Il re del tonno e la sua “famigliazienda”

Filippo Callipo

Filippo Callipo

Dall’epoca degli antichi Romani, il golfo calabrese di Sant’Eufemia Lamezia ospita le tonnare.
Questo mare, il Tirreno del profondo Sud, placido e caldo è da sempre l’ambiente ideale per la riproduzione dei tonni. Già agli inizi del 1900 il tonno veniva pescato e venduto in queste terre aspre. Non esistendo mezzi di trasporto, serviva un giorno intero per trasportarlo con il carretto a Lamezia Terme. Senza contare gli avanzi di queste carni pregiate destinati allora ad essere bruciati. Proprio per ovviare allo spreco Giacinto Callipo (classe 1838) ebbe una brillante intuizione: conservare il tonno sotto sale.  Così il 13 gennaio 1913 diede vita alla Giacinto Callipo & Figli.

Oggi a dirigerla c’è Filippo Callipo, ovvero la quarta generazione di proprietari; con lui il figlio Giacinto, giovane trentenne accorto e promettente imprenditore. All’età di 21 anni, con un diploma di ragioneria e all’inizio di un’incoraggiante carriera universitaria, Filippo viene richiamato in azienda dal padre. Da quel giorno il Patron del tonno vive tra “casa e putija” perché dirigere un’azienda che rappresenta un’eccellenza Italiana non è uno scherzo, soprattutto se a farlo sei in una regione come la Calabria, dove fare impresa significa, inevitabilmente, fare i conti con la criminalità organizzata.

Quando vado a visitare la sede della Callipo a Maierato, comune confinante con Pizzo Calabro (VV) capisco in fretta che questa eccellenza italiana ha una storia e un’esperienza di lavorazione artigianale tramandata da padre a figlio. Oggi il tonno proviene dall’Oceano Indiano, ma la lavorazione è tutta fatta in Italia. È proprio in questo stabilimento che i tranci di pesce vengono puliti, selezionati e confezionati. «La pulitura del tonno, la parte più delicata (…) è affidata alle mani esperte e delicate delle mie ragazze» – mi racconta il padrone di casa Filippo semplicemente “Pippo”, per gli amici. Sono più di centocinquanta le donne che oggi lavorano qui allo stabilimento. Con la loro pazienza, tutta femminile, il tonno viene sezionato, pulito, cotto, mondato e invasettato manualmente per arrivare sulle tavole di tutto il mondo. Ci sono poi altre donne che si occupano di commercializzare e vendere il prodotto finito. Un’impresa al femminile, dunque, quella della Callipo che il 13 gennaio 2013 ha festeggiato i suoi primi 100 anni con una sfilata di moda. Protagoniste le dipendenti che per un giorno hanno smesso i loro camici per indossare abiti da passerella come vere top model.

Sempre per il centenario Callipo, Poste Italiane ha concesso uno speciale francobollo: il primo a raffigurare oltre allo stabilimento e al tonno, immagini di persone che lavorano.

Questa bella Azienda calabrese conosce il valore del lavoro. Qui, mi raccontano, vige la regola della meritocrazia che non è solo una parola da campagna elettorale, ma una buona pratica. Lo capisco da come funzionano le cose, dal volto sereno dei dipendenti e dalla professionalità del personale che incrocio in corridoio. Oltre che dalle parole piene di orgoglio dello stesso Filippo Callipo che, raccontandomi la storia della sua Azienda, non smette mai di parlarmi dei suoi dipendenti.

La storia di Pippo è quella di un ragazzo un po’ “irrequieto”, l’unico figlio maschio con tre sorelle femmine, che ha la fortuna di crescere in una famiglia di imprenditori seri che gli insegnano come stare al mondo. Da ragazzo trascorre molto tempo con il nonno, l’omonimo Filippo, figlio del fondatore Giacinto, (i nomi di famiglia vengono tramandati). È il nonno che instancabilmente gli ripete frasi come «la qualità innanzitutto» e «mai dimenticare il rispetto del prossimo». Due leitmotiv che Filippo ha fissato come chiodi nella sua mente fin dal suo ingresso in azienda. È dal padre, invece, che il Patron del Tonno impara come trasformare le intuizioni in strategie imprenditoriali, perché è Filippo Senior, insieme a Giacinto Junior, ad avere dato un grande impulso alla tecnologia oltre che a pensare di mettere il tonno sott’olio.

Dal Nord Europa arrivava la qualità “bluefin” con i vagoni ferroviari sino a Chiasso dove si aggiungeva ghiaccio secco per consentire l’integrità del prodotto sino all’arrivo in Calabria. Pippo ricorda bene quelle notti trascorse alla stazione ferroviaria di Vibo Marina, quando il pesce arrivava e si dovevano chiamare a raccolta, con il passaparola, tutti gli operai. Non c’era tempo da perdere. E soprattutto non vi erano cellulari. Le celle frigorifere non esistevano e il tonno doveva essere subito lavorato e cotto. Poi al mattino erano le donne a occuparsi della lavorazione del pesce.

Oggi il tonno Callipo è venduto per il 90% in Italia, il resto, soprattutto, in Canada, Stati Uniti e Australia. Viene commercializzato anche online dal 2012 quando nasce il portale aziendale, l’unico sito italiano di conserve ittiche.
Se conosci Pippo Callipo non ti sorprendi poi di scoprire che è stato presidente di Confindustria, tra il 2001 e il 2006, che ha ricevuto svariati riconoscimenti a testimonianza del suo legame con la comunità locale, che ha combattuto e combatte contro la criminalità, che dopo l’ennesimo attentato subito ha fondato l’Associazione “Io resto in Calabria” per aiutare i giovani che vogliono restare nella bella e selvaggia terra d’origine.

Non ti sorprendi, perché capisci da subito di avere di fronte prima ancora di un valido imprenditore, un uomo beneducato, onesto e capace. Niente a che fare con quei bulli di provincia che si inventano finti imperi destinati, quasi sempre, a crollare. Non solo non ti sorprendi, ma sei pure felice. Felice di poter dire che dietro un prodotto eccellente vi è un eccellente uomo.

A chi si chiede se in Italia esistono ancora oggi imprenditori capaci, seri e onesti… ecco una storia che fa bene al cuore. Il segreto? Non so dove risieda, ma c’è un aneddoto che mi ha molto colpito. Pochi giorni dopo la mia intervista al Patron della Callipo, lo incontro nuovamente e per caso una sera in un ristorante della zona. È con i suoi amici, i “Magnifici Sette”, sono i suoi compagni dai tempi della ragioneria. Da oltre sessant’anni, mi racconta, si incontrano ogni tre mesi. «È come se fossimo rimasti alla quinta ragioneria»… Forse è un po’ questo il segreto di Pippo Callipo: restare fedeli a se stessi e ai propri valori.

www.callipo.com

LEGGI ANCHE: Nella quiete di un’Antica Acetaia

 

About author

Emanuela Pezzoni

Emanuela Pezzoni

Dopo avere affiancato i grandi della moda e della finanza internazionale decide di mollare tutto, Milano compresa. Si trasferisce da una provincia all’altra per diventare giornalista professionista senza mai rinunciare ai suoi tacchi rigorosamente "Made in Italy". Non potrebbe vivere senza un interlocutore da intervistare e una passione per cui vale la pena vivere.