Dolore sotto chiave Scene Sergio Tramonti Costumi Nanà Cecchi Luci Camilla Piccioni Personaggi e interpreti: Rocco Capasso | Vincenzo Ferrera Lucia Capasso | Angelica Ippolito La Signora Paola | Dario Iubatti Il Professor Ricciuti | Carlo Cecchi Il Fotografo Musella | Remo Stella Lo Scultore Tremoli | Marco Trotta
Dolore sotto chiave nasce come radiodramma nel 1958, andato in onda l’anno successivo con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti, i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Viene portato in scena due volte con la regia dell'autore, con Regina Bianchi e Franco Parenti nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik l’artefice magico) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito. Lucia, sorella di Rocco, per molti mesi nasconde al fratello - nel timore che questi possa compiere un atto inconsulto - l'avvenuta morte della moglie Elena e finge di occuparsi della donna, gravemente malata. Lucia impedisce a Rocco di vedere la moglie, con la scusa che la sua sola presenza potrebbe causare emozioni che potrebbero esserle fatali. Rocco, esasperato dalla interminabile agonia di lei, in una crisi di rabbia entra a forza nella stanza della malata e la scopre vuota. Lucia gli rivela l'amara verità: la moglie è morta da tempo, mentre lui era in viaggio per lavoro. Comincia qui un alternarsi di responsabilità e accuse fra i due fratelli; si presentano, non voluti da Rocco, i vicini, per sostenerlo nel lutto; infine Rocco rivelerà alla sorella i suoi segreti. In Dolore sotto chiave torna in scena il tema della morte, affrontato da Eduardo in tante sue opere, in chiave comica, seria o semiseria: da Requie a l’anema soja, al primo atto di Napoli milionaria! Fino al parodistico funerale dell’ultimo lavoro, Gli esami non finiscono mai. In Dolore sotto chiave questo tema non è poi così centrale come potrebbe sembrare, la morte non è la protagonista della vicenda. A tenere la scena non sono le conseguenze della morte di Elena, ma una vita che non è più vita proprio perché qualcuno ha deciso di sottrarre quell’evento alle sue leggi naturali. La morte fa il suo corso – sembra dire Eduardo – portando con sé un carico di lutti, ma all’uomo non resta che affrontarla, perché anch’essa fa parte della vita e cercare di negarla, di non riconoscerla, significa negare la vita stessa. E non c’è mostruosità peggiore, dice l’autore per bocca del suo personaggio, che bloccare il flusso naturale dell’esistenza, sostituire la vita vera con una artificiale e falsa, in cui anche i sentimenti, i dolori, le emozioni risultano paralizzati. (I Meridiani, Einaudi)
Sik-Sik L’Artefice Magico Scene e costumi Titina Maselli Realizzazione scene e costumi Barbara Bessi Luci Camilla Piccioni Musica Sandro Gorli Personaggi e interpreti: Sik Sik | Carlo Cecchi Giorgetta Angelica | Ippolito Rafaele Dario | Iubatti Nicola Vincenzo | Ferrara
Sik-Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. “Come in un film di Chaplin” - dice Carlo Cecchi - “è un testo immediato, comprensibile da chiunque e nello stesso tempo raffinatissimo. L’uso che Eduardo fa del napoletano e il rapporto tra il napoletano e l’italiano trova qui l’equilibrio di una forma perfetta, quella, appunto, di un capolavoro.” “Con De Filippo, attraverso le disavventure di un disgraziato prestigiatore, è messa in scena nel suo accadere, quell’invenzione che, grazie al genio dell’autore, fece nascere dalla tradizione del teatro napoletano la maschera-personaggio di Eduardo e quindi tutto il suo teatro successivo.” Sik-Sik (in napoletano, “sicco” significa secco, magro e, come racconta lo stesso Eduardo, si riferisce al suo fisico) è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Una sera il compare non si presenta per tempo e Sik-Sik decide di sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato per caso a teatro. Con il ripresentarsi di Nicola poco prima dello spettacolo e con il litigio delle due “spalle” del mago, i numeri di prestigio finiranno in un disastro e l’esibizione si rivelerà tragica per il finto mago ma di esilarante comicità per il pubblico. Con più di 450 repliche solo a Napoli, lo spettacolo ebbe un successo enorme. Eduardo reinterpretò Sik-Sik alla fine della sua carriera; recitò per l’ultima volta al Teatro San Ferdinando di Napoli nell’aprile del 1979 e nel 1980, al Manzoni di Milano, affiancato dal figlio Luca e da Angelica Ippolito, si ritirò dalle scene dopo cinquant’anni di carriera. “Partecipai all’edizione del 1980” – ricordava Luca De Filippo in un’intervista – “Allora ero giovane, fu un momento bellissimo. Avevo già fatto parti importanti, ma nel ruolo di Rafele riuscii per la prima volta a far ridere mio padre”.
Orari: mercoledì 12 febbraio ore 19.15 | giovedì 13 febbraio ore 20.00 | venerdì 14 febbraio ore 20.30 | sabato 15 febbraio ore 21.00 | domenica 16 febbraio ore 15.45 | martedì 18 febbraio ore 20.30 | mercoledì 19 febbraio ore 19.15 | giovedì 20 febbraio ore 20.00 | venerdì 21 febbraio ore 20.30 | sabato 22 febbraio ore 21.00 | domenica 23 febbraio ore 15.45 | martedì 25 febbraio ore 20.30 | mercoledì 26 febbraio ore 19.15 | giovedì 27 febbraio ore 20.00 | venerdì 28 febbraio ore 20.30 | sabato 29 febbraio ore 21.00 | domenica 1 marzo ore 15.45 Prezzi: Prime file > Intero euro 38 | Platea > Intero euro 30 | Under26 euro 15 | Over65 euro 18 | Convenzioni euro 21 | Galleria > Intero euro 21 | Under26 euro 13 | Over65 euro 15 | Convenzioni euro 21 | Last Minute Under26 euro 10 Info e Biglietteria: tel. +39 02 59995206 | biglietteria@teatrofrancoparenti.it | www.teatrofrancoparenti.it








