Un poeta della luce

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Leggeri, sorprendenti, emozionanti, i progetti di luce e le lampade di Davide Groppi seducono con la loro bellezza impalpabile, quasi immateriale. Sono creazioni giocose, racconti, scherzi… che il pluripremiato light designer ha proposto lo scorso aprile, durante l’ultima edizione di Euroluce.

Quest’anno in occasione del Salone del Mobile.Milano la mia missione è stata scandagliare le novità nei due padiglioni riservati ad Euroluce. E l’illuminazione è stata così la protagonista indiscussa della mia settimana dedicata alla Milano Design Week.

Il mio racconto inizia da Davide Groppi, in assoluto uno dei miei light designer preferiti per linearità, semplicità e leggerezza.

Un po’ di storia…
Il piacentino Davide Groppi alla fine degli anni ’80, in un minuscolo laboratorio nel centro della città emiliana, crea e produce lampade con il proprio nome. Il lietmotiv delle lampade e dei progetti di luce che prendono forma dalle sue mani è sedurre ed emozionare.

Sono molti i premi che hanno accompagnato e coronato la carriera di Davide Groppi. Si va dal Premio Edida nel 2011 per la lampada Sampei, al premio Design Plus nel 2014 per la lampada Neuro. Nel 2014 il XXIII ADI Compasso d’Oro per le lampade Nulla e Sampei e nel 2016 il premio XXIV ADI Compasso d’Oro Menzione d’Onore per la lampada Tetatet a batteria ricaricabile.

Dal scorso marzo 2018 l’azienda Davide Groppi è entrata a far parte del Gruppo Italian Design Brands (IDB) , per rafforzare ulteriormente la propria presenza nei mercati internazionali.

Novità 2019.
ChainDelierDavide Groppi, 2019 – è un gioco di parole tra la catena e il candeliere. Lo raccontiamo attraverso le parole del designer: «Cercavo un lampadario. Un lampadario nuovo, ma classico. Un lampadario semplice, ma con grande personalità. Quasi un gioiello. Un lampadario che permettesse di risolvere l’eterno problema del decentramento. Una grande catena dorata si flette sotto il proprio peso, disegna una parabola perfetta e alimenta la maglia di luce nel punto inferiore. L’oro è il metallo per eccellenza, metafora di energia e di desiderio. Ma è anche il metallo ideale per condurre la corrente elettrica. Risplendente di bagliori aurei come la versione moderna di un lampadario della reggia di Versailles, ma allo stesso tempo lineare e semplice, ChainDelier può essere composto a piacere, proiettando la luce verso l’alto o verso il basso, inserendo più elementi, più anelli, in una vertigine di combinazioni luminose.»

EndlessDavide Groppi, 2018 – luce senza fine. Si tratta di una striscia adesiva, un nastro conduttore applicabile a qualsiasi parete o superficie. Il sistema Endless è nato con l’obiettivo di portare la corrente ovunque e di collegare più apparecchi contemporaneamente. La luce si disegna, un vero sogno per i light designer.

Moon TDavide Groppi, 2019 – è una luna piena, bellissima. Il sogno era di portare la luna in casa e ci sono riusciti. La superficie è di carta giapponese, fatta mano.

OHMDavide Groppi, 2019 – è un filo impercettibile sospeso nell’aria. Un’estetica essenziale e rigorosa. Uno speciale cavo unipolare tirato da parete a parete. Il circuito si chiude, magicamente, in un sottilissimo e quasi invisibile conduttore.

OmbraDavide Groppi, 2019 – è nata dalla liaison con Giovanna Zucconi che con Serra&Fonseca crea narrazioni olfattive. È un gioco di riflessi sensoriali. Ottone e vetro: forza e trasparenza. «Il profumo, come la luce, racconta. Evoca luoghi e tempi lontani, svela corpi, tocca sentimenti, illumina memorie. In una ricerca di semplicità e di leggerezza come quella che Davide Groppi compie da oltre trent’anni, ecco che entra in scena l’immateriale. Un profumo non è un oggetto, è la sensazione di un oggetto. La continuazione di un racconto con altri mezzi. Senti questa luce, guarda Ombra. È un intreccio di emozioni, è una conversazione fra i sensi.»

PaginaAlessandra Dellagiovanna, 2019 – si articola in tre soli elementi: un foglio di carta, una penna e un LED. La luce è racconto e narrazione, con la luce è possibile disegnare, scrivere ed immaginare storie. «Un gesto simbolico, sospeso tra realtà e immaginazione. Uno speciale foglio di carta, dotato di micro ventose può essere appeso a ogni superficie, spostato a piacere, disposto in modo da creare onde ed effetti tridimensionali. Una pagina immaginaria su cui immortalare pensieri luminosi. Una piccola penna a LED, completa l’idea, inserendosi nelle curve del foglio e creando arabeschi di luce diffusa. Pagina rompe la quarta parete, increspa la superficie realizzando geometrie mobili, vive, vibranti.»

PigrecoOmar Carraglia, 2019 – ha linee rigorose, è un dialogo tra legno e vetro, due materiali primari, concreti e tangibili. Per metà satinata e per metà trasparente si muove liberamente sulla base: a volte come diffusore a volte come lente convessa. La base accoglie un LED invisibile che illumina l’interno della sfera.
«Tra tutte le figure geometriche, la sfera è la più vicina alla perfezione. Metafora dell’assoluto, immagine in scala ridotta del mistero dell’universo. Una sfera di cristallo per immaginare la luce del futuro. Una luce cangiante, mutevole, che si modula in giochi infiniti sulle pareti e sul soffitto.»

RailDavide Groppi, 2019. I binari di un trenino elettrico che disegnano paesaggi immaginari. Rail è il confine tra utilità e rappresentazione, design e arte.

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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