Fratellina racconta una realtà che sta capitolando sotto i colpi drammatici del nostro tempo e sembra avere completamente dimenticato i veri valori dell’umanità. Nella scena composta da due grandi letti a castello, Nic e Nac, una mattina, al risveglio, sperano di vivere una nuova realtà, diversa, dove tutte le cose dimenticate si possono nuovamente ritrovare. Il desiderio di Nic e Nac di scoprire un’altra realtà, che va oltre i confini visibili della scena, si concretizza con l’apparizione del Fratellino e della Sorellina, due personaggi che, con i loro dialoghi, mescolano ilarità e paradosso, denuncia e sconforto. La sofferenza, lo stato d’ansia e il sentimento di delusione dei quattro protagonisti lasciano spesso spazio al sorriso e all’ironia. L’atmosfera lieve e giocosa dell’opera nasce dalla musicalità dei dialoghi, dal ritmo, dalle ripetizioni delle parole, dalle attese e dall’ascolto del silenzio.
La grande potenza all’opera di Spiro Scimone è la sua capacità di tastare e interrogare ancora la pienezza e la concretezza dei significati delle parole e anche la capacità di tenersi alla larga da ogni forma che prenda le mosse da atteggiamenti realistici, contando piuttosto sulla grande forza di convincimento che è il non-senso. E di creare, infine, poesia, di ogni istante del reale, con poche immagini e parole scelte accuratamente.








