l’intero settore, sono chiamati a riflettere per fronteggiare la più grande questione sociale ed economica del nostro tempo: il cambiamento climatico e la necessità di porre fine all'attuale cultura usa e getta. Il Covid ha dimostrato che il mondo è in grado di reagire rapidamente di fronte a una grande crisi globale, speriamo questa esperienza ci permetta di realizzare altrettanto rapidamente i cambiamenti necessari nel nostro modo di consumare, costruire e vivere», dichiara David Venables, Direttore di AHEC Europa. «Per la prima volta, l'intero ecosistema, compresi designer, aziende e consumatori, sembra allineato nel voler fare la cosa giusta di fronte all'imperativo ambientale».
Notevole l’allestimento, che utilizza le stesse casse con cui normalmente viaggiano i pezzi in mostra come tele su cui sono riprodotte immagini del paesaggio della foresta da cui provengono i legni di latifoglia. Con il chiaro intento di Studio Swine di ridurre al minimo l’impatto ambientale, creando così meno rifiuti possibili, ogni cassa è stata dipinta riprendendo l'idea della prospettiva anamorfica con il proposito di raccontare storie diverse man mano che si interagisce con lo spazio. Lo spettatore quindi, a seconda di dove si troverà, vedrà l'immagine completa della foresta o l'immagine si frammenterà e i mobili diventeranno il fulcro visivo dell’intera esposizione.
«Siamo felici che AHEC ci abbia invitati a fare una proposta. È un grande onore essere invitati a progettare uno spazio espositivo ed è solo la seconda volta che lo facciamo. L'opportunità, a essere onesti, era abbastanza scoraggiante: creare qualcosa in una sede con la storia di Triennale, durante il Salone, all'ombra incombente di grandi allestimenti come quelli di Castiglioni, Ray e Charles Eames, OMA ecc. Era fondamentale fare qualcosa di audace e d'impatto che rendesse giustizia agli straordinari lavori di tutti i designer noti ed emergenti in mostra, e allo stesso tempo non creasse sprechi». Studio Swine























