Odissea: un racconto che ritorna

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ODISSEA Un racconto che ritorna
Regia di Luca Chieregato
Con Cinzia Morandi e Nicola Cioce
Dal 25 al 26 novembre 2016 – Spazio Qua

Attraversato il cortile di Via Solari 2/A, una scalinata ci conduce in un basement, le pareti rosa shocking, una scrivania e un quadro ad accoglierci prima dello spettacolo. Siamo nel mondo di Spazio Qua, associazione teatrale che promuove corsi e progetti teatrali di aggregazione sociale, collabora con comunità di disabili, organizza la Rassegna di teatro contemporaneo “A due voci”, di cui “Odissea, un racconto che ritorna” rappresenta il secondo appuntamento.

Un tendaggio dietro la scrivania ci apre allo sguardo lo spazio teatrale. Sulla scena, grandi tomi neri e polverosi, una seduta realizzata con una cima navale, una lavagna, quattro mani/Dei dell’Olimpo e due attori: lei, la narratrice/Penelope, ama leggere libri e perdersi in parole d’amore; lui, il musicista/Odisseo, di libri non sa nulla e non vede l’ora di tornarsene a casa.

Inizia così la storia di Ulisse, l’eroe dal multiforme ingegno, il guerriero coraggioso e astuto che soffre per la lontananza dalla sua terra e dall’amata tanto quanto la sua brama di avventura e scoperta lo spingono lontano. E, insieme alle peripezie dell’eroe, viene narrata la storia della sua sposa fedele, Penelope, che per 20 anni aspettò il suo ritorno dalla guerra di Troia. Vent’anni a intrecciare una tela che di giorno tesseva e di notte, segretamente, disfaceva.

Tra musica e parole, qualche gag in pugliese e trovate registiche semplici e suggestive – come il libro con il riflesso del mare dentro, gli stridii delle corde di chitarra che evocano l’ondeggiar della triremi, l’occhio del gigante Polifemo reso dalla chitarra capovolta – procede il racconto dell’Odissea che tanto somiglia alla vita di noi comuni mortali, fatta di difficoltà e pericoli di fronte ai quali, il coraggio è tanto più eroico quanto più acuta è la paura che lo sottende.

Ma i libri dell’Odissea sono ventiquattro, davvero troppi per essere rivelati in un solo spettacolo, come fare a scegliere su quali episodi soffermarsi? Bisogna scegliere. E se scegliere comporta sempre un senso di fallimento e perdita per ciò a cui si rinuncia, in realtà sono l’amore, la passione e la generosità con cui si vive e condivide ciò che si è scelto, che possono fare la differenza. Spettacolo ideale da vedere con i propri figli.

Due segreti: Nicola Cioce è davvero un musicista, autore del bellissimo album intitolato “L’ora blu”, quell’ora che segna il passaggio dalla luce al buio e rappresenta il momento in cui, novelli Ulisse, lasciare andare il conosciuto per lanciarsi nell’ignoto; il regista, Luca Chieregato, invece, è anche un cantastorie. Se vi capita di incontrarlo, e a me è successo in un locale della Bovisa, non perdete l’occasione di farvi raccontare una delle sue bellissime favole: hanno il potere di accarezzarvi l’anima.

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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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