Le note di Mahler, Beethoven, Bach, Mozart, Rachmaninov e Ravel - i loro adagi - accompagnano il nuovo lavoro di Saburo Teshigawara, coreografo e interprete tra i più acclamati della danza internazionale: Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2022, nella sua carriera quarantennale Teshigawara ha saputo attirare l’attenzione della critica internazionale nel campo delle arti visive grazie a installazioni, film e video, oltre che per i progetti di scenografia, luci e costumi che realizza per le sue creazioni. Ricercatore infaticabile, all’interno della sua poetica il senso della composizione, la padronanza dello spazio e i decisi movimenti di danza creano un universo artistico unico. Come in un rituale, i gesti e i movimenti dell’artista giapponese - che torna in Triennale per la terza volta dal 2018 - si alternano e uniscono a quelli della sua “musa” e storica collaboratrice Rihoko Sato. In scena, mentre le parole si fanno da parte, i corpi dei due danzatori restano soli, sospesi in un tempo irreale, alla ricerca di un’essenza che solo l’incontro tra musica e danza può raggiungere. I duetti di Teshigawara e Sato, come poesie coreografiche, mostrano la potenza e l’incanto dei corpi in movimento.








