Invisibile Kollettivo, una compagnia indipendente formata da Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman, torna con una novità nella stagione dell’Elfo, teatro che da alcuni anni sostiene produttivamente. Dopo L’avversario di Emmanuel Carrère e Open di Andre Agassi, il gruppo ha scelto di misurarsi con Pirandello, un ‘classico’ del teatro italiano, per cercare di «chiudere la riflessione - iniziata appunto con i primi due spettacoli - sul tema dell’identità, con una particolare attenzione a quanto lo sguardo, le aspettative, i desideri degli altri contribuiscano a definirla».
Invisibile Kollettivo rilegge questo testo «come una sorta di ‘giallo’ esistenziale dove, all’interno di un racconto condotto in modo avvincente, Pirandello è capace di far emergere una riflessione filosofica, universale, e temi più che mai vivi: il gioco di identità all’interno del quale si muove l’Ignota, fulcro di tutto il testo, è proprio quello del gioco di ruolo al quale il contesto storico e sociale sottopone oggi ogni individuo».
Scritto nel 1929 Come tu mi vuoi unisce gli echi inquietanti di un’Europa reduce dalla Prima Guerra Mondiale, e già sull’orlo di un nuovo conflitto, a elementi dell’autobiografia dell’autore, in particolare al tormentato rapporto con Marta Abba, a cui il dramma è dedicato, e li fonde in un vero e proprio ‘giallo’ psicologico.
Al centro della vicenda, ambientata tra la Germania e l’Italia del Nord, la figura dell’Ignota: a Berlino è Elma, amante dello scrittore Salter e ballerina dal passato misterioso, finché una sera non viene riconosciuta come Lucia, moglie dell’ufficiale italiano Bruno Pieri, scomparsa a Udine dieci anni prima durante la Grande Guerra. Qual è la verità?








