Spazi rinnovati per la Royal Academy of Music

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Nascosti dietro la facciata della sede edoardiana della Royal Academy of Music sono stati ricreati dallo studio londinese Ian Ritchie Architects due spazi straordinari per gli spettacoli: il Susie Sainsbury Theatre, nel cuore dell’Academy e, sopra il teatro, la nuova sala vetrata del Recital Hall.

Acustica e design il binomio che sintetizza la trasformazione della Royal Academy of Music, progetto dallo studio londinese Ian Ritchie Architects, che ha realizzato i nuovi spazi perfettamente integrati all’interno dello storico edificio sorto nel 1911. Il Susie Sainsbury Theatre, la Angela Bergess Recital Hall, cinque nuovi studi di percussioni, una sala jazz, una sala di controllo audiovisivo e quattordici locali tra camerini e sale prova.

Il Susie Sainsbury Theatre, che ospita le produzioni liriche e teatrali, situato nel cuore dell’Academy, rispetto al passato accoglie il 40% di posti in più grazie alla costruzione di una balconata alla quale si è aggiunta una buca più grande per l’orchestra, un’ala del palcoscenico e la torre scenica.

Il progetto acustico del Susie Sainsbury Theatre – concertato con il team di acustica della Arup, la Royal Academy of Music e la Ian Ritchie Architects – ha previsto un rivestimento delle pareti in legno temperato e dettagli graduati per una perfetta diffusione del suono.

Il legno utilizzato è il ciliegio americano – tipico delle foreste di latifoglie degli Stati Uniti diffuso principalmente della regione Nord-Est – dalle eccellenti qualità sonore. Le tonalità sono calde, ha media densità con buone proprietà di curvatura, una moderata robustezza e resistenza agli urti.

Obiettivo: esaltare le performance acustiche dell’ambiente. La parte interna del soffitto fornisce ulteriore riverbero al pubblico senza sembrare uno spazio separato; le quinte del proscenio sono leggermente inclinate per evitare “flutter”, quando gli artisti sono sul palco, per un timbro vocale uniforme; il drappo del sipario, uno degli elementi più ampi ad assorbire l’acustica nella sala, stabilizza il riverbero nel soffitto; le gallerie anteriori sono superfici attive che forniscono una sequenza di riflessi uniforme.

Per quanto riguarda i pavimenti, al livello delle prime file in platea, è stato incorporato un substrato che evita vuoti d’aria e fornisce supporto alle basse frequenze; mentre al livello della galleria, il legno poggia su uno strato di gomma rigida che riduce il rumore dei passi.

Le pareti, molto pesanti sono montate su supporti di dimensioni variabili, per un suono bilanciato, fine e pulito a basse frequenze. Le porte, con un peso di circa 100 kg e due serie di guarnizioni acustiche, sono altamente insonorizzate per evitare che eventuali rumori esterni disturbino l’esibizione.

La fossa orchestrale è più grande e centrata per un suono orchestrale più chiaro e una maggiore connessione acustica tra orchestra, artisti e pubblico. Un solido frontale rimovibile, collocato sul lato esterno della fossa orchestrale, consente al direttore di quantificare il suono da dirigere verso il pubblico, mentre dei pannelli acustici rimovibili sul lato interno misurano il supporto acustico tra gli artisti in platea e i musicisti nella fossa orchestrale.

Ciascuna poltrona presenta nella parte inferiore perforazioni che “stabilizzano la risposta acustica della sala”. Vale a dire che sia con la sala piena sia con la sala vuota il suono si trasmette nelle stesso modo. Un ulteriore aiuto arriva dagli schienali rigidi e dalle finiture in similpelle.

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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