“Da grande io sarò…”

“Da grande io sarò…”

Un sondaggio della compagnia aerea Vueling rivela le aspirazioni professionali dei giovani. Su 1000 intervistati, in un’età compresa tra i 16 e i 20 anni, il 55% conferma di voler ancora realizzare ciò che sognava da piccolo. E il “Dream Gap”, per le ragazze, è ancora da superare.

 

Se puoi sognarlo, puoi farlo? Non sempre. Il noto aforisma suggerisce che ogni obiettivo immaginabile può diventare realtà: ma cosa accade quando pregiudizi e stereotipi spengono alcuni sogni sul nascere, influenzando le scelte e quindi il futuro delle persone? È ciò che succede ancor oggi con il “Dream Gap”, fenomeno per cui le bambine si sentono meno capaci dei coetanei maschi e perdono fiducia in sé; un divario percepito che diventa reale, perché allontana molte ragazze da carriere ancora considerate “maschili” e impedisce loro di esprimere appieno il proprio potenziale.

In occasione dell’8 marzo 2026, Giornata Internazionale della Donna, la compagnia aerea spagnola Vueling, parte del gruppo International Airlines Group, ha commissionato un sondaggio condotto su un campione di 1.000 giovani italiani tra i 16 e i 20 anni, per indagare le loro aspirazioni e quanto il genere possa influenzarle.

 

Di seguito i risultati del sondaggio.

“Da grande io sarò…”
C’è chi da piccolo si immaginava in camice bianco, chi su un palcoscenico, chi nello spazio. Ripensando ai propri sogni d’infanzia, i 1.000 giovani tra i 16 e i 20 anni coinvolti nel sondaggio di Vueling disegnano un mosaico di aspirazioni: tra le professioni più desiderate spiccano la carriera nel calcio (11,5%, di cui il 97,5% da ragazzi) e quella del medico (7,2%), seguite dall’insegnamento (5%). Accanto a queste, trovano spazio i lavori creativi, come cantante, artista o regista, scientifici, ad esempio nei campi della biologia e astronomia, ma anche quelli legati all’immaginario contemporaneo, come l’influencer.

Ma dietro questa apparente varietà emergono differenze di genere ancora marcate. Se mestieri come insegnante e veterinario/a sono ricordati soprattutto dalle ragazze (entrambi all’80%), e ballerino/a arriva al 92,7% di scelte femminili, professioni percepite come più “maschili” restano prevalentemente appannaggio dei ragazzi: tra chi sognava di fare il pilota solo il 16% è donna, quota che scende al 2,5% per chi desiderava affermarsi nel calcio. Uno spaccato che mostra quanto modelli e rappresentazioni possano orientare in modo diverso i desideri, già nella prima infanzia.

Il sondaggio rivela poi come queste aspirazioni non restino confinate al passato: più di un giovane su due (55%) conferma di voler ancora realizzare ciò che sognava da piccolo, con dati simili tra ragazzi e ragazze. A riprova di come le inclinazioni dei primi anni possano avere un ruolo concreto nella costruzione dei progetti futuri.

 

La carriera da pilota
Tra le professioni che popolavano l’immaginario dell’infanzia c’è anche quella del pilota: un sogno che ha accompagnato il 4,3% degli intervistati (di cui il 16% donne) ma che ha esercitato un forte potere di attrazione su una quota ben più ampia del campione, anche crescendo. Complessivamente, il 40% dei giovani ha dichiarato di aver preso in considerazione, almeno una volta, l’idea di diventare pilota.

Guardando al genere, il dato si ridimensiona, pur restando significativo: circa una ragazza su tre ha considerato questa carriera, segno di un interesse esteso tra le giovani donne. Nonostante ciò, la presenza femminile nella professione resta ancora molto limitata: pilotare aerei continua a essere percepito come un ruolo “maschile” e i dati parlano chiaro, con solo circa il 5% dei piloti donna su scala globale.

Oltre a chi ha cambiato idea nel tempo, diverse intervistate hanno dichiarato di essersi fermate per dubbi sulle proprie capacità o sull’accessibilità del percorso (19,2%). Dalle risposte emergono motivazioni ricorrenti, tra cui l’iter lungo ed estremamente selettivo e la percezione di un ambiente ancora poco rappresentato. Fattori che rendono il passaggio dall’interesse alla scelta ancora più difficile, in particolare per le ragazze.



 

Pari opportunità
Anche se le difficoltà e gli ostacoli percepiti sono spesso numerosi, tra i giovani intervistati prevale un sentimento di fiducia nel futuro: ben l’86% è infatti convinto di poter realizzare le proprie ambizioni, mentre il 14% teme di non riuscirci, soprattutto a causa di condizioni economiche e culturali sfavorevoli.

Guardando poi nello specifico alle opportunità esterne di farle diventare realtà, la maggioranza dei giovani, il 63%, le percepisce come uguali per tutti, indipendentemente dal genere, mentre il 18% è in disaccordo e il restante 19% non ha una posizione definita in merito. Lo sguardo cambia quando si analizzano le risposte per genere: tra i ragazzi il 68% è convinto che le possibilità siano uguali, quota che tra le ragazze scende al 57%; invece, quasi una giovane su quattro (il 23%) ritiene di non avere pari opportunità, contro il 13% dei coetanei.

Nonostante il riconoscimento dei passi avanti compiuti in questa direzione, sono comunque tante le giovani donne intervistate che percepiscono barriere reali o simboliche nel percorso davanti a sé. Tra le ragioni più citate, emergono una mentalità chiusa che favorisce gli uomini soprattutto in alcuni settori, la difficoltà di conciliare carriera e famiglia, la necessità di impegnarsi di più per gli stessi risultati, retribuzioni inferiori e una convinzione diffusa di minore competenza femminile.

 

La rotta verso il futuro delle nuove generazioni
Il sondaggio mostra che le ambizioni dei giovani sono ampie e che la fiducia nel futuro resta forte. Al tempo stesso, mette in luce quanto sia ancora necessario intervenire su modelli culturali, esempi di riferimento e opportunità concrete.

Per questo, con oltre 5.000 dipendenti e una forza lavoro caratterizzata da un equilibrio di genere, la compagnia aerea Vueling conferma il proprio impegno affinché le nuove generazioni possano aspirare alle stesse opportunità professionali e accedervi in modo equo.

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