Le Variazioni Goldberg

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Le variazioni di Goldberg

LE VARIAZIONI GOLDBERG di George Tabori
Regia di Luca Micheletti
Con Luca Micheletti, Marcella Romei, Michele Nani,
Pietro De Pascalis, Claudia Scaravonati,
il soprano Barbara Costa.
Pianoforte e cembalo: Rossella Spinosa
Dal 3 al 13 novembre – Teatro Franco Parenti

Un testo denso dove protagonista è la Bibbia, ricco di citazioni letterarie e incentrato sul theatrum mundi, il doppio senso tra creazione del mondo e creazione teatrale. Condito con un umorismo – quello ebraico – cinico, ma anche strumento di conoscenza. Una scenografia sottovuoto, dove le pareti rivestite di materiale fonoassorbente sperimentano il silenzio assoluto della Creazione, allorché era il Nulla, insieme al rock più assordante. Una tema annoso, il rapporto ostile e dibattuto dell’Uomo con Dio e di Dio con l’Uomo e, sullo sfondo, le note de Le variazioni Goldberg, il capolavoro bachiano più vicino alle sfere celesti, e la questione dell’Olocausto, trattata con programmatica provocazione tra riso e orrore.

Le Variazioni Goldberg di George Tabori, coprodotto da il Teatro Franco Parenti e la Compagnia teatrale I Guitti, è una riflessione su Dio che qui assume la forma di disincantato, talvolta grottesco, interlocutore dell’uomo. La pièce è costituita da una serie di variazioni sul tema, la Bibbia appunto, il cui protagonista è Goldberg, assistente alla regia di un teatro di Gerusalemme che, da un lato, cerca faticosamente di far procedere a regola d’arte le prove dello spettacolo, spesso richiamando a memoria i passi biblici ai quali gli attori e la messa in scena tutta dovrebbero attenersi; dall’altro, finisce per divenire suo malgrado protagonista delle scene bibliche stesse, in un continuo rimando tra storia universale e vicenda personale, entrambe dominate da sofferenza e fallimento. Non a caso tra le primissime battute di Goldberg, il motto beckettiano “Fallire, fallire sempre, fallire ancora, fallire meglio”.

Ma se la Bibbia è il copione esplicito, il tema delle prove, e la lunga storia della Shoah costituisce la trama più o meno implicita delle variazioni sul medesimo tema (Goldberg è figlio di vittime della Shoah come lo stesso Tabori), a dirigere il tutto, tormentando tirannicamente il povero Goldberg, è Mr. Jay, il regista-Dio ovvero il Dio-regista delle Variazioni, assai meno preparato di Goldberg sul testo da rappresentare e alle prese con i propri capricci e vizi umani. Troppo umani. In special modo il suo debole per il sesso femminile. Ed è proprio dai suoi maldestri interventi e dalla sua interazione con Goldberg che nasce la serie infinita di doppi sensi, battute e rovesciamenti grotteschi che rendono le 15 scene della pièce, anche una dissacrante carrellata di gags.

Abile Luca Micheletti che non si risparmia, nel doppio ruolo di regista e attore, affiancando sulla scena la grande Marcella Romei nei panni di Goldberg. Irresistibile la gag al Muro del Pianto di Michele Nani e Pietro De Pascalis. Ma povera gallina Mitzi, che dritta dal Mein Kampf arriva viva e vegeta nell’Eden, per poi essere spennata!

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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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