La tragedia del vendicatore, lo spettacolo con cui il britannico Declan Donnellan ha fatto riscoprire all’Italia l’autore barocco inglese Thomas Middleton. In una non meglio precisata corte italiana, Vindice e Ippolito, figli di Graziana e fratelli di Castiza, si incontrano davanti al Palazzo del Duca. Vindice – come dice il nome – desidera vendicare a qualunque prezzo la morte della promessa sposa Gloriana, stuprata e avvelenata dal Duca poco prima delle nozze. Per riuscire nel suo ardito piano, dovrà travestirsi ed assumere i tratti dell’adulatore, entrando così nelle grazie dei potenti. Da quel privilegiato punto di osservazione, avrà modo di osservare come il tarlo della corruzione non solo sia inscindibile dal potere, ma abbia purtroppo iniziato anche a intaccare i membri della sua stessa famiglia. È questo lo spunto che consente a Thomas Middleton, nei primi anni del Seicento, di costruire un dramma teatrale che è soprattutto una riflessione sugli intrighi, la corruzione, l’ipocrisia e la violenza connaturate nella vita politica del suo tempo. Maestro del teatro shakespeariano e delle sue riletture in chiave contemporanea, Donnellan punta i riflettori sull’ironia “nera”, sul paradosso, sulla febbrile malinconia che avvolge i personaggi, valorizzando, anche grazie a una divertente chiave “pulp” e a una colonna sonora travolgente, le straordinarie consonanze del testo originale con il nostro presente.
«Middleton e Shakespeare – spiega Donnellan – si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta, dominato da un disagio sociale destinato a sfociare nella rivoluzione che avrebbe, alla fine, completamente distrutto il contesto culturale dei due autori. Leggendo Middleton si percepisce una minaccia incombente, che cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia. Ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di auto rappresentarsi per convincere gli altri – ma soprattutto se stessi – di essere buoni e belli».
La tragedia del vendicatore Di Thomas Middleton Adattamento di Declan Donnellan e Nick Ormerod Regia Declan Donnellan Versione italiana Stefano Massini Scene e costumi Nick Ormerod Luci Judith Greenwood, Claudio De Pace Musiche originali Gianluca Misiti Regista assistente Francesco Bianchi Collaboratore movimenti di scena Alessio Romano
Personaggi (in ordine alfabetico): Ivan Alovisio (Lussurioso) | Marco Brinzi (Giudice) | Fausto Cabra (Vindice) | Flavio Capuzzo Dolcetta (Junior) | Christian Di Filippo (Supervacuo) | Raffaele Esposito (Ippolito) | Ruggero Franceschini (Vescovo) | Pia Lanciotti (Duchessa/Graziana) | Errico Liguori (Spurio) | Marta Malvestiti (Castizia) | David Meden (Ambizioso) | Massimiliano Speziani (Duca) | Beatrice Vecchione (Medico) | Marouane Zotti (Direttore carcere) Coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa ed Emilia Romagna Teatro Fondazione
Foto di scena Masiar Pasquali
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30 | mercoledì e venerdì ore 20.30 | domenica ore 16.00 Durata: un'ora e 50 minuti senza intervallo
La recita del 22 febbraio 2020 è sopratitolata in inglese Sopratitoli a cura di Prescott Studio
Prezzi: Platea 40 euro | Balconata 32 euro Informazioni e prenotazioni: tel. +39 02 42411889 | www.piccoloteatro.org
Dopo le recite milanesi, lo spettacolo è in tournée a Londra (Barbican Theatre, dal 4 al 7 marzo), a Madrid (Teatro Valle-Inclán, dall’11 al 14 marzo) e a Sceaux, Francia (Les Gémeaux, Scène Nationale, dal 18 marzo al 2 aprile).








