La colomba pasquale, ha origini milanesi. Tradizione dolciaria che nel corso degli anni dalla Lombardia si è estesa in tutta la penisola. Nata negli Anni Trenta come produzione industriale la ricetta è oggetto, ancora oggi, di innumerevoli varianti.
Un’attrazione irresistibile per me, che amo i dolci con un’intensità non esprimibile a parole. L’altra sera ho assaggiato la Colomba Elisenda, nata dalla collaborazione tra Esselunga e il Ristorante “Da Vittorio” della famiglia Cerea, tre stelle Michelin, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. La ricetta è quella classica, ma gli ingredienti e i dettagli di Elisenda la rendono unica o quasi. Lavorazione manuale e lievitazione naturale con lievito madre. Tra gli ingredienti i baccelli di vaniglia Bourbon del Madagascar – minuscoli puntini neri riconoscibili nell’impasto che sprigionano un profumo inequivocabile – e la scorza d’arancia candita. Completamente assenti coloranti e conservanti.
Sono quattro i giorni necessari alla preparazione della Colomba Elisenda. Così declinati: 1° giorno: primo rinfresco* del lievito; 2° giorno: secondo rinfresco del lievito e preparazione del primo impasto che lievita per 12 ore; 3° giorno: realizzazione del secondo impasto, porzionatura e formatura delle colombe che vengono posate nei pirottini e riposte a lievitare per 24 ore; 4° giorno: cottura e capovolgimento (il capovolgimento a fine cottura, durante il raffreddamento, mantiene la caratteristica forma allungata degli alveoli della colomba)
*Il rinfresco consiste nell’aggiungere acqua e farina al lievito madre. La fermentazione spontanea consente una lievitazione ottimale del prodotto.
La Colomba Elisenda è disponibile fino a Pasqua, in edizione limitata, nei negozi Esselunga.
Il link per sapere dove acquistarla: https://www.esselunga.it/cms/negozi/ricerca-negozi.PIO.htm










