Un’esperienza straordinaria al Santuario di Vicoforte

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Un’escursione pensata per chi ama la storia, l’arte e, soprattutto, le emozioni forti, come quella di salire a 60 metri di altezza e guardare l’orizzonte da un altro punto di vista. Una visita al Santuario di Vicoforte, con imbrago e caschetto, per ammirarne la cupola, gli affreschi e… il percorso.

«Dipende, da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende», cantava Jarabe de Palo. Una sostanziale verità se ci fermiamo a pensare anche solo un attimo. Nel suo libro “Pensa chi seiRalph Waldo Emerson scriveva: «Che cos’è la vita se non l’angolo di visuale? Un uomo si misura dall’angolazione da cui guarda alle cose.» E qui, nelle Langhe, di cose da vedere ce ne sono davvero tante: castelli, borghi, luoghi sacri, paesaggi mozzafiato e mille sapori. E non solo. Situata a cavallo delle province di Cuneo e Asti, confinante con altre regioni storiche del Piemonte, ossia l’Astesana, il Monferrato e il Roero, e costituita da un esteso sistema collinare definito dal corso dei fiumi Tanaro, Belbo, Bormida di Millesimo e Bormida di Spigno, la regione storica delle Langhe regala emozioni durante tutto il corso dell’anno, sia che decidiate di visitarla in primavera, in piena estate o in inverno, quando tutto si vive attraverso gli occhi dell’interiorità. Tra le piccole e grandi meraviglie da visitare, segnaliamo il Santuario di Vicoforte che, grazie al progetto Kalatà, da aprile si potrà vivere appieno, “toccando il cielo con un dito”.

Kalatà, start up monregalese formata da giovani che hanno scommesso sulla cultura – in particolare, in questa prima fase, su beni ecclesiastici portando il visitatore a entrare nell’arte da un’angolatura nuova – permetterà a tutti i visitatori di salire a ben 60 metri di altezza per ammirare questo capolavoro del barocco piemontese la cui cupola, con sezione orizzontale ellittica, risulta essere la più grande al mondo, e soprattutto a contemplare da vicino i 6000 metri quadrati di affreschi che ne impreziosiscono il soffitto. Magnificat è il nome che Kalatà ha scelto per questa emozionante esperienza di visita, che permette di apprezzare l’eccezionale storia del Santuario di Vicoforte. Ma solo dopo aver scelto se percorrere la via lunga, composta da 266 gradini. Dedicato alla Natività di Maria Santissima, il complesso “Regina Montis Regalis” è uno dei principali monumenti d’Italia incastonato in un ambiente bucolico. La cupola, alta 60 metri, fa filtrare la luce all’interno dell’architettura creando giochi di ombre e iridescenze che conferiscono agli affreschi un’inaspettata vitalità. Qui è rappresentata la vita di Maria in momenti differenti: la nascita, il pellegrinaggio terreno, l’assunzione in cielo e la contemplazione. Gli autori Maria Bortoli e Felice Biella completarono l’opera, ispirandosi alla pittura del Tiepolo, fra il 1746 e il 1748.

«Grazie a un percorso che si snoda attraverso gli antichi camminamenti utilizzati dalle maestranze durante la costruzione della Basilica – puntualizza Nicola Facciotto, cofondatore e amministratore delegato di Kalatàsi raggiungono locali mai aperti al pubblico che permettono di arrivare a tu per tu con gli imponenti affreschi e di vedere questa splendida architettura da angolazioni diverse, oltre ad ammirare, dal camminamento esterno, i pendii di Langa e la corona delle montagne che circondano il santuario. Abbiamo fatto un investimento importante per mettere in sicurezza questo straordinario percorso: i visitatori, muniti di imbrago e caschetto, possono raggiungere il cupolino a 60 metri di altezza e conoscere attraverso il racconto di una guida le vicende storiche, artistiche, architettoniche del bene».

Chiunque potrà vivere questa esperienza unica, anche chi ha disabilità motoria, grazie a un percorso alternativo messo a punto con la collaborazione del Soccorso Alpino: un sistema di corde e appoggi e una particolare imbragatura consentirà di raggiungere la cupola – vivendo la sensazione di una scalata in montagna – e vedere l’interno del santuario dall’alto e da vicino gli affreschi. Perché la cultura e la bellezza del nostro paese devono, e possono, essere a disposizione di tutti.

www.santuariodivicoforte.it | www.kalata.it | @kalata_lameravigliaeaperta

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Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.

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