Le Baccanti

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LE BACCANTI da Euripide
Regia di Daniele Salvo
Con Daniele Salvo (Dioniso), Manuela Kustermann (Agave), Paolo Bessegato (Cadmo), Paolo Lorimer (Tiresia), Diego Facciotti (Penteo), Simone Ciampi (Una Guardia/Primo Messaggero), Melania Giglio (Secondo Messaggero) e con Giulia Diomede, Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida (le Baccanti).
Dal 16 al 26 novembre 2016 – Teatro Menotti

Sul proscenio, un lenzuolo bianco a coprire lo scheletro nero di Semele, madre di Dioniso, folgorata dal fulmine di Zeus. Solo un’altura a riempire la scena, alle cui spalle, un telo trasparente vela e svela ombre, apparizioni, immagini e video.

Protagonisti de Le Baccanti – Dyonisus il Dio nato due volte, in questi giorni al Teatro Menotti, sono un Dioniso offeso e determinato a punire Tebe per aver messo in dubbio la sua nascita divina e un uso estremo del suono che passa attraverso tecniche sofisticate, riproduzione di canti etnici, studi dell’espressione sonora nel periodo prenatale, nel parto e nei primi anni di vita, analisi dei suoni prodotti nelle sedute di trance regressiva e nelle danze tribali, indagini sugli effetti delle frequenze sonore sul cervello umano (psicoacustica). Le Baccanti di Daniele Salvo, da tempo impegnato in un lavoro di ricerca sulla voce, sono il frutto di un lavoro teso a sperimentare una vocalità antica, densa di una fortissima emotività.

La tragedia narra di Agave, figlia del re Cadmo e madre di Penteo, successore al trono di Tebe, nonché sorella di Semele, madre di Dioniso, che ha osato rinnegare l’unione tra Semele e Zeus da cui sarebbe nato il dio, anzi ha infangato il nome della sorella spargendo la voce di una sua scappatella con un comune mortale. Ecco dunque Dioniso comparire sulla scena preannunciato dal suono gutturale, profondo e sconvolgente, dei suoi propositi di vendetta, mentre le donne tebane, già in preda all’estasi e alla follia mistica, propiziano i suoi riti sul monte Citerone. Agave, prima fra tutte.

A questo punto si pone il problema: quale posizione prendere? A favore o contro il nuovo dio?
Tema centrale della tragedia è proprio lo scontro fra l’irrazionale rappresentato da Dioniso e il razionale rappresentato da Penteo, più in generale fra l’umano e il divino, il terreno e l’ultraterreno. E se in un primo tempo, Penteo rifiuta razionalmente di riconoscere la natura divina del figlio di Zeus, successivamente cede irrazionalmente alla curiosità che lo spinge a travestirsi da donna pur di assistere alle sregolatezze delle baccanti. Sarà questo spingersi oltre a causarne la morte allorché, scoperto, verrà dilaniato dalla sua stessa madre, accecata dalla vendetta del dio.

Coerentemente al teatro greco in cui l’azione non è mai rappresentata scenicamente, ma di solito narrata da un qualche messaggero, anche qui, è la voce del nunzio a raccontare lo scempio. E quale voce! L’emozionante monologo di Melania Giglio non è meno efficace e violento dell’immagine: possiamo avvertire con tutti i sensi, percepire l’orrore della scena senza vederla, allorché le baccanti s’avventano su Penteo che invano cerca di farsi riconoscere dalla madre. Ma quella non può vederlo perché ai suoi occhi invasati, egli appare sotto le sembianze di un leone di montagna.

Siamo all’epilogo. Agave rientra a corte con il raccapricciante trofeo: un tirso su cui è infilzata la testa di Penteo. La povera sventurata ancora non sa. Spetterà al vecchio Cadmo aprire gli occhi alla figlia sull’abisso della sua colpa. La vendetta del dio è ormai compiuta. E la tragedia è ora percepita in tutta la sua brutale realtà. Non solo dal pubblico, ma anche dai suoi protagonisti. Ecco dunque che dall’eccesso di sofferenza, l’uomo colpevole acquista dignità. Col patimento e la morte, la casa di Cadmo riconquista decoro e rispetto.

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.

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