Un dromedario da corsa

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Storia della Citroën Méhari, l’auto “spiaggina” nata in Francia nel 1967 da un’intuizione dell’imprenditore Roland de la Poype. In plastica, super leggera e a basso consumo si rivela da subito un’idea geniale. Un’auto divertente, facile da guidare, progettata sia per uso commerciale sia per il tempo libero.

1999, Isola di Lampedusa. Un’estate caldissima. Una vacanza impossibile da dimenticare per innumerevoli ragioni, buone e meno buone ma, una su tutte, perché sono l’autista “ufficiale” di una Citroën Méhari bordeaux, mezza scalcagnata. Un amore a prima vista e a prima guida… e nel percorso ne apprezzo la semplicità strutturale, la leggerezza (è realizzata in plastica), il grande senso di libertà, il divertimento, l’equilibrio. Sensazioni difficilmente associabili ad un mezzo meccanico.

Un po’ di storia…
La Méhari, ma ancora non si chiamava così, nasce in Francia nel 1967 da un’intuizione di Roland de la Poype titolare della SEAB Société d’études et d’applications des brevets azienda che progetta e realizza materiali innovativi quali plastiche e resine colorate in massa.

Motore di questa geniale intuizione fu un incidente occorso ad un suo dipendente che convince Roland de la Poype a pensare ad un veicolo commerciale totalmente nuovo, perfetto per il tempo libero ma nello stesso tempo utile anche per trasportare carichi irregolari e voluminosi.

L’ispirazione gli arriva dalla Austin Mini-Moke, (apparsa in Inghilterra nel 1964, carrozzeria leggera, una copertura che si poggia ad un telaio esistente e un motore di piccola cilindrata) che Roland de la Poype intende ricreare anche in terra francese. La sua fortuna? Avere a disposizione due modelli, la Citroën 2CV e la Renault 4, potenzialmente adattabili alla sua idea. Il radiatore anteriore della Renault 4 impedisce però un sufficiente abbassamento del muso problema che invece non ha la Citroën 2CV alla quale l’imprenditore d’Oltralpe rivolge la propria attenzione.

Dal parco auto della SEAB, i furgoncini AZU e AK realizzati da Citroën sulla meccanica della 2CV e dell’AM16 diventano le sue “cavie” per questa nuova esperienza.
Ed è con l’aiuto dell’ingegnere Jean Darpin, dei suoi assistenti Daniel Raud e Jean Gravouil e del designer Jean-Louis Barrault che nel 1967 nasce una piccola fuoristrada con carrozzeria in plastica termoformabile, flessibile e colorabile in massa. Realizzata in ABS Acrylonitrile Butadiène Styrène, la Méhari è interamente riciclabile e, con un peso “piuma” di 35 chili, ha consumi minimi di carburante.

I primi test sono effettuati, in massima segretezza, intorno al Castello di Mozé, proprietà di Roland de la Poype mentre il prototipo è poi presentato nei sotterranei della Citroën alla presenza di Pierre Bercot, direttore generale e responsabile dei veicoli commerciali. Una scelta di marca che a Roland de la Poype è sembrata del tutto naturale visti i rapporti di collaborazione che da anni esistevano tra le due aziende. La SEAB Société d’études et d’applications des brevets produceva le parti in plastica per la DS e l’Ami 6.

L’incontro è un successo. Pierre Bercot in meno di dieci minuti capisce le potenzialità di quest’auto.

Il nome? L’iniziale Donkey – asino in inglese – scelto dalla squadra di Roland de la Poype è sostituito da Pierre Bercot in Méhari, rinomata razza sud-arabica di dromedari della regione del Mahra che dà origine al dromedario da corsa, cui si associano le idee di resistenza e sobrietà (nel “bere”). Un dromedario al posto di un asino.

La presentazione ufficiale è fissata per il 16 maggio 1968 al campo da golf di Deauville in vista della produzione prevista per la stessa estate. L’evento, spettacolare, è una vera e propria sfilata con la partecipazione di venti modelle e di otto modelli Méhari in differenti colori.

«La Méhari est un produit Citroën et uniquement Citroën» queste le parole che Pierre Bercot, pochi giorni prima, aveva rivolto a Roland de La Poype, il quale gli aveva semplicemente risposto di venderne il più possibile in modo da assicurare il successo ad entrambe le società.

La produzione della Citroën Méhari inizia con due modelli: a due posti con fiscalità agevolata in Francia e a quattro posti facilmente trasformabile in un pick-up. Prodotta in quasi 150.000 unità per circa vent’anni (dal 1968 al 1987) ha letteralmente “stregato” campeggiatori, cercatori di funghi, amanti della natura e dell’aria aperta. Inoltre diventa mezzo ufficiale dell’esercito francese nelle versioni 4×4 e “paracadutabile” e alla Parigi-Dakar del 1980 viene utilizzata come “ambulanza veloce”.

Fonte: “L’épopée du Normandie-Niémen” di Roland de La Poype e Jean-Charles Stasi (Tempus Perrin, maggio 2013).

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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