23 maggio 1928… e la velocità record di 238 km/h.

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A volte le storie personali incidono sulla storia dell’umanità scrivendone le pagine più esaltanti. Sono le grandi invenzioni che hanno cambiato i nostri modi di vivere e di rapportarci col mondo. Oggi vogliamo raccontarvi le imprese dei Fratelli Opel. Cinque personaggi molto intraprendenti e originali che ci hanno fatto scoprire, grazie ai loro talenti e al loro “fiuto”, l’ebrezza della velocità.

Carl, Wilhelm, Heinrich, Friedrich detto “Fritz” e Ludwig erano i figli di Adam Opel – nati tra il 1869 e il 1880 – fondatore nel 1862 a Rüseelsheim della Adam Opel GmbH. Al principio l’azienda si era fatta una solida fama come produttrice di macchine da cucire, poi, nel 1899, alla morte di Adam, inizierà a costruire automobili. La Patent-Motorwagen, il primo modello, è molto simile ad una carrozza.

I cinque fratelli erano conosciuti in tutto il mondo per essersi fatti costruire un tandem da cinque posti che utilizzavano in occasione di grandi eventi. Una trovata pubblicitaria che mirava anche a far conoscere i nuovi piani industriali dell’azienda che presto avrebbe iniziato a produrre anche velocipedi, biciclette normali e tricicli.

In Gran Bretagna già nel 1887 si organizzavano corse ciclistiche che richiamavano una grande quantità di pubblico, una popolarità che presto avrebbe raggiunto anche la Germania e tutta l’Europa. Carl fu il primo a cimentarsi in questo nuovo ed entusiasmante sport e, visti i successi ottenuti, Adam Opel dovette ingrandire nuovamente l’azienda ampliando la gamma dei modelli. Il primo listino prezzi riportava le parole dello stesso Adam: «Il divertimento di andare in bicicletta non è esclusivo di un’età o di uno stato: il triciclo offre anche alle signore e agli anziani la possibilità di una sana ricreazione. Andare con le nostre biciclette esercita un’azione fortificante e distensiva sul corpo e sullo spirito. Russelsheim, Dicembre 1887, Adam Opel.»

Fu così che Carl ottenne 60 vittorie, tra le quali quella nel campionato di Hessen, Wilhelm fu campione di Hessen e di Moravia e conquistò 70 premi, Heinrich si impose 150 volte, vinse 11 campionati e la corsa Parigi-Francoforte (nella quale stabilì un nuovo record completando il percorso in 80 ore e 30 minuti) e Friedrich, detto “Fritz”, il miglior agente pubblicitario della famiglia, si rivelò uno dei più famosi ciclisti tedeschi ottenendo più di 180 vittorie. La più strepitosa fu quella nella Basilea-Cleve, quando coprì 620 chilometri in 27 ore e 50 minuti, per la quale ricevette il Premio dell’Imperatore mentre Ludwig, il più giovane, ottenne nel corso della sua carriera ben 100 vittorie. Tutti questi successi portarono una notevole notorietà all’impresa influenzando positivamente il nuovo settore produttivo che superò ben presto, in termini di fatturato, quello delle macchine da cucire.

E arriviamo al 23 maggio 1928 quando Fritz Von Opel, figlio di Wilhelm, all’autodromo tedesco dell’Avus alle porte di Berlino presentò la sua RAK2, una slanciata monoposto a forma di sigaro di colore nero brillante dotata di due grandi ali laterali che la tenevano incollata all’asfalto. Nella parte posteriore erano stati montati 24 razzi a carburante solido che producevano una spinta da 6.000 Kg. La RAK2 era stata progettata per superare i 200 km/h. ma nessuno era in grado di prevedere se li avrebbe raggiunti…

Questo progetto era partito nel 1927, l’anno prima, quando Max Valier, astronomo sudtirolese – autore del libro “L’avanzata dello spazio” – propose a Fritz Von Opel di finanziare lo studio di un motore a razzi, proposta che piacque a Fritz. Fu così che la fabbrica Opel iniziò a studiare innovativi sistemi di propulsione misurando la spinta di differenti tipi di razzi su banchi prova appositamente realizzati.
«Quando ho premuto il pedale dell’accensione, ho sentito i razzi ruggire alle mie spalle e spingermi in avanti» disse in seguito Fritz Von Opel. «È stata una sensazione straordinaria! Ho premuto il pedale con decisione due, tre, quattro volte. Ho visto le persone ai miei lati sparire e la strada allungarsi davanti a me come un nastro rosso. Dopo aver premuto l’acceleratore per l’ultima volta ho smesso di pensare e mi sono affidato al solo istinto mentre una forza incontrollabile esplodeva dietro di me.»
Lo spettacolo durò meno di tre minuti, ma la notizia fece subito il giro del mondo: nel corso della prova Fritz Von Opel e la sua automobile avevano raggiunto la velocità record di 238 km/h.

La Famiglia Opel nel 1929 venderà l’azienda alla General Motor che ne rimarrà proprietaria fino all’agosto 2017 quando Opel entrerà a far parte di Groupe PSA e, con il marchio gemello Vauxhall, sarà presente in oltre 60 paesi nel mondo. Entro il 2024 l’azienda lancerà sul mercato una versione elettrica di ciascun modello di automobile venduto in Europa, strategia che rientra nel piano aziendale PACE! con l’obiettivo di generare profitti in modo sostenibile.

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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