Dal 17 al 18 ottobre 2026 al Teatro Fontana di Milano in scena Non sentire il male spettacolo di e con Elena Bucci.
Elena Bucci porta in scena con Le Belle Bandiere Non sentire il male, creazione di cui è autrice e interprete, dedicata a Eleonora Duse. Nato da una ricerca personale e artistica sviluppata nell’arco di molti anni, lo spettacolo è il luogo di un incontro profondo tra due attrici e due visioni del teatro: attraverso lettere, scritti e testimonianze, Bucci interroga l’eredità di una figura che ha rivoluzionato la scena moderna, riconoscendovi una tensione radicale verso la libertà, una concezione dell’arte incarnata nel corpo e la ricerca incessante di un legame autentico con la vita.
Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna perché lei ebbe coraggio.
«Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis per cercare una strada personale, una scrittura, una visione. Incontrai Eleonora, maestra fantasma, in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.
C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo - il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono - pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo.
Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore che, pur modificando il linguaggio e l’espressione, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone.
Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori. Forse sognava di poter volare per un attimo, come altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse immaginava di rinnovare il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e fuggito.
Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare.
E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé.
Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.
Nel corso del tempo ho scoperto le molte facce di Eleonora, le sue molte età e le sue molteplici attitudini, da quella più nascosta e misteriosa, che la rendeva una medium tra vivi e morti, a quella capocomicale e politica. Da tutte, fuse in un unico vortice di energia originale e rivoluzionaria, ho imparato che di nessuno si può mai dire di aver colto l’essenza, essendo ogni vita un romanzo senza fine. Allo stesso tempo ho lavorato perché anche chi non la conosceva potesse attingere a qualcosa di lei. Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.» Elena Bucci
Non sentire il male
Dedicato a Eleonora Duse
Di e con Elena Bucci
Disegno luci per il teatro Maurizio Viani
Disegno luci in altri spazi Loredana Oddone/Max Mugnai
Cura del suono Raffaele Bassetti/Franco Naddei
Nella versione concerto le musiche sono composte ed eseguite dal vivo da Andrea Agostini
Assistenza al progetto Nicoletta Fabbri e Gaetano Colella
Produzione Le belle bandiere
Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi
Grazie a Walter Pretolani per avermi suggerito l’idea e avermi sostenuto nei primi passi
Grazie a Claudio Meldolesi e Laura Mariani per essere stati presenti alla prima prova aperta e avere contribuito con il loro lavoro alla drammaturgia
Info e biglietteria: teatrofontana.it
Tournée
17 e 18 ottobre | Teatro Fontana | Milano
dal 7 al 10 gennaio | Teatro Mina Mezzadri | Brescia
13 marzo | Teatro Sociale | Villastrada (MN)








