Domenica 28 gennaio 2024 al Teatro Comunale di Todi la Compagnia Aterballetto presenterà un trittico composto da Alpha Grace e O di Philippe Kratz e Shoot me di Diego Tortelli.
Alpha Grace, un passo a sei, è una riflessione sull’empatia, una forma di comunicazione gentile tra persone che si sentono sullo stesso piano.
Anch’essa messa a dura prova dai tempi presenti. Alpha Grace si rivolge al passato, all’essenziale, e in questo caso, a una delle nostre virtù forse più importanti: la compassione, l’empatia, intesa come percezione di noi stessi su un piano comune con chi ci sta accanto. Uno stato che ci permette di comprendere davvero l’altro, di non vederlo come diverso, di imparare a provare le sue stesse emozioni e così conoscerne il valore.
La parola “alpha”, simbolo dell’arcaico, si abbina alla parola “grace”,la gentilezza dal valore quasi sacrale. La creazione lascia scorrere davanti ai nostri occhi momenti di solitudine, in cui gli interpreti comunicano individualmente. Poi, progressivamente, più persone si aggiungono al quadro fino ad arrivare a un’azione di gruppo in cui le varie voci nella loro dispersione seguono un ritmo che finalmente li accomuna.
Alpha Grace
Coreografia Philippe Kratz
Musica Barrio Sur, Fela Kuti
Luci Carlo Cerri
Produzione Fondazione Nazionale Della Danza /Aterballetto con il sostegno di Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa
Durata 24'
A seguire O , due corpi/automi che ci obbligano a interrogarci su come potrebbe mutare il senso del contatto fisico: resterà emotivo e sentito, o diventerà seriale e alienato?
L’idea alla base di O è l’eternità e come raggiungerla è l’obiettivo finale dell’umanità. Come per esempio nell’estate del 2017 a Hong Kong, quando per la prima volta due robot umanoidi hanno interagito l’un con l’altro. È diventato chiaro a tutti che un futuro, in cui l’intera conoscenza umana viene trasmessa da materiale inorganico comunicante, è a portata di mano.
O può essere visto come due esseri umani o due robot che celebrano questo avvenimento in uno stato di trascendenza e realizzazione emotiva, in cui entrambi si muovono insieme al ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili. Oppure, come il computer dell’astronave Hal nel film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio quando dice in modo illusorio: “So di aver preso alcune decisioni molto scarse di recente, ma posso darti la mia completa assicurazione che il mio lavoro tornerà alla normalità. Ho ancora il massimo entusiasmo e fiducia nella missione. E voglio aiutarti.”
O
Coreografia Philippe Kratz
Musica Mark Pritchard e The Field
Costumi Francesca Messori
Luci Carlo Cerri
Durata 12′ - Per 2 danzatori
Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Primo premio al 32° Concorso Coreografico di Hannover – giugno 2018
Philippe Kratz è membro di stARTacademy della Bayer Arts & Culture
Durata 12'
In chiusura la coreografia di Diego Tortelli Shoot me, che nella sua costruzione si ispira al concept di “concerto-balletto” rivisitato in chiave contemporanea dove musica e danza si accompagnano.
Un lavoro frontale che vuole mettere in un rapporto diretto di scambio i danzatori sulla scena e il pubblico in platea: un gioco di seduzione, di sguardi, di sudore, un assalto ai sensi e un’ode al corpo, al respirare la stessa aria, sudore, lacrime, furia, pride.
Shoot me è una nuova creazione per tutta la compagnia accompagnata dalle musiche degli Spiritualized, gruppo rock inglese formatosi nel 1990, e da alcune registrazioni di poesie declamate dal cantante Jim Morrison che ci parlano di libertà. Il lavoro nella sua costruzione si ispira al concept di “concerto-balletto” rivisitato in chiave contemporanea dove musica e danza si accompagnano in una composizione priva di narrazione, ma che grazie alla forza della musica, a volte aggressiva e altre volte poetica ci guida per creare immaginari aperti e a provare emozioni.
Parte fondamentale di Shoot me è la forza di un gruppo guidato da voci singole, il desiderio di un corpo che vuole essere osservato e un corpo che vuole farsi sentire, che vuole trasmettere. Il lavoro si ispira a immagini di manifestazioni, pride, catwalks, tutto ciò che ci unisce in un gruppo che allo stesso tempo ci permette di non perdere la nostra voce. L’opposto esatto di una parata militare o di un partito politico. Parliamo della bellezza del corpo a servizio della comunità come mezzo di intrattenimento, ma anche di riflessione e ricerca. Il termine “shoot me” infatti viene utilizzato dai videomaker nel momento in cui si riprende con lo sguardo di una telecamera una azione da immortalare. Invece nella cultura pop il termine “shoot me” in slang viene spesso anche indicato come la richiesta di provare delle emozioni dopo un periodo di alessitimia “please, shoot me with some feelings…”. Un lavoro frontale che vuole mettere in un rapporto diretto di scambio i danzatori sulla scena e il pubblico in platea: un gioco di seduzione, di sguardi, di sudore, un assalto ai sensi e un’ode al corpo, al respirare la stessa aria, sudore, lacrime, furia, pride.
Shoot me
Creazione per 16 danzatori della compagnia Coreografia Diego Tortelli
Musica Spiritualized
Costumi Marco De Vincenzo
Luci Roman Fliegel
Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
Durata 30'
Info e biglietteria: www.teatrostabile.umbria.it








