Sicilia e isole Eolie: lo spirito caldo del Mediterraneo

Scrive Karel Capek nei Fogli italiani – da Palermo a Taormina tra il 1890 e il 1938: l’influenza della cultura spagnola è l’ultima della serie, la prima è quella greca, la seconda e la terza sono saracena e la normanna; il Rinascimento l’ha sfiorata soltanto. E adesso annaffiate queste diverse componenti culturali con il sole abbagliante, con la terra africana, con un mucchio di polvere e con vegetazione bellissima – e avrete la Sicilia.

La Sicilia, fra le isole più popolose del Mediterraneo, è detta anche l’isola del Sole per la somiglianza con quella descritta da Omero nell’Odissea. La si può considerare un’isola-continente per gli aspetti naturalistici, culturali e storici che ne permeano ogni angolo…

Una volta all’anno, raggiungo l’Isola per una mini-vacanza; un obbligo per la mente, il fisico e il cuore… La mèta è Ragusa. I nostri amici ci ospitano nella loro casa di campagna, un luogo solitario, ma circondato da carrubi, ulivi, alberi da frutto. Solo silenzi, profumi, colori e natura. Se non fosse per gli impegni lavorativi e famigliari, a Milano non tornerei più! I siciliani sono solari, accoglienti, ospitali e generosi… E la cucina è davvero eccellente.

La Sicilia è un enorme perimetro da scandagliare con calma, pigramente, come solo il tempo della vacanza concede. E poi, guardi il mare e c’è altro: le Isole Eolie. Patrimonio Mondiale dell’Umanità, tutte di origine vulcanica e disposte a forma di arco. Sono sette: Lipari, Vulcano, Panarea, Salina, Alicudi, Filicudi e Stromboli.

L’arcipelago è nel Mar Tirreno a nord della costa siciliana e deve il proprio nome al dio Eolo, re dei venti. La mitologia greca racconta che Eolo, fermatosi a Lipari, prevedeva le condizioni del clima osservando le nubi che il vulcano vicino, si presume lo Stromboli, sbuffava dal proprio cratere. Questa abilità gli fece guadagnare grande popolarità tra gli isolani, tutti pescatori e dunque dipendenti dai capricci del cielo.

Pertanto, iniziamo il nostro viaggio…

Lipari. Ha una circonferenza di 40 chilometri. Da Lipari centro si diramano le due vie principali: corso Vittorio Emanuele, detto “il Corso” e via Garibaldi che oltre a dare origine alla rete tentacolare di vicoli che caratterizzano l’isola, porta al Castello di Lipari che ospita il Museo Archeologico Regionale Eoliano. Il Museo testimonia anche l’evoluzione del culto funerario con l’esposizione di corredi, vasi, cippi, steli tombali e sarcofagi in pietra. Da provare le Nacatole, vere opere d’arte pasticciera per le decorazioni che le caratterizzano; sono dolci ripieni di pasta di mandorle e spezie e la Spicchitedda, dolce natalizio preparato con mosto cotto e spezie.

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Isola di Lipari – Eolie (foto Scalia)

Vulcano. Deve la sua genesi alla fusione di alcuni vulcani: il più grande il Vulcano della Fossa e il Vulcanello collegato all’isola da un istmo. L’ultima eruzione è avvenuta tra il 1888 e il 1890 ma spesso si verificano fenomeni di fumarole, getti di vapore in cresta e sottomarini, rinomati per le loro proprietà terapeutiche grazie alla presenza di fanghi sulfurei. La mitologia narra che sull’isola, Efesto, dio del Fuoco e fabbro, con l’aiuto dei Ciclopi aveva qui la propria fucina. Studiosi e antropologi sono concordi nel considerare Vulcano come l’Isola dei Morti: i corpi esanimi vi venivano trasportati con imbarcazioni per essere purificati.

Panarea. È l’isola dei Vip: molto attiva la vita notturna. È l’isola più antica delle Eolie e il territorio è caratterizzato a sud da coste relativamente alte mentre i lati nord-ovest hanno coste frastagliate ed inaccessibili. Sul lato nord-est si possono vedere fumarole di vapore che fuoriescono dalle fessure tra le rocce con temperature che toccano i 100°C.

Salina. Deve il suo attuale nome ad un laghetto dal quale si estrae il sale, posto nella frazione di Lingua – comune di S. Marina di Salina. È l’isola più fertile delle Eolie: uve pregiate – si produce la Malvasia delle Lipari – i capperi, esportati in tutto il mondo, ulivi, agrumeti e alberi di fichi.

Alicudi. Gli unici mezzi di trasporto sull’isola sono i muli, più robusti degli asinelli. Non ci sono strade tranne un breve nastro utilizzato per le emergenze. L’isola vive di turismo, di agricoltura – ulivo, vite e capperi – e di pesca.

Filicudi. Selvaggia e poco mondana. Le località sull’isola sono collegate da una fitta trama di mulattiere. La luce elettrica è arrivata nel 1986 aprendo le porte al turismo.

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Isole Eolie

Stromboli. Alto 926 metri, il vulcano è attivo e guide esperte organizzano visite ad oltre 900 metri. Nell’isola le stradine sono strette e percorribili da motocarri e motorini elettrici. Per godere della lava che fuoriesce dal vulcano e del cielo stellato, durante la notte le strade sono prive di illuminazione.

È il primo capitolo di un viaggio alla scoperta di un’isola, la Sicilia, terra che ogni volta mi toglie il respiro…

Le Eolie sono ideali per scoprire che dentro al mondo c’è uno stranissimo cuore che batte. Sono ideali per scoprire che solo sistemandosi lì dove batte il cuore ci si può sentire, finalmente, a casa. Ogni isola delle Eolie è il fossile di un animale.
Stromboli è l’antenato del cinghiale. Panarea è il progenitore di un geco. Filicudi è un triceratopo rivolto verso l’abisso. Vulcano ha la pelliccia gialla del primo leone. Salina, con i suoi due vulcani, è l’antenato del cammello. Alicudi è il fossile di un canguro che fa il morto a galla. Lipari affiora come un coccodrillo.
Se mai decideste di visitarle, uscite di casa all’alba e tornate in piena notte, percorretele tutto il giorno a piedi da un’estremità all’altra, senza fermarvi. Passate una notte all’aperto. E soprattutto cambiate isola di continuo, spostatevi quanto più potete. Perché le Eolie sono sette. E per sentire il loro racconto completo bisogna visitarle tutte e tornare e ritornare anche dove si è già stati. (Francesco Longo, Il mare di pietra – Editori Laterza)

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Gabriella Steffanini

Gabriella Steffanini

Cresciuta professionalmente nel mondo dell’editoria e della comunicazione, oggi, con il progetto Fourexcellences, ha concretizzato un sogno. Attrice per hobby, yogi nell’anima e sportiva per vocazione, è un mix di caos, silenzio, musica, generosità, amore, amicizia, favole, vecchio, moderno, tablet, pc, libri e parole, parole, parole… Cosa saremmo senza? Si occupa di marketing e di digital web.