Confessioni di un roditore

Confessioni di un roditore di Roberto Trifirò
Dal 30 novembre al 19 dicembre 2021 al Teatro Out Off a Milano in scena Confessioni di un roditore di Roberto Trifirò, liberamente tratto da "La tana" di Franz Kafka.

Dopo la seconda guerra mondiale, nella maggior parte delle lingue si è affermato un nuovo aggettivo ispirato alle opere di Franz Kafka: “Kafkiano”.
Non è facile definire questo termine, entrato nei dizionari e nelle enciclopedie: si riferisce a una “atmosfera oppressiva”, a un “mondo da incubo”, a una situazione “misteriosa, inquietante e minacciosa”, a “un’organizzazione schizofrenica razionale, in forma labirintica, dove l’individuo è sconcertato e smarrito”. Spesso nella maggior parte dei dizionari si pone l’accento esclusivamente sull’aspetto sinistro, trascurando la dimensione ironica, che dovrebbe invece essere parte essenziale nell’impiego comune dell’aggettivo kafkiano.
“Confessioni di un roditore” è tratto da uno degli ultimi scritti di Kafka, “La tana” (1923-24), un racconto incompiuto. Pur rimanendo fedele alla struttura del suo svolgimento ho posto l’accento sull’humor nero e sulla patologia paranoica di un anziano protagonista, schizofrenicamente sdoppiato nell’identità: R1, R2. “Confessioni di un roditore”, essendo uno dei più grandiosi tentativi di claustrazione (intendendo per claustrazione il confinamento in sé stesso di un individuo che si sottrae a qualsiasi contatto col mondo esterno) mai compiuti in letteratura, può considerarsi dunque a pieno diritto “kafkiano.
Il protagonista di “Confessioni di un roditore” è una figura sdoppiata: R1 è la voce monologante dell’entità pensante di un uomo paranoico vicino alla vecchiaia, R2 racchiude quell’entità pensante e quella voce nel corpo di un animale non identificato; animale egoista, astuto, vorace, crudele, misantropo, narcisista, che molti anni prima, nella sua giovinezza, si è costruito, sotto il livello della terra, la sua tana.
Nulla ci permette di affermare che al di fuori della tana esista un mondo reale, col quale dobbiamo stabilire dei rapporti; avvertiamo ad ogni passo di muoverci nello spazio chiuso, astratto ed echeggiante di un’entità pensante che ci avvolge da ogni parte come in carcere. Siamo carcerati anche noi, vittime di una parola monologante e solitaria, che racconta, commenta, si rivela, si maschera, avanza ipotesi, demolisce ipotesi, tenta possibilità, fa calcoli laboriosi, in un delirio fantastico e intellettuale che si sostituisce all’universo creato. Note al testo di Roberto Trifirò.

Confessioni di un roditore
Di Roberto Trifirò
Liberamente tratto da “La tana” di Franz Kafka
Regia e interpretazione di Roberto Trifirò
Scenografia e costumi Stefano Sclabas
Musiche originali Matteo Tomasetti
Luci e fonica Luigi Chiaromonte
Collaborazione ai movimenti Barbara Geiger
Produzione Teatro Out Off
Spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

Info: www.teatrooutoff.it
  • 30-11-2021 - 19-12-2021
  • Teatro Out Off | Teatro stabile di InnovazioneVia Mac Mahon, 16 · 20155 MILANO · Italia
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