A poche settimane dal debutto assoluto a Romaeuropa, arriva a Triennale Milano Teatro Au Bord della drammaturga francese Claudine Galea, nella versione italiana firmata da Valentino Villa e interpretata da una straordinaria Monica Piseddu: autentico fenomeno teatrale, la pièce è stata tradotta e rappresentata in moltissimi paesi europei, aggiudicandosi (tra gli altri) il prestigioso Grand Prix de littérature dramatique.
Galea si concentra su una foto: una donna porta un’uniforme e tiene stretto un uomo al guinzaglio. Scattata nella prigione di Abu Ghraib ed apparsa sul Washington Post il 21 maggio del 2004, l’immagine, porta con sé l’impronunciabilità, l’inafferrabilità, l’orrore dell’atto di violenza. La sua irrappresentabilità. Ma è sulla donna che si concentra l’attenzione dell’autrice. A partire dall’inconfessabile attrazione per questa figura femminile, per la sua oscenità, si incatenano nella testa e nel corpo di chi parla diverse figure femminili: un libero quanto pericoloso scivolare dalla figura della soldatessa, a quella dell’amante, da cui la stessa Galea è stata abbandonata fino alla madre, figura torturatrice per eccellenza. La foto diventa un palinsesto dell’inesprimibile, un oggetto drammaturgico evirato dal suo senso strettamente documentale e politico.
Au Bord è una lotta potente fra parole e silenzi, tra le parole e il piacere, tra le parole e le immagini: una lingua fatta di grida e di rumori, capace di dire l’enormità del desiderio e del dolore, di parlare dell’intimità dell’essere, di avvicinare l’indicibile. Un magnifico cerimoniale della passione e insieme un sacrilegio di fronte alle idee e all’estetica condivise dove il senso primo dell’immagine (di quella immagine) si smorza nella generazione osmotica e continua di nuove immagini. Una continua sovrapposizione, una continua rilettura che ci tiene al guinzaglio, una rete nella quale siamo intrappolati e da cui nasce la nostra inquietudine, il nostro spaesamento. Un interrogativo sulla natura dell’immagine e sul rapporto d’interdipendenza fra queste, la psiche e il pensiero.








