Coffee table, tra novità e long sellers

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Il loro “talento” è quello di spostarsi agilmente all’interno del living. Un punto d’appoggio strategico, da avvicinare al divano o alla poltrona, quando è il momento di servire un aperitivo o un caffè. Punti forti: la possibilità di dar forma a delle composizioni, le finiture – ferro, marmo, legno, vetro ma anche ceramica e pelle – i colori, tutt’altro che anonimi. Nella nostra gallery troverete 10 coffee table, scelti tra novità e long sellers, in ordine assolutamente casuale.

I coffee table sono da alcuni anni al centro di operazioni di re-design interessanti e complesse. Sperimentazioni, formali e materiali che li pongono in relazione con gli altri elementi dell’area living e, perché no, tra di loro, grazie a giochi di materiali, altezze e geometrie diverse.

Cuore delle conversazioni più intriganti nel sette-ottocento, dov’era delizioso supporto per pasticcini e servizi da tè (guardare la serie Downton Abbey per credere), vocato ad accogliere i coffe table book, splendidi libri illustrati da mettere in mostra per essere sfogliati dagli ospiti, questi piccoli piani d’appoggio vengono oggi apprezzati per la loro praticità – sono facilmente spostabili – e per il loro valore estetico, espressione di un certo design d’autore che ripropone oggetti anonimi alla cui forma, sedimentata nel tempo, aggiunge stile e dettagli adeguati alla contemporaneità.

Punti forti di queste sculture da salotto: la possibilità di dar forma a delle composizioni, le finiture – ferro, marmo, legno, vetro ma anche ceramica e pelle – i colori, tutt’altro che anonimi. Nella nostra gallery ne troverete 10, scelti tra novità e long sellers, in ordine assolutamente casuale.

Con la sua silhouette inconfondibile, Metodo, disegnato per MDF Italia da Leonardo Talarico, sviluppa la sua forma nello spazio con cerchi che, posti su piani differenti, s’incontrano per creare sia il piano d’appoggio che l’intera struttura. Il risultato è un prodotto essenziale ma con un’identità facilmente riconoscibile. La struttura è in acciaio, spessore 3 mm, verniciato a polveri nei colori opachi bianco, nichel nero e grigio ombra. Dimensioni e tipologie: versione grande: top diametro 50 cm, altezza 40 cm; versione piccola: top diametro 40 cm, altezza 30 cm.

L’elemento che unisce il design di tutti i pezzi della collezione Sette Magie, disegnata da Lella & Massimo Vignelli per Acerbis International nel 1989, è la struttura cilindrica in metallo, aggiornata con una verniciatura metallizzata “effetto diamantato”, in tre nuance contemporanee – nickel chiaro, bronzo tabacco, titanio – al posto dell’originale rivestimento in foglia d’oro e argento e della verniciatura color ferro micaceo, caratterizzati dal distintivo segno grafico della sequenza di sette fori luminosi. Disponibili in due diverse altezze (40 e 52 cm) e larghezze (40 e 60 cm.), con base a doppie ruote pivottanti, hanno il piano in vetro stratificato Stopsol silver o bronzo retroilluminato con una lampada a LED. La luce, spenta o accesa, cambia l’aspetto del piano d’appoggio: la superficie totalmente a specchio dal colore scuro e profondo diventa infatti uno schermo bianco e luminoso che, oltre ad illuminare gli oggetti posti su di esso, diffonde una gradevole luce soffusa nell’ambiente. I tavolini luminosi possono essere collocati a centro stanza o spostati liberamente, senza cavi a vista, grazie all’alimentazione fornita da batterie ricaricabili.

L’alchimia è un sapere antico il cui fine primo era quello di trasmutare i metalli vili in metalli preziosi, avvalendosi di un linguaggio esoterico che conferiva al materiale una dimensione metafisica. La collezione Alchemy, progettata dallo Studio Stormo e prodotta da De Castelli nel 2019, trae ispirazione da questa scienza magica per creare composizioni mutevoli di tavolini che, combinandosi insieme, per immediata intesa formale, danno luogo a variazioni cromatiche ed enfatizzano l’espressività del materiale. La forma concava delle basi rifrange la luminosità dell’acciaio inox a cui si contrappone la geometria tattile dei top in rame, ottone e ferro DeLabré. Misure: 70x70xh.35 cm; 35x35xh50 cm; ø 48xh.35 cm; 90x35xh.35 cm; 90x90xh.35 cm.

Ispirata al popolare genere musicale brasiliano e ai suoi artisti, la collezione Bossa Nova, firmata nel 2019 dall’artista e designer spagnola Pepa Reverter per Bosa, comprende tre diversi tavolini in ceramica: Joao Gilberto (h. 62 cm, l. 36 cm), Vinícius de Moraes (h. 50 cm, l. 41 cm) ed Elis Regina (h. 40 cm, l. 26 cm). Si tratta di moduli geometrici sovrapposti che vanno a comporre piccoli totem tribali. Tavolini-scultura che giocano sul contrasto bianco/nero delle decorazioni.

L’ispirazione per questi insoliti tavolini deriva dai portacenere, un tempo popolari, ripieni di sabbia. Così è nata la serie di elementi di servizio Fat-Fat e Lady-Fat – progettata nel 2004 da Patricia Urquiola per B&B Italia – composta da tre varianti, da utilizzare come piano d’appoggio in numerose situazioni. Sollevando i vassoi, in lamiera d’acciaio verniciato bianco gesso, verniciato nero o con finitura rame brunito, è possibile sfruttare il vano interno come contenitore, mentre per i rivestimenti esterni, tessuto e pelle offrono un’ampia gamma di colori.

Silo fa parte di una collezione di arredi contemporanea, prodotta da Natuzzi Italia nel 2018, vagamente rustica, ispirata ai paesaggi, alle architetture e al lifestyle pugliese, un territorio ricco di storia, natura e tradizioni artigianali. Disegnati da Marcel Wanders i pouf & coffee table di questa famiglia possono essere utilizzati all’interno del living come piani di appoggio, contenitori, sedute occasionali. L’elemento contenitore ha struttura in ABS, rivestimento esterno in pelle vintage e interno in microfibra in tinta, borchie in ottone e alamaro in zama. Le maniglie sono realizzate in corda di yuta. Disponibile nella versione con seduta imbottita per essere utilizzato come ottoman, oppure con top a vassoio in legno, utile come piccolo tavolino.

Ascanio, progettato nel 2018 da Antonio Citterio per Flexform, è un tavolino in legno massello che unisce alla praticità di utilizzo l’attitudine ad inserirsi con misurata eleganza in qualsiasi ambiente. La struttura in legno consente di spostarlo agilmente all’interno del living per poterlo avvicinare al divano o alla poltrona. Presenta una varietà di raffinate combinazioni materiche tra la struttura, che è proposta in massello di noce canaletto o massello di frassino in una pluralità di colorazioni, ed il piano, che può essere realizzato anch’esso in legno oppure in marmo. Disponibile in tre diverse misure.

I tavolini da servizio T1 e T2, disegnati da Osvaldo Borsani tra il 1949 e il 1950, erano spesso utilizzati dall’architetto negli interni di quegli anni, ma non erano mai entrati ufficialmente in produzione. Nel 1991 vennero invece proposti come prodotti di serie nella collezione ABV curata da Valeria Borsani e sono tutt’oggi presenti nel catalogo Tecno (azienda di cui Osvaldo Borsani è stato fondatore) con nuove finiture. Il tavolino T1, alto 45 cm, ha una struttura in acciaio cromato, con il caratteristico pallino a mezz’asta ed un piano (diametro 26 cm) in cristallo extra chiaro temperato, retroverniciato in diverse tonalità di colore: bianco, arancione, rosso, verde kiwi e grigio piombo. Il tavolino T2, alto 62 cm, ha il piano (diametro 40 cm) in legno laccato lucido grigio piombo, su una struttura in acciaio verniciato grigio piombo e base verniciata di colore bianco.

Il progetto di Cumano – messo a punto da Achille Castiglioni per Zanotta nel 1978 – parte dal desiderio di rivisitare il disegno di un archetipo di fine Ottocento appartenente alla tipologia dei tavolini per esterno pieghevoli. In particolare si tratta del tavolino a tre gambe tipico dei bistrot parigini, reinterpretato nelle sue linee essenziali e nei suoi particolari costruttivi, come il giunto progettato in un materiale del proprio tempo per facilitare la scorrevolezza sulla struttura verniciata (senza rovinarla con l’uso), e il dettaglio di un foro sul piano che aggiunge alla possibilità già prevista del ripiegare anche quella dell’appendere (a muro, attraverso un gancio apposito). Struttura e piano in acciaio, colore nero, bianco, amaranto, antracite, corallo, mostarda, azzurro acqua. Giunto scorrevole in ABS.

Sempre di Zanotta, della serie Servi – firmata da Achille & Pier Giacomo Castiglioni nel 1974 –
Servomuto, disegnato da Achille Castiglioni è ancora oggi un esempio di “buon design” dove la forma corrisponde perfettamente alla funzione: una base stabile dall’ingombro limitato, un’asta verticale sottile con un pomolo per impugnarla all’estremità superiore, un piano di appoggio circolare ideale come tavolino. Leggero e facilmente spostabile, degno erede del gioiello di equilibrio ed eleganza Cicognino di Franco Albini, Servomuto è parte di una famiglia molto estesa di oggetti, nati tutti a partire dai posacenere e portaombrelli progettati dai fratelli Castiglioni espressamente per l’arredamento della birreria/ristorante Splügen Bräu a Milano nel 1961. Materiali: base in polipropilene e asta in acciaio verniciato colore nero, bianco o amaranto. Pianetto in laminato plastico stratificato, colore bianco/nero, amaranto/ grigio, cotto/avio.

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Laura Perna

Laura Perna

Dopo la laurea in filosofia conseguita presso l'Università Cattolica di Milano inizia il suo percorso professionale nell'area della comunicazione: uffici- stampa, relazioni pubbliche, editoria. Il suo rapporto con la scrittura è intenso e quotidiano. FourExcellences rappresenta un "punto e a capo", una svolta. È un'idea, poi un progetto che si trasforma in realtà day by day. È una dichiarazione d'indipendenza che condivide con le sue compagne di viaggio. È lo specchio di un mondo effervescente e creativo, la voce di infinite storie.

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