Non c'è Carnevale senza chiacchiere. Al forno, fritte, classiche o ricoperte, questo dolce è diffuso da Nord a Sud del Bel Paese.
Le origini delle chiacchiere sono molto antiche: risalgono, infatti, a quando nell'antica Roma si celebravano i Saturnali, una festa molto simile al Carnevale odierno. Durante questo periodo di banchetti e feste popolari, in cui tutti i canoni sociali venivano ribaltati, uno dei simboli d'eccesso erano le frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale, distribuiti alla folla fra le strade della città. Apicio, uno dei più raffinati buongustai dei tempi antichi, descrive così la preparazione delle chiacchiere nel suo “De re coquinaria”: «Frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele».
Oggi, le chiacchiere, così chiamate in Lombardia, sono tradizionalmente cotte al forno: sfoglie friabili caratterizzate da un impasto semplice, ma goloso, a base di farina, zucchero, uova e burro e cosparse, infine, con una soffice spolverata di zucchero a velo. Vergani, da sempre riferimento per ogni buongustaio in questo particolare momento dell'anno, le propone in quattro nuove versioni: al Cacao, ricoperte da una ghiotta glassa al cioccolato, al Pistacchio, al Burro di Arachidi e al Caramello Salato, tutte creme ricche e spalmabili capaci di rendere questo dolce ancora più goloso. Proposte che vanno ad affiancarsi alle Chiacchiere Classiche, prodotte secondo la tradizionale ricetta al burro, fritte e poi passate al forno, per essere ancora più asciutte e croccanti.










