Seregno, gennaio 2015. L’inaugurazione del primo locale. E purtroppo non c’ero. Giugno 2022. Presente. Dove? Da Pane & Trita, in via Muratori a Milano. Appollaiata su uno sgabello del tavolo social, dove si riflette una scritta importante.
«Ciao, sono Sara, sto facendo una dieta per ridurre il glutine e sono allergica alle fragole. Ma la “trita” è una delle mie poche ragioni di vita. Possiamo diventare comunque amici? “Per sempre”.»
È nata così la mia storia d’amore con Pane & Trita. Milano Edition. Perché il format, che non rinnega affatto le radici brianzole, qui si è milanesizzato: nei prodotti e nelle proposte, tra cui la pizza (la sera gourmet) e, presto, con drink & food anche all’ora dell’aperitivo.
Ci portano il piatto che in questo periodo, complice il caldo molesto, va per la maggiore, il Sushi dell’Amicizia: tre livelli di bontà, in un crescendo di sapori che bussano alla porta dell’Oriente senza perdere l’orientamento.
Uramaki Black Angus per tre. Sushi senza riso. Dal Crunchy Roll (avvolto da sesamo nero e con spumone al pepe rosa, polpa di granchio, alga wakame, salsa teriyaki e kataifi crunchy) al Wasabi Roll (avvolto in nachos croccanti, cremoso spicy, avocado, cipolla croccante e salsa al mango) e infine al Tropical Roll (avvolto in perle di riso, cremoso wasabi, honey mustard, cipolla di Tropea caramellata e polvere di bacon).
Si possono ordinare anche singolarmente e fanno parte di un menù che non si risparmia in quanto a sfizi e materie prime di qualità, scelte stagionalmente, con proposte che cambiano ogni 5 mesi circa. Dalla tartare “Sex on the beach” con passion fruit e battuto di fragole (per me senza, ma mille punti a loro), ai fritti (nugget di pollo argentino, polpettine di manzo, alette di pollo spicy, melanzane panate e patatine fritte) al Pollo Samba (panato nel panko con un dressing tutto da scoprire), fino al divertentissimo Il Cono del Macellaio, una degustazione di due tartare di Black Angus servite su parigina di gelato, avvolte con perle di riso croccanti, cremoso al wasabi, alga wakame e salsa teriyaki.
Fin qui, grazie alle apprezzatissime modifiche ho potuto permettermi una sequenza di peccati senza sentirmi peccatrice. Poi lui. L’UNIPORCO. Colorato come l’estate, luccicante come un diamante, instagrammabile. Uno scrigno di pane rosa glitterato con tartare di Black Angus, stracciatella, crispy bacon pork, cremoso pink alla barbabietola, chips di tortillas, pico de gallo e maionese arcobaleno. Qui - maledetta dieta “intollerante” - ho dovuto fermarmi. Ma tornerò a provarlo. Perché un UNIPORCO è per sempre.


















