“Botta e risposta” con Antonino Cannavacciuolo

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Sceso il sipario sulla quinta edizione di Masterchef Italia, dove ha rappresentato “l’elemento novità”, Antonino Cannavacciuolo è di nuovo ricercata presenza nei talk show televisivi per l’uscita del suo libro Il piatto forte è l’emozione. 50 ricette dal Sud al Nord pubblicato da Einaudi, Stile libero extra.

Mattatore in Cucine da incubo – di cui si attende una quarta edizione su Deejay Tv – Antonino Cannavacciuolo si è imposto al pubblico per la fisicità, imponente, la competenza, e per quel lato tenero, che a tratti emerge nello sguardo e nei sorrisi complici che regala a concorrenti e ristoratori in difficoltà.

Antonino Cannavacciuolo intervista 2016

Antonino Cannavacciuolo, Chef.

Quarant’anni, nato a Vico Equense in provincia di Napoli, lo Chef stellato di Villa Crespi a Orta San Giulio – Ristorante Hotel che gestisce insieme alla moglie Cinzia Primatesta – dimostra che il successo non arriva per caso ma è frutto di ricerche personali e di una lunga esperienza, maturate nelle cucine di grandi tristellati francesi quali l’Auberge dell’Ile di Illerausen e il Buerehiesel di Strasburgo, oltre che nel ristorante del Grand Hotel Quisisana, quando la cucina era autorevole dominio di Gualtiero Marchesi.

Curioso, vulcanico, mai sopra le righe, Cannavacciuolo è un instancabile promotore della cucina italiana, che esprime con un’innata attitudine alla formazione. E non solo di Chef. Lo conferma il secondo appuntamento di Pure tu vuoi fare lo chef? Che si terrà il prossimo 19 aprile allo Stadio Olimpico di Roma, dove, insieme ad altri esperti si discuterà su “La scelta”… Dei collaboratori, dell’arredamento, del “tipo” di locale e di cucina che si vuole proporre al cliente. Un focus sull’imprenditoria che andrà di pari passo con gli show cooking proposti dal Maestro.

Antonino Cannavacciuolo intervista 2016

Locandina evento “La Scelta”. 19 Aprile 2016, Stadio Olimpico, Roma.

Con Isabella Losavio, sua fan e cuoca appassionata, abbiamo elaborato alcune domande. Il risultato è un rapidissimo “botta e risposta”… da leggere tutto d’un fiato!

Cuoco, imprenditore, personaggio televisivo, autore… Dietro un uomo di successo si dice ci sia sempre una donna… e aggiungerei, un team affiatato. Quali sono le persone che l’hanno aiutata a diventare ciò che è oggi?
Oltre alla mia famiglia, mia moglie e i miei figli, durante il mio percorso professionale e di vita ho avuto la fortuna di incontrare delle persone fantastiche: esperti della ristorazione, Chef, amici, appassionati… ogni confronto è stato ed è fondamentale, per arricchirsi e migliorare sempre.

La quinta edizione di Masterchef Italia si è appena conclusa. Cosa le ha lasciato questa esperienza?
Masterchef è stata una bellissima esperienza, sono entrato a far parte di un team affiatato ed è stato interessante confrontarsi, oltre che con gli altri giudici, con persone così appassionate di cucina da essere pronte a mettersi in gioco, totalmente, per inseguire il proprio sogno.

Si diverte di più davanti alle telecamere o dietro ai fornelli?
Dietro ai fornelli.

Quale motivazione si dà per tirar fuori sempre il meglio di sé in cucina?
Seguo le mie emozioni: per me cucinare significa esprimere un ricordo, giocare con le materie prime e… divertirmi! Seguendo il mio istinto.

La cucina è come lo sport? Meglio cominciare da piccoli?
Sia che si inizi da piccoli o da adulti, l’istinto e il talento, se innati, una volta stimolati escono da sé. Ovviamente bisogna essere “portati”… altrimenti, hai voglia di fare allenamento!

Una lunga esperienza nelle cucine francesi e poi con Gualtiero Marchesi. Come hanno influenzato la sua cucina?
Tantissimo. Ripeto sempre ai ragazzi della mia brigata quanto sia fondamentale viaggiare il più possibile, sapersi orientare in altre cucine, maneggiare ingredienti diversi, assorbire come delle spugne tutto quanto le esperienze, soprattutto all’estero, possono regalare.

Quanto è importante la sperimentazione in cucina?
Sperimentare fa parte del percorso di uno Chef che cerca il modo per esprimere le proprie emozioni. Oggi, a differenza di quando ho iniziato io a cucinare, c’è una maggiore libertà, i ragazzi possono cominciare presto a dare forma e sostanza ai loro pensieri, alle loro fantasie. Sono decisamente più fortunati.

Qual è la cosa che le piace di più cucinare?
Mi trovo in difficoltà nel rispondere a questo genere di domande, perché amo moltissimo tutte le materie prime e gli ingredienti. La preferenza di uno sugli altri varia in base ai momenti e alle sensazioni. Fondamentale è trattarli con rispetto e amore, perché alla fine, sono loro i protagonisti del piatto.

Cosa ne pensa della cucina molecolare?
Credo che debba essere eseguita da chi la sente come propria.

Se non avesse fatto lo Chef che altro mestiere le sarebbe piaciuto? O meglio, in cosa pensa avrebbe potuto avere lo stesso successo?
Mi sarebbe piaciuto fare il pescatore, amo il rapporto con il mare e l’acqua in generale. Non so se avrei avuto lo stesso successo, ma so che sarei stato comunque felice.

Cannavacciuolo si nasce o si diventa?
Si nasce… e poi si diventa.

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About author

Laura Perna

Laura Perna

Dopo la laurea in filosofia conseguita presso l'Università Cattolica di Milano inizia il suo percorso professionale nell'area della comunicazione: uffici- stampa, relazioni pubbliche, editoria. Il suo rapporto con la scrittura è intenso e quotidiano. FourExcellences rappresenta un "punto e a capo", una svolta. È un'idea, poi un progetto che si trasforma in realtà day by day. È una dichiarazione d'indipendenza che condivide con le sue compagne di viaggio. È lo specchio di un mondo effervescente e creativo, la voce di infinite storie.

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