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Riccardo Raffaele Bozano, Kostja[/caption]
Il monologo di Kostja, ha come punto di partenza Konstantin Gavrilovic, protagonista de Il Gabbiano di Anton Chechov.
Sala: Sale Piccole Date: da martedì 15 a domenica 20 dicembre Orari: martedì, giovedì e sabato h. 21 mercoledì e venerdi h. 20 domenica h. 16 Biglietto: 15€
Info: tel. 02 59 99 52 06; biglietteria@teatrofrancoparenti.it www.teatrofrancoparenti.it
Recensione Entriamo in uno squarcio di bosco, l’ecosistema di un’anima inquieta, ed è la storia di un volo. Kostja ha ali negli occhi, nella voce di giovane uomo, di artista che reclama spazio per essere, per vivere e raccontare la vita. È uno sbattere di ali in un vuoto pneumatico: quello di un essere umano frainteso, negato, che tuttavia non si arrende all’immobilità del silenzio del mondo su di sé. Sarà quando il silenzio verrà rotto in lui dal fruscìo, incessante, di foglie secche, immagine di un’arte, di valori e sentimenti violati, che Kostja spiccherà il volo, l’unico per lui concepibile per non vedersi morire, perché l’arte non lo abbandoni mai.
Una performance intensa - di cui l’attore, Riccardo Raffaele Bozano, è anche autore - nata in seno al metodo della Verticale del ruolo di J. Alschitz, sviluppato dalla regista Lara Franceschetti. "Il finale è come una calamita - racconta Lara - la nostra è una continua battaglia con il finale, più ci avviciniamo più realizziamo come dobbiamo prenderlo. La nostra stessa vita è improvvisazione, preparazione al nostro appuntamento con la fine. È necessario essere dei poeti, degli artisti per riuscire nell’improvvisazione. L’attore è il creatore della sua stessa arte. Libertà e precisione: in questa ambivalenza troveremo l’atto creativo. Tu puoi capire cos’è la libertà solo quando sei in prigione."
a cura di Antonella Voltan








