Vespro della Beata Vergine

Teatro Franco Parenti Milano Stagione 2026/2027

Dal 10 al 15 novembre 2026 al Teatro Franco Parenti di Milano in scena Vespro della Beata Vergine di Antonio Tarantino spettacolo diretto da Ciro Gallorano.

 

Vespro della Beata Vergine entra nel punto in cui la realtà non basta più: un padre chiamato a riconoscere il corpo del figlio, suicida nelle acque dell’Idroscalo di Milano, tenta di costruire per lui un ultimo viaggio. Ciro Gallorano affronta il testo di Antonio Tarantino come una discesa nella colpa e nella necessità di dare forma all’irrappresentabile, affidando a Tazio Torrini una voce che tiene insieme padre e figlio, memoria e allucinazione, preghiera e ferita.

Il centro del lavoro è il tempo sospeso tra la notizia della morte e il riconoscimento del cadavere: non un intervallo realistico, ma una zona mentale in cui l’uomo inventa un aldilà personale, composto dai resti della propria esistenza. Debiti, gioco, vergogna, strada, paura del giudizio diventano materia di una cosmologia degradata, attraversata da bambini, cani, commissioni, check point, fiumi da oltrepassare. In questo paesaggio il tentativo di accompagnare il figlio oltre la morte rivela anche il fallimento di chi non è riuscito ad amarlo e proteggerlo in vita.

Nella lettura di Ciro Gallorano, Vespro della Beata Vergine non cerca un’immagine illustrativa del testo, ma una forma scenica capace di far emergere ciò che la parola contiene e non mostra. La regia lavora sulla drammaturgia d’immagine: una linea di demarcazione tra luce e ombra, un corpo ai margini, una massa ferita dalla quale affiorano acqua, bocche, apparizioni. L’oltretomba non è un luogo da rappresentare, ma la mente di un padre che tenta di inventare un mondo abbastanza grande da contenere la propria colpa.

La scrittura di Antonio Tarantino affida domande radicali a figure marginali, attraversate da miseria, desiderio, bestemmia, teologia. È una lingua che procede per accumulo, passa dal dettaglio più materiale all’immagine sacra, dal linguaggio della strada alla tragedia. Ciro Gallorano ne conserva la sproporzione: non la normalizza, ma la porta fino alla soglia in cui il sublime e il miserabile smettono di opporsi e diventano la stessa materia incandescente.

Il corpo di Tazio Torrini è il luogo fisico di questa frattura. Non si limita a interpretare un dialogo per una voce sola: attraversa padre e figlio fino a renderli inseparabili, in una partitura che striscia, si spezza, si sporca, si espone. Il suono, fatto di interferenze, amplificazioni e trasmissioni spezzate, non accompagna l’azione ma la comprime, costruendo una condizione d’assedio. Così Vespro della Beata Vergine diventa il racconto di una redenzione impossibile e tardiva, ma anche il gesto teatrale di chi, davanti alla perdita, continua a inventare immagini per poterla guardare.


Vespro della Beata Vergine
Di Antonio Tarantino
Regia, ideazione scenica, drammaturgia della luce e del suono Ciro Gallorano
Con Tazio Torrini
Assistente alla regia Sara Bonci
Progetto e realizzazione scenografia Matilde Gori
Disegno luci Maria Virzì
Produzione Cantiere Artaud
Con il sostegno di MiC, di Regione Toscana – Settore Spettacolo, del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave Kilowatt) e del Comune di Sansepolcro
Residenza artistica KanterStrasse


Info e biglietteria: teatrofrancoparenti.it

  • 10-11-2026 - 15-11-2026
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