Tennista argentino di fama internazionale e grande appassionato di profumi, Diego Schwartzman, “El Peque”, è ambassador della prima linea di fragranze maschili firmate Head.
Soprannominato “ll Piccolo” per via della sua statura, inferiore rispetto alla media dei suoi colleghi, Diego Schwartzman deve il suo nome all’amore della sua famiglia per Diego Armando Maradona. Forse una profezia di quella che sarebbe stata la sua esistenza: una vita dedicata allo sport. In particolare, al tennis. Con il campione argentino Desire Fragrances - società internazionale con oltre trent’anni di esperienza nel settore beauty, produttore e distributore di profumi per importanti brand fashion, sport e automotive - ha firmato un primo importante accordo. Uno step che, con l’ingresso nel board di Patrizio Stella come nuovo CEO, conferma la volontà dell’azienda di essere, nel prossimo futuro, un player mondiale di riferimento dell’industria del settore.
Accomunate dall’idea di trasmettere e offrire al mercato qualcosa di unico e senza precedenti, il brand sportivo Head e Desire Fragrances, presentano così la prima collezione di fragranze frutto della loro collaborazione. Lo studio del pack – tutte e tre le fragranze sono racchiuse all’interno di una boccetta a forma di racchetta - le scelte cromatiche e i nomi delle fragranze riescono a raccontare a fondo i valori e il carattere di ognuna di esse, andando a rafforzarle attraverso accordi olfattivi ricercati e rendendo la loro personalità unica e intensamente avvolgente.
Come è nata la tua passione per il tennis?
«Ho iniziato a giocare a tennis per via della mia famiglia, e come ogni giovane giocatore, sai, quando hai tanti giocatori intorno a te che sono bravi, diventare un professionista è molto facile come lo è cercare di sapere se giochi bene o meno. Mi sono impegnato molto quando ero giovane e sono riuscito a diventare un giocatore di tennis».
Quali sono le caratteristiche fondamentali di un tennista e quali sono i tuoi punti di forza, quelli su cui puoi sempre contare in campo?
«Penso che per essere un tennista la cosa più importante sia avere una mente molto forte. Quando inizi questo percorso, devi renderti conto che sarai solo in giro per il mondo, per molti mesi, e lontano da casa tutto l'anno, pronto a perdere o a vincere. La questione non è solo diventare un giocatore di tennis, ma anche avere un attitude mentale da vero sportivo».
Qual è l'aspetto più difficile del tuo gioco?
«Devo essere sempre al 100%, pronto per affrontare ogni partita al massimo. Durante ogni match avrò bisogno di ogni parte del mio corpo, delle mie gambe, delle mie braccia, perché so che, per me, nemmeno un punto sarà facile. Ho davvero bisogno che ogni parte del mio corpo sia al 100% per vincere una partita».
Il momento più significativo della tua ancora giovane carriera?
«Quando ho battuto Rafa a Roma e poi, la settimana dopo, quando ho fatto le semifinali al Roland Garros e sono diventato uno dei primi dieci giocatori nel ranking mondiale. Credo siano state i successi più importanti”.
In quale momento di questa stagione (fino ad ora) sei stato più orgoglioso di te stesso? Qual è stata la partita più emozionante? Perché?
«Come ho detto prima, la partita contro Rafa a Roma, e la partita contro Dominic Thiem nei quarti di finale del Roland Garros. Con quella partita sono entrato nella top 10 e ho battuto Dominic in 5 SET; quindi, penso che sia stata la partita più eccitante ed emozionante. Fino ad ora…(sorride)»
Cosa ti ha insegnato il tennis che si trasferisce negli altri ambiti della tua vita?
«Beh, sono molto orgoglioso di ciò ho fatto, perché quando ero giovane, per la mia famiglia, è stato molto difficile sostenermi, ma sono molto orgoglioso dei miei ultimi anni, di dove sono ora e di come è andata la mia carriera».
Quali consigli ti ha dato il tuo allenatore che ricorderai per sempre?
«È molto difficile essere un allenatore. A dire il vero, penso che ogni allenatore sia diverso, paragonabile ad ogni passo che fai: hai bisogno di parole e consigli diversi, non è la stessa cosa essere l'allenatore di un giovane giocatore che sta iniziando e ha bisogno di imparare la tecnica, piuttosto che essere l'allenatore di un tennista professionista. Ti sono molto vicini… Inoltre, non hai bisogno solo di consigli sul tennis, ne hai bisogno su tutto ciò che ruota intorno a te, sulla vita, su come mangi, ti alleni, tutto».
Quali consigli daresti a un ragazzo che vuole giocare a tennis oggi?
«Non sarà una carriera facile: non sono molti quelli che giocano e sono famosi. Viaggiare per il mondo penso sia la parte migliore ma anche la peggiore, perché non vedi mai la tua famiglia, i tuoi amici, non torni mai a casa a meno che non provieni dall'Europa. Quindi è un duro lavoro ma alla fine tutto dipende da te».
Perché hai accettato di diventare l’Ambassador dei profumi Head?
«Beh, in primo luogo, è stato molto bello sentire parlare dei profumi Head, non solo perché uso le loro racchette, ma anche perché mi piacciono i profumi, le scarpe, tutto ciò che ruota intorno al corpo e al di fuori del mondo del tennis. La mia ragazza è una modella quindi, quando le ho parlato della collaborazione ha detto subito “Sì!”. Poi ho visto la confezione con la racchetta… È fantastica».
Quale delle tre fragranze preferisci? Motion, Attitude o Fire, o tutte e tre?
«Beh, domanda difficile ma scelgo Fire: oltre al profumo è la confezione, quella rossa, con la racchetta: l'ho adorata sin dalla prima volta che l'ho vista».
Qual è la tua beauty routine?
«Beh, ahah, è diversa a seconda che io mi trovi a casa o nei tornei, ma cerco di usare sempre la crema solare e la crema per il viso dopo l'allenamento. Sì, ad essere onesti mi piace avere una beauty routine che cambia durante l'anno».
Qual è il tuo rapporto con i profumi? E com’è nata la tua passione per loro?
«Come ho detto, mi piacciono i vestiti, i profumi, le scarpe, avere un buon profumo. Penso che sia molto importante essere di buon umore e mi piace molto indossare sempre profumi diversi, differenti look, poter scegliere tra opzioni diverse ogni giorno».
















