Sono 11 le opere già vincitrici dei più prestigiosi festival internazionali che si contenderanno il Grand Prix des Festivals - Conseil della Vallée, l'equivalente di un “Oscar” per i film di montagna.
In programma, le imprese dei protagonisti dell'alpinismo mondiale tra successi e fallimenti (A Line Across the Sky, di Josh Lowell e Peter Mortimer, Citadel, di Alastair Lee, l'italiano Verso l’ignoto di Federico Santini); le storie di chi, spesso nell'ombra, lavora “dietro le quinte” delle grandi imprese (Freedom Under Load di Pavol Barabas, K2 and the invisible footmen di Iara Lee, Sherpa di Jenni er Peedom); la montagna vissuta quotidianamente, con duro lavoro solitario e minuzioso, fra tradizione e modernità, luoghi remoti e incontaminati e cambiamenti climatici (La bergère des glaces, di Stanzin Dorjai Gya e Christiane Mordelet, Samuel in the Clouds di Pieter Van Eecke); le sfide visionarie a una natura impossibile da ammaestrare (The Accord, di RC Cone); la montagna narrata nei suoi aspetti sociali e culturali (Urmila, my memory is my power, di Susan Gluth); la natura straordinaria e misteriosa alle pendici dell'Himalaya (Mistery Monkeys of Shangri-La, di Mark Fletcher).








