Memorie di Adriana è uno spettacolo… sul punto di cominciare… Infatti davanti alla porta chiusa del camerino di Adriana Asti va in scena invece un altro spettacolo, apparentemente non previsto. Una figura si affaccia nel buio: “Lei non verrà. Io la conosco. Molto meglio di quanto lei conosca se stessa…” e sarà lei, questa figura, a raccontare di quell’Adriana che non vuole entrare in scena, che fugge pur restando dov’è, che mostrandosi si nasconde, che dimenticando ricorda, che canta per restare sola. Un’attrice sul palco deve diventare un personaggio per riuscire a parlare di sé: è un inganno, forse una necessità. Ancora una provocazione, ancora una fuga. Fantasie, pensieri, racconti prendono vita, mescolandosi al teatro. A raccontare non sono soltanto gli episodi di una lunga carriera, le ansie del palcoscenico, gli incontri con i più grandi registi di teatro e di cinema, i travestimenti e le nudità, la leggerezza e la follia. A raccontare è il meccanismo stesso di questo spettacolo, la scelta di apparire senza rivelarsi, di guardarsi da fuori quasi con distacco, riversando su quell’altra se stessa ironia e rabbia, irritazione e tenerezza. Dentro questo meccanismo in cui nessuno gioca solo la sua parte, c’è un direttore del teatro che si vergogna della sua coda leonina, c’è un tecnico che vorrebbe non sentirsi una gallina che in realtà è un pollo, c’è un ammiratore che colleziona ricordi. E soprattutto c’è lei, e c’è l’altra: una impigliata nelle tavole del palcoscenico, l’altra in camerino, a guardarsi allo specchio e cercare un nuovo trucco. Sempre a sentirsi fuori posto, per poi scoprire che forse l’unico posto è il teatro, perché totalmente illusorio.
«Quante scene ho immaginato insieme a Gian Maurizio Fercioni per raccontare uno spazio vuoto che si riempia solo con l’amore per il Teatro…quell’amore che sa creare legami fortissimi tra le persone durante le prove e sa rimanere nel tempo quasi indissolubile come è successo tra Adriana e me.» Andrée Ruth Shammah
Memorie di Adriana tratto dal libro "Ricordare e dimenticare" conversazione tra Adriana Asti e René De Ceccatty Adattamento teatrale e regia Andrée Ruth Shammah Con Adriana Asti e con Andrea Soffiantini e Andrea Narsi Musiche Alessandro Nidi Al pianoforte Giuseppe Di Benedetto Drammaturgia Federica Di Rosa Scene Gian Maurizio Fercioni Luci Domenico Ferrari Costumi realizzati dalla sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Festival dei Due Mondi di Spoleto
Durata: 1 ora e 40 minuti Orari: martedì ore 20.30 | mercoledì ore 19.15 | giovedì ore 20.00 | venerdì ore 20.30 | sabato ore 21.00 | domenica ore 15.45 Prezzo: Prime file Biglietto unico > 38€ + prevendita | Platea Intero > 30€ + prevendita | Ridotto Over65/under26 > 18€ + prevendita | Convenzioni* > 21€ + prevendita | Galleria Intero > 20€ + prevendita | Ridotto Over65/under26 > 15€ + prevendita | Convenzioni* > 18€ + prevendita || * le convenzioni sono valide per platea e galleria, e per tutti i giorni, esclusi venerdì e sabato
Informazioni: tel. +39 02 59995206 | biglietteria@teatrofrancoparenti.com | www.teatrofrancoparenti.it Biglietteria on line: www.teatrofrancoparenti.it App Teatro Franco Parenti








