L'audacia del metallo, la passione della forma

C'è un filo rosso che lega l'arte in ogni sua sfaccettatura, un'energia vibrante che Rossella Taffa cattura e trasforma in qualcosa di unico. Per questa designer milanese, il gioiello non è un semplice ornamento, ma un'espressione viva, un'ode alla pittura, alla scultura, alla fantasia. È qui che nasce l'evoluzione del bello, in pezzi che sfidano le convenzioni e raccontano storie.

 

Dimentica la fashion jewellery seriale. Rossella Taffa lavora il bronzo dorato e l'argento con una sensibilità quasi alchemica. Ogni pezzo è il frutto di un'intuizione, di un "colpo di fulmine" come lo chiama lei, che trasforma le imperfezioni, apparenti, in un valore distintivo. E, grazie all'incontro con l'orafa Diana Di Bari e all'antica arte della fusione a cera persa, prendono forma nel suo laboratorio gioielli scultorei unici, interamente lavorati a mano.

 

 

RT Rossella Taffa foto designer 600x

Rossella Taffa, ritratto. 




Un raggio di luce su una pietra grezza, la forma insolita di un sasso, il bagliore di un metallo: l'immaginazione di Rossella si accende così. Il suo obiettivo? Creare oggetti esclusivi che vanno oltre l'idea di semplice accessorio. Sono silhouette leggere, frammenti di metallo levigati come dal tempo, impronte che richiamano antiche culture e celebrano una femminilità iconica e mai banale.

Per Rossella, l'arte è un'esigenza profonda. La pittura resta il suo punto di partenza, ma la sua ricerca non si ferma. Presto, vedremo un ulteriore step: l'unione di pittura, gioielli e persino piccoli oggetti di design, come maniglie scultoree che promettono di trasformare il quotidiano in una galleria d'arte personale. Perché l'arte, dopotutto, non ha confini, e il bello, quello vero, è in continua evoluzione. Ce lo racconta in questa intervista esclusiva realizzata durante la sua ultima presentazione a Milano.

 



RT Rossella Taffa anello Cattleya in lavorazione 600x

RT Rossella Taffa. Anello Cattleya, ancora in fase di lavorazione.

 

Rossella, il tuo percorso artistico è affascinante. Ci racconti come è nato il progetto dei tuoi "gioielli scultorei" e qual è la filosofia che lo anima
«Il progetto è sbocciato in modo molto naturale. Da sempre dipingo, è una passione che mi ha accompagnato per tutta la vita, anche quando facevo altri lavori. La pittura è il mio filo conduttore, quasi un "frutto proibito" fin da quando sognavo Brera e non mi fu permesso di frequentare. Ho fatto tante mostre, ma la pittura è sempre stata più una compagna che un lavoro principale, il mio spazio sacro per la creatività».


È incredibile come l'arte si sia evoluta nel tuo percorso. Quindi, hai sempre dipinto? E come sei passata dalla tela al gioiello, un'arte così diversa?
«Dipingo da sempre, da più di vent'anni. Le tecniche e i soggetti sono cambiati, si evolvono con me e con il mondo che mi circonda. Poi, circa due anni fa, ho scoperto quasi per caso un corso sulla lavorazione a cera persa. Un vero colpo di fulmine! Già vent'anni fa avevo creato una collezione di gioielli in resina, pezzi modulabili che avevo venduto in Svizzera, ma poi avevo messo da parte la gioielleria e continuato solo con la pittura».


Un colpo di fulmine che ha riacceso una fiamma… Ci spieghi meglio questo passaggio dalla pittura all'oreficeria, e come la tua visione artistica si è tradotta in gioielli?
«Certo! Ero alla ricerca di maniglie scultoree per casa mia e non trovavo nulla che mi convincesse. Così ho disegnato il mio logo e le ho fatte realizzare. Da lì, ho scoperto le fonderie. Avevo già dei disegni in mente, molto scultorei, per gioielli importanti. Ma poi, ho avuto la fortuna di incontrare una giovane orafa, Diana Di Bari, che teneva questo corso sulla cera persa. Dopo la seconda lezione, le ho proposto di collaborare con me ed è così che è nato il brand Rossella Taffa Gioielli Scultorei: ogni pezzo è modellato a mano da me in cera, e lei si occupa della fusione e della rifinitura. La magia è vedere come un'idea, un pezzettino di cera, possa trasformarsi in qualcosa di unico, come un anello che era un pezzo unico e che poi ho diviso per creare forme diverse».


Questo processo creativo è affascinante, quasi un dialogo tra le tue mani e la materia. Qual è stata la vera "scintilla" che ti ha fatto innamorare così profondamente del gioiello, tanto da metter da parte momentaneamente la pittura?
«La scintilla è arrivata quando meno me l'aspettavo, come spesso accade nella vita. La prima cosa che ho realizzato al corso, un ciondolo, quando l'ho visto finito... non ci credevo! Con la cera persa, non capisci subito il risultato finale. Ma quando ho visto quel pezzo realizzato, mi sono innamorata di questo processo, ed è per questo che ora i gioielli sono il mio focus principale».



RT Rossella Taffa anello Incanto bronzo massiccio 600x

RT Rossella Taffa. Della Collezione "Scomposizioni", l'anello Incanto in bronzo massiccio. Il gioiello è un pezzo unico realizzato interamente a mano con le tecniche di modellazione e oreficeria tradizionali.

 

Il gioiello come "pezzo unico" sembra essere un elemento cardine del tuo lavoro. C'è un limite a questa tecnica, o vedi infinite possibilità?
«Per me non c'è limite. Questa tecnica permette di creare qualsiasi cosa. Ad esempio, ho in mente di realizzare delle cinture, ispirandomi a un pezzo vintage che adoro. Ma non solo, ogni mio gioiello può essere trasformato in una piccola scultura. Al momento non ho bracciali, ma sto già pensando a come svilupparli. È un processo continuo di scoperta».


Quali sono i tuoi materiali preferiti?
«Lavoro principalmente con il bronzo e l'argento, che poi vengono patinati o dorati. Ad esempio, con il bronzo uso un acido che fa emergere quel bellissimo color turchese: non è un'applicazione, è una reazione della materia stessa. E l'argento, con la patinatura, diventa scuro e affascinante. Sono materiali che amo per la loro lucentezza, la loro consistenza, e per come reagiscono alle trasformazioni. L'oro? Certo, sarebbe meraviglioso, ma oggi è un po' più difficile da proporre, magari solo su richiesta».


I tuoi gioielli hanno una sinuosità e una sensualità uniche, quasi una grande femminilità che emerge dalle loro forme curvilinee. Oltre ai pendenti e agli anelli, hai esplorato altre tipologie?
«Sì, ho creato una collezione di anelli Chevalier, che adoro. Possono essere grandi, da uomo, ma anche più piccoli o medi, perché le donne li indossano divinamente, specialmente come anelli da mignolo. Il design, le forme, la materia... per un pezzo, impiego circa mezz'ora, o un'ora per quelli più complessi. È un processo abbastanza veloce con la cera persa».

 

RT Rossella Taffa Anello Onde luminose Bronzo dorato 600x

RT Rossella Taffa. Della Collezione "Scomposizioni", l'anello Onde luminose in bronzo dorato patinato. Il gioiello è realizzato interamente a mano con le tecniche di modellazione e oreficeria tradizionali.

 


Parlando di progetti e ispirazioni, c'è stata una richiesta particolarmente insolita o bizzarra da parte di una tua cliente?
«Oh, sì! Qualcuno mi ha chiesto di creare dei pezzi unici per un matrimonio in Libano. Dovrò studiare due collane importantissime, da abbinare all'abito da sposa. È un filone molto interessante, la personalizzazione è sempre più richiesta, le persone desiderano qualcosa di unico, che si adatti perfettamente al loro abbigliamento».


Questa unicità si sposa perfettamente con lo spirito dei tuoi gioielli. Dal punto di vista commerciale, quali sono le prossime sfide per un'artista come te?
«Fino ad ora, l'aspetto commerciale è quello che ho affrontato meno, è più un piacere personale. Ma so che dovrò dedicarmici, almeno per una parte della collezione. Per il momento, vendo i gioielli tramite eventi temporanei, e online».


Un'ultima curiosità: dove trovi maggiormente ispirazione, e hai un sogno nel cassetto che ancora non hai realizzato?
«L'ispirazione può arrivare da qualunque cosa. Dalla natura, da certe forme, un raggio di luce che incide su un oggetto, una forma inaspettata di un sasso. Assorbo tutto, e poi, mentre lavoro, le idee prendono forma. Disegno continuamente… E leggo tantissimo, anche la letteratura è una fonte incredibile. Tutto nella vita può ispirarmi, persino una passeggiata in strada, un colore, un oggetto. Non c'è una cosa specifica. E la musica... la musica di Mozart, ad esempio, attiva le parti creative del cervello, è meravigliosa!»


E per chiudere, qual è il tuo sogno nel cassetto, quello che ancora non hai realizzato ma che desideri ardentemente?
«Il mio sogno nel cassetto, in questo momento, è farmi conoscere e far conoscere la mia arte a sempre più persone».

Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.
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