Michele Chiocciolini. La sua visione del mondo e della moda

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Intervista al giovane designer Michele Chiocciolini. Gli esordi, la creazione della borsa “cuore” (Heart Backpack è ormai un longseller), i suoi progetti per il futuro e il suo hobby in questi giorni di lockdown: cucinare in diretta sul suo canale IG @micolovescooking.

Michele Chiocciolini nasce a Firenze. L’innato amore per la bellezza e la ricerca di un linguaggio contemporaneo sono i cardini su cui si è sviluppato il suo talento e il suo lavoro. Arte, design, grafica, colore e ricerca, accanto ad una speciale visione del mondo, sono le parole chiave che fanno parte della filosofia del suo brand di borse creato con la sorella Francesca.

Gli studi di architettura e i numerosi viaggi all’estero hanno portato Michele Chiocciolini e il suo estro creativo a intraprendere la carriera di fashion designer, consacrata nel 2013 con la vittoria del Talent “Fashion Style”. Dopo aver intrapreso molte collaborazioni con il mondo dello spettacolo, ha iniziato a dare sfogo alla sua creatività creando in primis una linea di clutch da uomo ispirata dalla corrente pop anni ’80 e prodotta da un antico laboratorio fiorentino; una linea di giacche, sempre da uomo, realizzate in pelle e tessuti pregiati provenienti da tutto il mondo; e infine una collezione di accessori.

Da tre anni, ovvero da 6 stagioni, il focus della produzione Michele Chiocciolini si concentra sulla linea di accessori made in Italy dedicata alla donna, nella quale la ricerca di nuovi materiali, sempre più sostenibili, è diventata una sfida. In questo periodo, in cui la sua attività principale è ferma, ha dato vita al un nuovo progetto @micolovescooking, ovvero due appuntamenti quotidiani – alle 12.30 e alle 19.00 – sul suo canale IG sul quale, dal 10 aprile, grazie a dirette live, ha trasformato un hobby in una nuova espressione di creatività: cucinare in diretta con tanti ospiti selezionati appartenenti a diversi ambiti professionali per condividere questo momento e dare voce a quanti più amici possibili.

Nella tua biografia fai cenno ad una tua “speciale visione del mondo”, ce ne vuoi parlare?
Il mondo è la nostra casa, ci ha accolto, come una madre fa con i suoi cuccioli… uomini e donne…ci ha accolto per farne parte e non per essere suoi inquilini disattenti. L’albero come il fiume, io come te, noi, come gli elefanti della savana, gli stambecchi delle Alpi o le rondini nel cielo, le balene nell’oceano, i pinguini del Polo e potrei andare avanti all’infinito… Voglio vedere un mondo colorato, fatto di idee e disegni di poesia… perché tutto ciò è amore! Spero di riuscire a raccontarlo nel mio lavoro e far arrivare questo messaggio.

Quando hai deciso di diventare designer?
È avvenuto in modo spontaneo, da piccolo mi intrattenevo nel negozio di tessuti e vestiti di mia nonna (già di sua madre). Il retro bottega per me era più interessante di un campo da calcetto, mi perdevo tra le relle di abiti di ogni tipo ed epoca. Era mio compito portare le pezze di stoffa alla nonna richieste dalle clienti, alle volte se facevo il bravo potevo fasciare i bottoni.

Come è iniziata la tua carriera?
Con una mia presentazione, in una calda estate fiorentina, di una piccola collezione di abiti con sete disegnate da me e stampate nella celebre Stamperia Fiorentina, per poi, subito dopo, presentare una prima collezione di clutch durante una Vogue Fashion Night Out.

Perché hai scelto di creare proprio le borse e non un altro tipo di accessorio?
La borsa rappresenta un mondo. Io ho studiato architettura, e la borsa è un tipo di architettura che mi attrae. Ero curioso di capire come si costruisse e strutturasse, e come io potessi apportare nel mondo della pelletteria nuove forme e idee.

Quando disegni a cosa pensi? A cosa ti ispiri?
I miei disegni parlano di sogni, voglio raccontare la mia visione della moda ispirata principalmente agli anni ’80, alla rivoluzione culturale di quel periodo, ad una factory ideale dove convivono icone come Madonna, Keith Haring, Fiorucci, Basquiat, Andy Warhol, Versace, Moschino, Coveri…

C’è una borsa fra le tue creazioni che ti rappresenta di più?
Lo Zaino Cuore (Heart Back-Pack) che ho creato nel 2016.

La borsa che non hai ancora pensato ma che vorresti realizzare in futuro?
Vorrei creare un’altra icona come lo Zaino Cuore, con un altro messaggio forte …un simbolo…ne ho in mente una 😉

Ci sono delle icone di stile a cui ti ispiri?
Ho amato molto Carla Bruni e Letizia Casta; icone di stile come Claudia Cardinale e Monica Vitti rimangono nella storia; Bianca Balti è bellissima; e Vittoria Ceretti.

A che tipo di donna ti rivolgi?
A una donna che abbia carattere, buon gusto e ironia; che cerchi qualcosa di esclusivo, di non visto, di particolare e contemporaneo. Il mio prodotto vuole essere “no seasons”… vuole essere un’icona e come tale non è indirizzato unicamente ad una donna appartenente ad una specifica fascia d’età, piuttosto ad una donna che ha una personalità brillante.

Qual è il tuo abbinamento per eccellenza?
Mi piace il rosso con il blu navy e il bianco. Ma se immagino la borsa Cuore me la immagino abbinata ad un paio di stivali di Hermès, gonna sotto il ginocchio, camicia sofisticata taglio maschile, cintura con le borchie preferibilmente vintage e bracciali etnici ai polsi.

In questi giorni in cui siamo a casa, ti vediamo tutti i giorni su IG con il tuo canale @micolovescooking. Ti ricordi l’esatto momento in cui è nato è il progetto?
Sì, lo ricordo molto bene: ho cominciato a cucinare in quarantena … all’inizio di questo lockdown. I miei piatti sono stati sin da subito apprezzati, sia dagli amici reali che dagli amici di rete che commentavano, chiedevano ricette e consigli sul mio Instagram personale. Così giorno dopo giorno ho deciso di iniziare un nuovo progetto, ho capito che in me stava maturando una nuova creatività. Questa portava la mia firma come le mie collezioni, solo i colori non erano dati da pantoni o matite ma da interessanti ingredienti, cibo prelibato e spezie varie.

Parlaci delle tue illustrazioni coloratissime…
Il mio primo ricordo è legato a un pastello a cera, avevo 3 anni e avevo disegnato Mickey Mouse ho sempre disegnato… mi piace trasporre le mie idee su carta e colorarle con un bouquet di matite ben temperate. Nel caso di @micolovescooking disegno e coloro le mie ricette, stilizzando ingredienti e piatti. Con fantasia un piatto di spaghetti può divenire un’isola, con palme di contorno e pesci che nuotano intorno. Gamberi che punteggiano un cielo come stelle al di sopra di vette aguzze di montagne di riso venere.

Ti senti più stilista o cuoco?
Mi sento un designer che ha tanta voglia di esprimere la propria creatività attraverso la moda e anche attraverso altri canali come quello del food.

Come vedi il mondo della moda dopo la quarantena? E il tuo business?
Ci saranno molti cambiamenti, questo è indubbio. Come ti accennavo prima, le mie collezioni vogliono essere continuative ed iconiche. Era il mio modo di lavorare prima di questo lockdown e lo sarà di più a maggior ragione dopo! Non è nelle mie corde fare cose a scadenza, vorrei che quello che faccio venisse ricordato. Meglio fare poco ma fare bene, e sempre con il cuore.

Quali cambiamenti auspichi dopo questo periodo così difficile?
Che le persone sposino progetti consapevoli e creativi, che i designer emergenti abbiano più spazio e possano convogliare la loro creatività in progetti sostenibili e di ricerca.

Il tuo progetto stilistico è in crescita, come sta evolvendo?
Il mio progetto creativo sta mutando: ho più consapevolezza della mia forza grafica e sono un designer meno timido rispetto ai miei esordi. Tutto questo grazie all’aiuto di mia sorella Francesca, socia del mio brand, che ha creduto da subito in me, nel nostro progetto, e lo ha fatto diventare sempre più grande.

Progetti per il futuro?
Vorrei creare un mia Factory. Rimango vago perché ho un progetto in mente… dita incrociate.

Quali suggerimenti daresti alle nuove generazioni che intraprendono il tuo stesso percorso?
Di pensare a creare cose speciali per un’umanità speciale. Produrre in modo consapevole, sostenibile e creativo. Non temere la propria creatività ma farne un punto di forza.

Hai un tuo personale portafortuna?
Ho tante cose che soggiornano sul mio comodino: ricordi e foto che mi proteggono. Il mio portafortuna però è il mio cagnolino, simbolo del mio brand, e il cuore, simbolo della mia borsa preferita.

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Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.

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