Soshiro Matsubara propone un allestimento che comprende opere in ceramica, disegni su carta e dipinti su legno. Quest’ultima presentazione dialoga e si sviluppa sulle precedenti esposizioni di Matsubara in cui sempre presenti si trovano espliciti riferimenti al simbolismo di Fernand Khnopff da un lato, e alla vita di Oskar Kokoschka dall’altro.
Al centro della galleria, adagiata su un tavolo di legno nero, una scultura di donna in ceramica « You, who are alive, will always be far away to keep me alive » rievoca la passione tra Oskar Kokoschka e Alma Mahler. Il pittore viennese aveva commissionato una bambola con le stesse fattezze della donna, da avere accanto a sé dopo la rottura della relazione. Intorno, i lavori a parete, attraverso cui si snoda il percorso espositivo anche al piano superiore e al piano interrato, offrono ulteriori spunti sull’immaginario di Soshiro Matsubara.
Ossessioni, fantasie private e ricerca dell’amore impossibile sono temi ricorrenti che vengono ricontestualizzati all’interno dell’estetica dell’artista popolata di elementi decorativi e di natura domestica. Una luce soffusa al limite della penombra conferisce intimità all’ambiente che accoglie la mostra esigendo dallo spettatore uno sguardo complice.








