Un “astronauta dello spazio interiore”

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David Bowie ha influenzato intere generazioni con la sua musica e i suoi look. Una mostra a Palermo ne celebra l’ecletticità immortalata dal fotografo giapponese Masayoshi Sukita.

David Bowie è indiscutibilmente il re dell’auto-invenzione della moda. Prima Mod, poi hippy con ricci spettinati, Ziggy Stardust, Aladdin Sane, fino al Duca Bianco, David Bowie ha mutato il suo stile più e più volte volte nel corso del tempo cambiando la definizione stessa di rockstar.

Sessualmente ambiguo ma amato allo stesso modo da uomini e donne, il musicista è stato un grande esempio di comunicazione, anche dal punto di vista stilistico. Non c’è dubbio che David Bowie sia stato, e continuerà a essere, uno degli artisti più influenti di tutti i tempi.

I suoi look erano senza dubbio una forma di espressione intima e un modo, forse, per proteggere la propria identità.

Nel 1967, David Bowie pubblicò il suo primo album, The World of David Bowie, preludio di un’affermazione e un successo che avrebbe raggiunto ogni angolo del mondo. Con il giusto taglio di capelli, vestiti e accessori, Bowie si era trasformato in uno dei gentiluomini più alla moda all’interno di uno dei gruppi più stilosi degli anni ’60. Stivali a punta, pantaloni alla caviglia e camicie con il bottone in alto tirato su componevano il suo inconfondibile look. Bowie era perfetto in tutto e per tutto, ma mai pretenzioso.

Il grande salto avvenne con l’uscita di Space Oddity che vide David Bowie iniziare a sperimentare con il suo look e a usare il suo alter ego, Ziggy Stardust. Eyeliner, abiti attillati, trucco a zigzag sugli occhi divennero i tratti distintivi del suo personaggio facendone da subito un’icona della moda.

Poi, verso la fine degli anni ’70 si trasformò in un vero gentleman, indossando completi “classici” a tre pezzi, cravatte, camicie e scarpe eleganti.

Il fascino di Bowie era dato dalla sua naturale e innata capacità di muoversi tra stili ed epoche differenti senza mai sacrificare la sua personalità.

All’inizio degli anni ’90 Bowie era uno dei cantanti più famosi a livello internazionale e l’unico forse, ad aver influenzato in modo tanto determinante tutto l’universo delle arti.

A Palermo, a Palazzo Sant’Elia – www.fondazionesantelia.it -, la mostra “Heros – Bowie by Sukita” racconta e celebra il connubio artistico tra il fotografo giapponese Masayoshi Sukita e il musicista britannico.

100 scatti, straordinari, immersivi, un vero grimaldello per penetrare l’universo visionario di David Bowie che il fotografo Masayoshi Sukita seppe interpretare da esteta raffinato qual era. “Heroes – Bowie by Sukita” testimonia il lungo rapporto, professionale e personale, tra la rockstar e il maestro giapponese, con ogni probabilità il fotografo più importante con cui il Duca Bianco abbia mai lavorato.

La retrospettiva – promossa e organizzata da OEO Firenze Art e Le Nozze di Figaro con Fondazione Sant’Elia – è a cura di Ono Arte Contemporanea; con il patrocinio del Comune di Palermo e della Città Metropolitana di Palermo; ufficio comunicazione MLC Comunicazione; inserita nel circuito Le Vie dei Tesori.

Nella gallery alcune immagini del Duca Bianco. E abiti, oggetti e accessori ispirati ai suoi look.

 

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Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.

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