Elena Cutolo scrive di sé: «Nel 1985 mi iscrivo alla facoltà di Architettura di Napoli e nello stesso anno mi capita di sfogliare il libro “MEMPHIS” e di scoprire il lavoro di Ettore Sottsass e penso: “sarebbe bello un giorno lavorare con Lui”. (…) Nel 2002 il mio sogno si avvera. «Così per sei anni come due bambini tra matite, acquarelli, metri, modelli ed infinite liste di progetti e cose da fare, disegniamo: mobili, gioielli, argenti, ceramiche, vetri, oggetti, lampade, allestimenti ed interni fino all’ultimo progetto per Francesco Vezzoli: “la cabina del desiderio”. Oggi, cosa mi ha lasciato il Maestro Sottsass? Il desiderio di sperimentare, di scoprire, di imparare, di immaginare cose nuove osservando tutto ciò che già esiste e mi circonda. È un lavoro continuo, nasce senza un committente reale e richiede una grande energia. Creare è una necessità sensoriale mossa da un entusiasmo infantile che deve essere continuamente alimentato.»
E proprio il desiderio di sperimentazione e di misurarsi con nuovi progetti ha fatto da calamita tra il talento dell’architetto Elena Cutolo e Bosa un’azienda-laboratorio conosciuta in tutto il mondo per il suo fantasioso e inusuale catalogo di sculture e oggetti in ceramica decorata.
Da questa collaborazione è nata Architetture di Tè, una collezione di quattro teiere in grès che sul corpo cilindrico accolgono, oltre a manico e beccuccio, i coperchi che, come piccoli tetti, disegnano diversi profili. Si tratta di micro-architetture ispirate a ricordi e paesaggi che fanno parte dell’immaginario dell’autrice napoletana: un faro in Bretagna, una piccola casa di vacanza al mare, il palazzo dove è cresciuta, una fabbrica che caratterizza lo skyline della città.
Presentata durante l’edizione del Salone del Mobile.Milano 2024, la collezione Architetture di Tè è caratterizzata da una finitura lucida. I pattern geometrici, nei colori saturi del blu, del rosso, dell’ametista e del verde, ne sottolineano il potere evocativo.










