La catarsi rock di Mariangela Cutrone

Esistono verità che non gridano, ma sussurrano sotto pelle, come il feedback di un amplificatore lasciato acceso in una stanza vuota. Si annidano nelle crepe dei pranzi domenicali, dietro i sorrisi di circostanza e nelle carriere costruite per compiacere padri che non hanno mai imparato a guardare. Il libro “La verità non è figlia unica” non è semplicemente un romanzo; è un’autopsia emotiva condotta a ritmo di rock, un’indagine necessaria su quella zona grigia dove la lealtà familiare smette di essere amore e diventa una prigione di cristallo. Mariangela Cutrone, nota come "Mary Empatika", ci consegna una narrazione che rompe gli schemi del genere, ricordandoci che ogni certezza è, in realtà, un prisma dalle mille facce, dove la luce filtra solo se abbiamo il coraggio di frantumare le maschere che indossiamo.

 

 

Mariangela Cutrone La verità non è figlia unica Cover libro PAV Edizioni 600x

Mariangela Cutrone. "La verità non è figlia unica". La cover del libro. (edizione PAV Edizioni)

 

 


Il peso dei segreti e la costruzione dell’identità

Al centro dell’opera pulsa il conflitto tra ciò che siamo e ciò che gli altri si aspettano che diventiamo. L’autrice scava nei non detti, in quei "copioni" tramandati di generazione in generazione che finiscono per soffocare l'autenticità dei protagonisti. In un dialogo profondo con l'autrice, emerge chiaramente come l'omissione sia una zavorra che condiziona l'età adulta.


Nel romanzo, molti personaggi sembrano prigionieri di segreti familiari o omissioni deliberate per "quieto vivere". Secondo te, quanto pesano le verità non dette nella costruzione dell'identità adulta e come possono la scrittura o la musica aiutare a spezzare questo "copione ingombrante"?
«Ogni famiglia o rapporto interpersonale, che sia amicale o sentimentale, in un modo o nell’altro cela segreti, omissioni, “verità non dette”, condizionamenti che si fa fatica ad esternare per paura di ferire l’altro o portare cambiamento al rapporto stesso. Ne “La verità non è figlia unica” abbiamo piena conferma di quanto “il non detto” a lungo andare dia vita ad un “bagaglio pesante” da portare sulle spalle. Inevitabilmente può influenzare nel corso degli anni le proprie scelte di vita e la costruzione della propria personalità. Molta gente non è consapevole di quanto questo bagaglio sia disfunzionale e limitante. Attraverso il rapporto di amicizia e “fratellanza” tra Orlando e Flavio, i protagonisti maschili, ho voluto dimostrare come indossare maschere o recitare un copione a lungo andare può diventare estenuante tanto da prosciugare le energie vitali. A ciò si aggiungono le aspettative e le proiezioni della famiglia di origine. Le loro vicende ed esperienze ci insegnano che ad un certo punto è di vitale importanza costruire un “anti-copione” da anteporre a quel copione di vita disfunzionale e limitante fatto di segreti, maschere, bugie, convenzioni, non per sopravvivere ma per vivere davvero e appieno. La scrittura e la musica in questo processo di consapevolezza e rinnovamento diventano delle alleate preziose perché tramite esse si riesce ad esprimere il proprio Sé autentico, quello che è in coerenza con i propri ideali, obiettivi di vita e sogni non ordinari. Queste passioni diventano delle vere e proprie “missioni di vita” che aiutano ad esternare ciò che rischia di rimanere inespresso e represso. Sono mera espressione di ciò che è essenziale e grazie al quale si può abbracciare la tanto agognata autenticità.»


L’empatia come strumento creativo: il triangolo Merida-Orlando-Flavio

La forza di Mariangela Cutrone risiede nella sua capacità di non giudicare i propri "figli" letterari. Merida, Orlando e Flavio non sono archetipi, ma esseri umani vibranti, carichi di contraddizioni. L’autrice utilizza la sua profonda sensibilità per destrutturare la figura dell’antagonista, mostrandoci come, spesso, chi appare più "cattivo" sia solo colui che ha subito il peso maggiore delle aspettative altrui.


Sei conosciuta come "Mary Empatika". In che modo la tua profonda conoscenza dell'empatia ha influenzato la caratterizzazione del triangolo tra Merida, Orlando e Flavio? È possibile provare empatia anche per un personaggio come Flavio, che sembra agire come l'antagonista della verità?
«L’empatia è una componente del mio essere che mi accompagna anche nell’atto creativo. Quando scrivo è inevitabile per me rispecchiarmi nei personaggi che creo. Essi diventano una sorta di specchio nel quale rintracciare parti del mio essere, esperienze di vita, stati d’animo ed emozioni. Nel caso de La verità non è figlia unica i tre protagonisti Merida, Orlando e Flavio, durante il processo di scrittura, sono diventati per me degli “amici a cui dare voce ed espressione. È stato difficile per me distaccarmene. In ognuno di loro ho custodito alcune sfumature del mio essere multisfaccettato. Contrariamente a ciò che si può pensare durante la lettura dei primi capitoli, in Flavio molti si rispecchieranno perché incarna colui che per soddisfare le aspettative che gli altri nutrono nei suoi confronti rischia di perdere il contatto con il proprio Sé autentico. Il mondo è pieno di “Flavio” disillusi e cinici nei confronti dell’amore a causa del proprio bagaglio famigliare pesante e ingombrante. All’apparenza Flavio sembra quello “cattivo”, “tutto d’un pezzo” come direbbe Merida ma invece vi sorprenderà perché forse lui è quello più umano di tutti, più di Orlando stesso.»

 

 

Mariangela Cutrone La verità non è figlia unica ritratto scrittrice 2 600x

Mariangela Cutrone. "La verità non è figlia unica". Ritratto della scrittrice.



Il rock come filosofia e catarsi

Non si può comprendere appieno questo romanzo senza sintonizzarsi sulla sua frequenza sonora. Il Rock non è un semplice sottofondo, ma il midollo spinale della narrazione. Dai Temple of the Dog ai Violet Dreams, la musica funge da bussola morale e da grimaldello per scardinare le ipocrisie sociali.


Il libro è permeato da riferimenti musicali costanti, dai Temple of the Dog ai Violet Dreams. Oltre a essere un'ambientazione, che ruolo gioca il Rock nella struttura emotiva del racconto? Possiamo considerarlo lo strumento catartico attraverso cui i protagonisti riescono finalmente a "vedersi" senza maschere?
«Il rock in questo romanzo non fa riferimento solo al genere musicale che suona la band di Orlando e di cui Merida seguirà da blogger o alla playlist che ho creato e che consiglio di seguire nella lettura di ogni capitolo. Il rock diventa un vero e proprio stile di vita in cui l’arte, la creatività il proprio bagaglio emozionale e il perseguimento dei propri sogni diventano delle priorità. Consentono di vivere e affrontare anche i momenti più difficili e bui con una marcia in più. “La verità non è figlia unica” è una vera e propria celebrazione della musica rock come filosofia di vita e catarsi al di là degli stigmi e delle convenzioni che circolano attorno a questo genere che non è come si pensa “sesso e droga”. Qui non si parla di eccessi e stile di vita sregolato ma di sogni e di una carriera, quella musicale, che come tutte quelle creative, stenta ad essere riconosciuta in un Paese che considera la cultura e la creatività solo un hobby. Il rock per Orlando, che di mestiere fa il musicista per scelta, nonostante suo padre gli ha offerto il “posto fisso” nell’azienda di famiglia, è una missione di vita. Grazie ad esso conduce un’esistenza in coerenza con ciò che è oltre le facciate di convenienza, le maschere, le convenzioni in un sistema che tende ad omologarci e a giudicare chi si discosta da esso e che moltipenseranno sia solo utopia.»

 

 

Mariangela Cutrone La verità non è figlia unica ritratto scrittrice 600x

Mariangela Cutrone. "La verità non è figlia unica". Ritratto della scrittrice.

 


Un invito all'autenticità

"La verità non è figlia unica" ci sfida a chiederci: quanto della nostra vita è farina del nostro sacco e quanto è invece il risultato di un "copione" scritto da altri? La scrittrice ci regala una storia intensa, dove la redenzione passa per una nota distorta di chitarra e per il coraggio di dire "no" al porto sicuro del conformismo. Se senti che il tuo bagaglio è diventato troppo pesante, se cerchi una storia che sappia parlare alle tue ferite con la dolcezza dell'empatia e la forza del rock, non puoi lasciarti sfuggire questo viaggio. Immergetevi nelle pagine di questo libro: lasciate che la musica di Orlando e la tenacia di Merida vi guidino verso la vostra verità più autentica. Perché, alla fine, la verità sarà anche molteplice, ma la libertà di viverla è l'unica cosa che conta davvero.

Lara Mazza

Lara Mazza

Agli studi scientifici ha preferito la filosofia, la scrittura, la fotografia e poi la comunicazione. Così, a forza di parlare per lavoro e scattare per diletto, sono passati un bel mucchietto di anni. Il tempo passa, la vita corre ma la passione resta. Se su due ruote o accompagnata da un quattro zampe meglio ancora.
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