Storia della “Lumaca di Latta”

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Presentata il 7 ottobre 1948 al Salone dell’Automobile di Parigi la Citroën 2CV ha da subito conquistato il pubblico: economica, simpatica e con un’innata joie de vivre. Vi raccontiamo la storia della “Lumaca di Latta”.

È degli anni Trenta il primo prototipo della futura Citroën 2CV: piccole dimensioni, capace di muoversi ovunque, adatta a qualsiasi genere di trasporto ed economica dall’acquisto alla manutenzione. Il progetto della TPV Toute Petite Voiture (=Automobile Molto Piccola), era pronto nel 1939. La presentazione dell’auto, fissata per lo stesso anno, in occasione del Salone dell’Automobile di Parigi, non si tenne a causa dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Motivo per cui i 250 prototipi costruiti furono in gran parte demoliti e pochissimi esemplari nascosti.

Citroën dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale mise a punto un modello completamente rinnovato rispetto alla TPV e il 7 ottobre 1948 al Salone dell’Automobile di Parigi fu presentata la Citroën 2CV che immediatamente conquistò il pubblico. Economica e simpatica la Citroën 2CV trasmetteva a tutto tondo la joie de vivre. Per averla era necessario adeguarsi ad una lista d’attesa di sei anni: inizialmente infatti, la produzione fu limitata dalla difficile reperibilità delle materie prime.

La carrozzeria e il telaio.
Il corpo in acciaio a quattro porte della Citroën 2CV era stato avvitato al telaio e il tetto avvolgibile in cotone impermeabilizzato rese il veicolo ancora più leggero. La guida risultava perfetta sia su strade asfaltate sia sugli sterrati con una notevole inclinazione laterale in curva. Il corpo leggero, il motore boxer e il serbatoio ribassati beneficiavano il baricentro e rendevano l’automobile quasi impossibile al ribaltamento. Inizialmente equipaggiata con freni a tamburo, montò, dal 1981 freni a disco anteriori.

Il motore.
La prima versione della Citroën 2CV era dotata di un motore boxer bicilindrico raffreddato ad aria con 9 CV (cilindrata di 375 m³ sviluppava 6,6 kW), velocità massima di 70km/h con dotazione di serie di un cambio a quattro velocità. In seguito, gli ultimi modelli, con 29 CV avevano raggiunto la velocità massima di 113km/h. In tutti i modelli era possibile avviare il motore utilizzando la manovella per il cambio ruote.

Nella primavera del 1951 fece l’ingresso nella gamma la Citroën 2CV Fourgonnette con uno spazioso vano di carico e la chiusura con due porte a battente. Il veicolo era utilizzato dal servizio di soccorso stradale francese o come veicolo postale in Belgio.

Il 27 luglio 1990 dallo stabilimento Citroën di Mangualde in Portogallo uscì l’ultima Citroën 2CV.

Le serie speciali.
La Spot nel 1976, realizzata sulla 2 CV Club e distribuita solo in Svizzera, con carrozzeria color Orange Teneré. La Charleston nel 1981, un omaggio agli “anni folli parigini” fu proposta nelle tonalità Giallo Hélios e nero, Rouge Delage e nero e nel 1983 in una sofisticata versione con due tonalità di grigio, Grigio Nocturne e Grigio Cormoran. Nel 1983 le France3 – in Italia Transat, nel 1985 Dolly, nel 1986 Cocoricò tricolore – e nel 1988 la 2 CV Spécial Perrier con frigobar creata in collaborazione con la nota azienda di acque minerali.

Visitando il portale www.citroenorigins.it, il museo virtuale Citroën, è possibile vivere un’esperienza immersiva in 3D e sensoriale a bordo sia della 2 CV sia di altri ottanta iconici modelli Citroën.

 

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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