Zibibbo: un’interpretazione enostorica

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Lo Zibibbo – nome del vitigno e del Moscato Doc di Alessandria – è considerato “il” vino dolce siciliano. Zibibbo deriva dall’arabo e significa “uvetta” o “uva secca”. L’uva, originaria dell’Egitto, fu importata dai Fenici a Pantelleria – isola siciliana di origine vulcanica, culla del Moscato Doc, dove i vigneti sono coltivati rasoterra e protetti dal vento dai caratteristici muri a secco – e nei Pirenei tra Spagna e Francia, dagli Arabi. I chicchi si presentano tondi, con bucce spesse di colore verde dorato e di grandi dimensioni. Essendo resistente alla siccità è una delle migliori uve da appassimento. Si producono sia vini secchi, sia spumanti, ma il vero fiore all’occhiello sono i dolci aromatici di denominazione Moscato Doc e Moscato Passito di Pantelleria.

In occasione dell’ultima edizione di Golosaria – rassegna dedicata all’enogastronomia – tenutasi a Milano, ho avuto il piacere di conoscere Giovanni Celeste Benvenuto, titolare delle Cantine Benvenuto, site in Calabria a Francavilla Angitola, provincia di Vibo Valentia e produttore del primo Zibibbo secco calabrese.

La storia di Giovanni rivela rispetto per la tradizione e amore per la natura. Nato e cresciuto in Abruzzo, ma con una grande passione per il buon vino, ritorna in Calabria e dopo la laurea in Agraria e l’attestato di Sommelier prosegue la tradizione di famiglia (il bisnonno aveva un appezzamento di terra coltivato a vite). “Ho iniziato a recuperare i vigneti – spiega Giovanni – a riterrazzarli e a produrre uva e poi a vinificare. Qui la legislazione riconosceva lo zibibbo solo come uva da tavola o per ottenere il passito. Non era possibile, invece, utilizzarlo per ottenere un vino secco, come accade in Sicilia. Ci siamo battuti e alla fine la Regione ha emanato un decreto. Siamo stati i primi in Calabria a vinificarlo secco IGP. È sicuramente il vino che ci dà maggiori soddisfazioni.*

Il microclima, mite e temperato, ha permesso alla vitis vinifera (introdotta fin dal 2000 a.C.) di prosperare. Terreno roccioso, venti salini e sole consentono una maturazione dell’uva completa e omogenea.

Denominatore comune di tutta la filiera vinifica è la salvaguardia dell’ambiente. Della Natura. Sono stati impiantati vigneti tipici della zona in grado di produrre vini dalla forte personalità. Zibibbo ma anche Malvasia, Calabrese, Greco Nero e Magliocco. La coltivazione rispetta le tecniche biologiche con la raccolta dei frutti a mano in cassetta. La vinificazione segue il ciclo naturale e le antiche tradizioni, non gli interessi commerciali.

[…]“L’Azienda è stata la prima e unica in Calabria ad aver creduto in questo progetto di riscoperta ed interpretazione “enostorica”, un progetto che trova il plauso di chi, non essendosi mai prima avvicinato, assaporandolo rimane incantato dalle sue suadenti note floreali e fruttate e colpito da un’inaspettata nota secca. Convinti porteremo avanti questo progetto, affrontando nuove sfide, come la realizzazione dell’imminente passito e dell’incontro del “Sig. Zibibbo” con la seducente Malvasia.” (Giovanni Celeste Benvenuto)

* www.catanzaroinforma.it del 18 Aprile 2016

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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