Dal 10 al 22 novembre 2026 al Teatro Franco Parenti di Milano in scena Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello uno spettacolo diretto da Andrea Baracco.
Ciampa non è un ragionatore astratto, ma un uomo ferito che prova a restare in piedi dentro una società pronta a ridicolizzarlo. Con Il berretto a sonagli, Pirandello torna alla sua materia più concreta: il crollo dell’identità, la violenza delle apparenze, la maschera sociale che protegge e insieme condanna.
L’asse della messinscena è dichiarato con nettezza: liberare Pirandello dal pirandellismo, dalle formule che hanno spesso trasformato la sua drammaturgia in un esercizio concettuale, per restituire ai personaggi il loro peso umano, fisico, passionale. Andrea Baracco guarda a Il berretto a sonagli come a un testo attraversato da forze in conflitto, non da definizioni. In questa prospettiva Ciampa diventa il centro emotivo di una commedia che procede sul filo instabile tra ironia e umiliazione, tra gioco crudele e ferita aperta.
Pirandello ricava Il berretto a sonagli dalla novella La Verità e ne firma i due atti cinque anni dopo, nella versione siciliana pensata per Angelo Musco, che debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. Nelle lettere a Musco, l’autore difende Ciampa come personaggio «strapieno di tragica umanità», «non vivo ma arcivivo», e definisce il proprio dialogo non un insieme di parole ma «azione parlata», fatta di «mosse d’anima». È da questa indicazione che lo spettacolo sembra prendere le mosse: non spiegare Pirandello, ma lasciarne agire la temperatura interna.
Nel Ciampa interpretato da Silvio Orlando convivono l’umiltà dell’uomo offeso e la lucidità di chi conosce le regole del mondo che lo sta schiacciando. Il ridicolo lo espone, la vergogna lo consuma, la parola diventa difesa e insieme rivelazione. La sua comicità, inizialmente capace di smascherare l’ottusità degli altri, scivola progressivamente verso una dimensione più cupa, dove il riso non cancella l’angoscia ma la rende più evidente.
Il lavoro di Andrea Baracco insiste su questa tensione: Il berretto a sonagli non come reperto scolastico né come macchina filosofica, ma come teatro di passioni, di rapporti di forza, di identità che si incrinano sotto lo sguardo degli altri. In tempi convulsi, la maschera pirandelliana non è un ornamento intellettuale: è un dispositivo di sopravvivenza, una forma di difesa che può trasformarsi in prigione.
Il berretto a sonagli
Di Luigi Pirandello
Con Silvio Orlando (Ciampa) e con (in o.a.) Francesca Botti, Davide Cirri, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
Regia Andrea Baracco
Scena Roberto Crea
Costumi Marta Crisolini Malatesta
Luci Simone De Angelis
Sound design Giacomo Vezzani
Revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
Aiuto regia Andrea Lucchetta
Produzione Cardellino srl
Coproduzione Teatro Stabile dell’Umbria - Teatro Stabile di Bolzano
Aiuto regia Andrea Lucchetta
Direttore tecnico Luigi Flammia
Datore luci Christian Pizzingrilli
Fonici Alberto Luciani / Gianrocco Bruno
Sarta Piera Mura
Macchinista Filippo Canfori
Amministrazione di produzione Mary Salvatore
Management Federico Corona
Direzione generale Maria Laura Rondanini
Fotografie Laila Pozzo
Scenotecnica Roma Scenotecnica
Parrucche Rocchetti & Rocchetti
Service audio Gutta
Service luci Fonolight
Trasporti MS Futura
Info e biglietteria: teatrofrancoparenti.it
Il berretto a sonagli
FourExcellences
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10-11-2026 - 22-11-2026









