Veneto: “spirito” divino

Dal Veronese alla Marca Trevigiana il vigneto è un elemento costante del paesaggio veneto. Il merito è degli ordini monastici che nel Medioevo si impegnarono nella bonifica e nella messa a coltura delle terre tra l’Adda e il Piave restituendo alla coltivazione della vite il vigore sperimentato, con buoni risultati, già sotto i Romani. Protagonista dell’età comunale e della stagione delle ville sotto la Serenissima, che introdusse uve dalle sue colonie, la vigna visse poi un profondo rinnovamento nell’Ottocento con l’introduzione dei vitigni francesi. Oggi è uno dei pilastri dell’economia regionale e una delle risorse più affidabili per il suo sviluppo. (da Turismo del vino in Italia – Touring Club Italiano).

La Regione Veneto, con la propria conformazione territoriale, climatica, culinaria e culturale alimenta tutti i gusti e seduce i palati tanto da confermarsi prima regione turistica d’Italia.

La montagna, con le sue vette dolomitiche dichiarate Patrimonio UNESCO. Il mare, le spiagge di sabbia finissima e dorata, premiate nel 2015 con otto Bandiere Blu, si estendono da Bibione a Rosolina passando per le famosissime: Jesolo, Eraclea, Caorle, Cavallino, Lido di Venezia e Sottomarina.
C’è poi il Lago di Garda con la famosa Riviera degli Ulivi e i laghi di Santa Croce, di Auronzo, Misurina e Alleghe. Senza tralasciare le città d’arte – Venezia in primis.

Nel primo capitolo dedicato al Veneto, parleremo delle risorse enologiche con qualche cenno alla gastronomia. Tanti i motivi: perché siamo in pieno EXPO, perché si stanno avvicinando le vacanze estive, perché il vero relax per me è bere, in compagnia, un buon bicchiere di vino… spumante, rosso, bianco o rosé.

Il vino.
Il Veronese.
Dal Garda ai Monti Lessini, la zona offre un’ampia gamma di vini rossi a lungo invecchiamento e raffinati spumanti.
La valle dell’Adige. La Strada dei Vini DOC – Valdadige-Terra dei Forti: dislocata su entrambi i lati del fiume, tocca i comuni di Rivoli Veronese, Dolcè, Brentino, Rivalta, Belluno Veronese e Avio. È la zona del Pinot Grigio e dell’Enantio – vino rosso rubino carico, con riflessi violacei, dal profumo fruttato e leggermente speziato.

veneto enologia e gastronomia 2015

Cesta di uva. (Archivio fotografico Regione del Veneto – Sezione Promozione Turistica Integrata).

Il Garda veronese. La Strada del Bardolino che si snoda tra le colline che separano la riviera gardesana dalla valle dell’Adige.
I colli morenici del Garda e le cantine del Custoza. Il percorso enogastronomico parte da Sommacampagna per risalire verso la sponda del Garda verso sud-ovest. Oltre al Bianco di Custoza, si degustano: Bardolino, Soave, Garda e Lugana.
Le colline del Recioto. La zona di rilievi calcarei si stende ai piedi dei Monti Lessini, attraversa il Veronese per oltrepassare la provincia di Vicenza. Caratteristica della zona è la produzione di Recioto: vino e spumante da dessert che nel 2008 ha avuto il riconoscimento DOCG. Plinio nella sua opera Historia Naturalis, indicò diciotto metodologie per ottenere il passito. Nella più comune le uve si lasciano sulla pianta un mese in più rispetto alla vendemmia classica, avendo cura di non torcere i peduncoli dei grappoli.
La Strada del Vino della Valpolicella. Si snoda tra i comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Negrar e Marano di Valpolicella. L’Amarone DOCG, il più prestigioso tra i vini veronesi.

veneto enologia e gastronomia 2015

Vino Valpolicella (Archivio fotografico Regione del Veneto – Sezione Promozione Turistica Integrata).

Il Valpolicella è un vino rosso rubino carico mix di uve di vitigni diversi ha un retrogusto di mandorle amare e un sapore asciutto adatto per carni bianche e formaggi, mentre il Valpolicella Superiore per selvaggina e arrosti. La coltivazione della vite spesso avviene su terrazze artificiali realizzate in pietra – in dialetto “marogne”. Oltre al vino, le terre della Valpolicella offrono un ricco calendario enogastronomico che spazia dalle ciliegie alle castagne, dall’olio d’oliva al vino novello. Dal formaggio Monte Veronese DOP al tartufo e alle lumache.
La Strada del Soave. Tra le valli di Mezzane, d’Illasi e d’Alpone.

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Il Vino Soave e sullo sfondo il Castello (Archivio fotografico Regione del Veneto – Sezione Promozione Turistica Integrata).

Il Vicentino.
Due sono le zone vinicole che caratterizzano la provincia. La prima parte dal nord di Vicenza, si stende sulla fascia pedemontana, si dirama sui Monti Lessini per arrivare ai rilievi che aprono l’altopiano di Asiago e del Grappa. In questa zona vince la produzione di vini dolci e di passiti dalle uve bianche. La seconda parte, a sud del capoluogo, comprende i Colli Berici. Qui si coltivano le uve a bacca rossa che si differenziano per le forme e i colori dei chicchi d’uva, delle foglie, del grappolo e per i periodi di maturazione. Merlot e Cabernet i rossi e Pinot Grigio e Garganega i bianchi. Assolutamente da provare il Barbarano, rosso, leggero e profumato – fino al 2007 era chiamato Tocai Rosso, oggi è stato ribattezzato Tai Rosso. Il Tai Rosso è un vitigno estremamente versatile che varia le proprie caratteristiche modulandosi sulle condizioni ambientali. Ogni anno, pur mantenendo lo stesso colore e lo stesso grado alcolico, il vino racconta il proprio vissuto.

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La festa del Torcolato di Breganze (Archivio fotografico Regione del Veneto – Sezione Promozione Turistica Integrata).

Le vigne della pedemontana. È la fascia collinare che attraversa l’Alto Vicentino con la produzione di Lessini Durello – spumante DOC, fatto rifermentare in bottiglia per almeno 36 mesi dal tiraggio; il Recioto di Gambellara DOCG e il Torcolato di Breganze.

Il Padovano.
I Colli Euganei con l’appendice dei vigneti del Dominio di Bagnoli e del Conselvano. I Colli Euganei sono colline di origine vulcanica, sorte in seguito ad eruzioni sottomarine nella pianura e particolarmente adatte alla coltivazione della vite.
Il Dominio di Bagnoli, nella parte sud-orientale della pianura padovana. Zona di produzione del Bagnoli Friularo DOCG si articola tra i comuni di Battaglia Terme e Monselice con suoli originati dalla disgregazione di rocce vulcaniche, le zone pianeggianti ricche di minerali dei fiumi Adige, Bacchiglione e Brenta e la vicinanza con i Colli Euganei garantisce una buona ventilazione serale impedendo che il troppo caldo o il troppo freddo possano inficiare la crescita del vitigno. Sempre della zona è il Fior d’Arancio DOCG, antico vitigno forse giunto dalla Siria o dalla Mesopotamia. Spumante, passito e nella nuova versione di vino dal sapore da secco a dolce.

Il Trevigiano e la Pianura Orientale.
Tra Valdobbiadene e Conegliano, la terra del Prosecco Superiore DOCG, si snoda la prima arteria enologica italiana, inaugurata nel 1966, nel cuore dell’alta Marca Trevigiana. Su entrambe le sponde del Piave, per quanto possano essere differenti i terreni, li accomuna la coltivazione del Glera, vitigno adatto alla produzione del rinomato ed internazionale spumante. Le caratteristiche organolettiche del Prosecco sono il colore, giallo paglierino scarico; il profumo, fruttato con retrogusto di glicine e acacia; il sapore, caratteristico e gradevolmente amarognolo. Denominato Cartizze quando la produzione avviene nel territorio della frazione di San Pietro di Barbozza. È prevista anche la qualifica di Superiore di Cartizze DOCG.
La Pianura orientale si estende da Treviso al confine con il Friuli. I terreni alluvionali e ben drenati si prestano alla coltivazione della vite. I vini prodotti in zona sono DOC Piave, Piave Malanotte DOCG e Lison Pramaggiore DOCG. La zona vanta la maggiore estensione di vitigni, 500 ettari, coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica.

La gastronomia.
Nelle province di Treviso, Padova e Venezia, è famosa anche la produzione del Radicchio Rosso IGP, ortaggio invernale, delizioso se mangiato crudo in insalata, ideale per la preparazione di piatti caldi, tisane e per una birra aromatizzata. È un rimedio antinvecchiamento, antinfiammatorio, per chi ha problemi cutanei, artriti e reumatismi.
Esiste anche la versione Variegato di Castelfranco IGP, un incrocio, nato nel 1800, tra Radicchio Rosso di Treviso e Scarola.

A Cimadolmo, comune nella provincia di Treviso, nasce nel 2006 la Strada dell’Asparago – Associazione nata per promuovere l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP e per promuovere il territorio.
Tipico della Bassa Veronese, il Riso di Vialone Nano Veronese IGP, ha la caratteristica di essere coltivato in aree irrigate con acqua risorgiva. È particolarmente adatto per la preparazione del risotto.
Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi è un’Associazione nata per valorizzare tradizione e qualità della produzione casearia del bellunese creando una sinergia con le strutture ricettive della zona – ristoranti, hotel, agriturismi, rifugi alpini – per scoprire le bellezze naturali, storiche e artistiche delle valli dolomitiche.

Come dicevo, c’è ancora tanto da scoprire… Il Veneto è come un buon vino: va assaporato lentamente, con passione, amore e con una certa dose di spiritualità…

www.veneto.eu

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.