Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026 al Teatro Filodrammatici di Milano in scena La morte e la fanciulla un progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso.
«L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro Paese che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura.’ Scrive Dorfman.
Rileggendo oggi questo testo, lo sguardo si allarga al mondo intero, mentre si moltiplicano governi autoritari che faticano a dialogare tra loro e si sfalda la memoria anche dei più recenti crimini contro l’umanità.
La casa isolata e sospesa tra mare e cielo dove si svolge la vicenda, sembra molto vicina. Proprio lì, in una notte di pioggia, Paulina Salas attende il marito, Gerardo Escobar, di ritorno da un importante incontro politico che gli varrà un incarico di prestigio e di grande responsabilità nel nuovo governo democratico: è stato invitato a presiedere la commissione di indagine sui crimini della dittatura. Gerardo porta con sé uno sconosciuto, Roberto Miranda, che lo ha soccorso per un guasto alla macchina. Nel clima disteso generato dal nuovo respiro di speranza che permea tutto il paese, è naturale invitarlo in casa prima che riprenda il suo viaggio, nonostante l’ora e il luogo isolato. Miranda rifiuta, ma tornerà. Un incontro casuale innesca un viaggio nel tempo nel quale si rivelano traumi irrisolti, ombre e segreti nelle relazioni, sotterranee e impreviste ragioni che possono trasformare in vittime o carnefici, traditi o traditori.
Le domande intorno a giustizia, verità e vendetta risuonano come echi di antiche tragedie. Si incrina la superficie della realtà per fare emergere incubi, sogni e speranze, si apre un varco tra passato e presente, tra vivi e morti. Rivolgiamo il pensiero alle dittature del secolo scorso, alle tragiche ripetizioni della storia, al pericolo delle lusinghe del potere, alla lotta tra memoria e oblio.
Quello che accade in quella pacifica casa sul mare evoca stadi affollati di prigionieri, tribunali, camere di tortura, un’antica città costruita sulla necropoli, le attuali guerre e dittature.
Attraverso la molteplicità dei suoi codici il teatro scardina le abitudini percettive per offrire nuovi punti di vista e diventa strumento di emozione e conoscenza. Passiamo dalla sceneggiatura cinematografica al testo teatrale, sospendendo a tratti il ritmo serrato del racconto per rivolgerci al presente. Le voci si moltiplicano in un’architettura sonora di echi, registrazioni, melodie accennate che corrodono la compattezza dei ‘personaggi’ rendendoli permeabili gli uni agli altri. Si rompe il silenzio che deriva da antiche ferite, dalla paura e dalla incapacità di guardare l’orrore dentro e fuori di sé. Da una sola storia se ne levano molte altre che rivelano a loro volta infinite memorie e testimonianze. Riusciremo a non ripetere gli stessi errori?» Note di Regia. Elena Bucci.
La morte e la fanciulla
Di Ariel Dorfman
Traduzione di Alessandra Serra
Progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso
Regia di Elena Bucci
Con la collaborazione di Marco Sgrosso
Con Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella
Luci Loredana Oddone
Drammaturgia del suono e registrazioni Raffaele Bassetti/Franco Naddei
Assistenza all’allestimento Nicoletta Fabbri
Costumi Nomadea
Collaborazione ai costumi Marta Benini
Una produzione Centro Teatrale Bresciano
In collaborazione con Le belle bandiere
Compagnia sostenuta da Regione Emilia Romagna e Comune di Russi in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Julia Tyrrell Management
Prima Nazionale
Durata 75 minuti (senza intervallo)
Info e biglietteria: www.teatrofilodrammatici.eu
La morte e la fanciulla
FourExcellences
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29-01-2026 - 01-02-2026








