Personale Daria Deflorian

Piccolo Teatro Milano Stagione 2025/2026

Il Piccolo Teatro di Milano dedica il mese di aprile - dal 7 al 19 aprile 2026 - alla sua nuova artista associata, Daria Deflorian, e al suo personale ordito tra scena e scrittura, che intreccia quattro lavori da due scrittrici Premi Nobel, Annie Ernaux ed Han Kang, e dallo scrittore francese Édouard Louis.

Dal 7 all'8 aprile 2026 al Piccolo Teatro Grassi di Milano in scena Memoria di ragazza una lettura e qualche canzone dal libro di Annie Ernaux.

È uno dei tanti sorprendenti libri di Annie Ernaux, una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese e Premio Nobel per la letteratura nel 2022. Nei suoi libri ha reinventato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita in strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale.
Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu, che hanno già lavorato insieme per la prima volta come interpreti nell’Alcesti di Massimiliano Civica (2014), danno voce a quelle pagine.
La ragazza del 1958, quella del 1959, quella del 1960. In altri anni, in altri letti, in altri giri di vita, quella ragazza incarna una moltitudine. Con altre canzoni, ma sempre con una canzone in testa, con altri libri, con un’altra miglior amica. Tutte le vite rivivono in questa lettura e in qualche canzone.

Memoria di ragazza
Una lettura e qualche canzone dal libro di Annie Ernaux
Testo Annie Ernaux (L’Orma 2017
Traduzione di Lorenzo Flabbi
Con Daria Deflorian, Monica Demuru, Monica Piseddu
A cura di Daria Deflorian
Coordinamento tecnico “Personale Daria Deflorian” Elena Vastano per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
Una produzione INDEX
Con il supporto di MiC – Ministero della Cultura

Durata 1 ora


Dal 10 al 19 aprile 2026 al Piccolo Teatro Grassi di Milano in scena La Vegetariana, scene dal romanzo di Han Kang.


Daria Deflorian torna in veste di regista e attrice per portare in scena il gesto misterioso, potente, irrazionale e politico di Yeong-hye, protagonista de La vegetariana, romanzo di Han Kang.
Il progetto – che ha ricevuto 7 nomination ai Premi Ubu 2025, tra cui quella a Miglior spettacolo di teatro, aggiudicandosi il riconoscimento per la Miglior scenografia (Daniele Spanò) e il Miglior disegno luci (Giulia Pastore) – è l’adattamento per il teatro del romanzo della scrittrice sudcoreana, Premio Nobel per la Letteratura 2024. La vegetariana è stato il libro che l’ha fatta conoscere nel 2016 nel nostro Paese e che le era già valso il Man Booker International Prize nello stesso anno.
La vicenda è quella di Yeong-hye che è, nelle parole di suo marito che aprono il primo capitolo, una donna «del tutto insignificante». È una casalinga diligente, una moglie ragionevolmente attenta, una giovane non del tutto infelice, ma senza nessuna grande passione. Suo marito è un impiegato mediocre, non molto ambizioso, leggermente disilluso dalla sua vita, ma non in modo drammatico. Il tempo scorre e i due continuano a vivere la loro vita ordinaria, ma la loro normalità è più fragile di quanto si rendano conto. Le cose cominciano a incrinarsi il giorno in cui Yeong-hye butta via tutta la carne dal congelatore e annuncia che d’ora in poi diventerà vegetariana. L’unica spiegazione che dà al marito è: «Ho fatto un sogno». È un testo sensuale, provocatorio e violento, ricco di immagini potenti, colori sorprendenti e domande inquietanti. Mentre la protagonista cambia, anche la lingua del libro cambia, dall’irritazione sconcertata della narrazione in prima persona del marito nella prima parte, alla prosa misurata del mondo della sorella, dalla narrativa densa e sanguinosa dei sogni di Yeong-hye alle descrizioni vivide di corpi dipinti con fiori che stanno sbocciando o sfiorendo nel capitolo dedicato al cognato. Frase dopo frase, La vegetariana è un’esperienza straordinaria.

La vegetariana
Scene dal romanzo di Han Kang
Adattamento del testo Daria Deflorian e Francesca Marciano
Co-creazione e interpretazione Daria Deflorian, Paolo Musio, Monica Piseddu, Gabriele Portoghese
Regia Daria Deflorian
Aiuto regia Andrea Pizzalis
Scene Daniele Spanò
Luci Giulia Pastore
Suono Emanuele Pontecorvo
Costumi Metella Raboni
Consulenza artistica nella realizzazione delle scene Lisetta Buccellato
Collaborazione al progetto Attilio Scarpellini
Consulenza alla drammaturgia Eric Vautrin
Direzione tecnica Lorenzo Martinelli con Micol Giovanelli
Stagista assistente Blu Silla
Coordinamento tecnico “Personale Daria Deflorian” Elena Vastano per INDEX Valentina Bertolino, Elena de Pascale, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
Una produzione INDEX in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello in co-realizzazione con Romaeuropa Festival; TPE – Teatro Piemonte Europa; Triennale Milano Teatro; Odéon-Théâtre de l’Europe; Festival d’Automne à Paris; théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse con la collaborazione di ATCL / Spazio Rossellini; Istituto Culturale Coreano in Italia
Con il supporto di MiC – Ministero della Cultura
copyright © Han Kang 2007
copyright © Adelphi 2016

Lo spettacolo contiene scene di nudo
Consigliato a partire dai 16 anni

Durata 1 ora e 50 minuti (senza intervallo)



Dall'11 al 12 aprile 2026 al Piccolo Teatro Grassi di Milano in scena Chi ha ucciso mio padre, testo di Édouard Louis.

Il ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo, uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Cercandole e trovandole dove lui non sa nemmeno di essere, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia, un aspetto della dominazione.
Scrittore che visibilmente guarda al teatro, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le proprie parole e il proprio vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – Daria Deflorian e Antonio Tagliarini hanno scelto di affidarsi al testo di un altro con cui condividono alcune affinità fondamentali. A cominciare, ovviamente, dalla relazione tra vita e finzione.
E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. In scena, Francesco Alberici, vincitore per Chi ha ucciso mio padre del Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 e già al Piccolo, nella stagione 2023/24, con Bidibibodibiboo.

Chi ha ucciso mio padre
Testo Édouard Louis
Regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
Traduzione Annalisa Romani, edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A.
Adattamento italiano Francesco Alberici, Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
Collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini
Con Francesco Alberici
Costumi Metella Raboni
Assistenza alla regia Chiara Boitani
Collaborazione artistica Andrea Pizzalis
Coordinamento tecnico “Personale Daria Deflorian” Elena Vastano per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
Una produzione INDEX, A.D., Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi, FOG Triennale Milano Performing Arts
Con il supporto di MiC – Ministero della Cultura
Qui a tué mon père, © 2018, Édouard Louis All rights reverved Édouard Louis
Chi ha ucciso mio padre, © 2019, traduzione di Annalisa Romani, Giunti Editore S.p.A./Bompiani

Durata 1 ora e 15 minuti senza intervallo



Dal 18 al 19 aprile 2026 al Piccolo Teatro Grassi di Milano in scena Elogio della vita al rovescio liberamente ispirato all’opera di Han Kang.

Titolo preso in prestito da un saggio di Karl Kraus, è una prima produzione attorno all’opera della scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024. Il progetto biennale ha portato, nel 2024, alla messa in scena del suo capolavoro, La vegetariana.
Elogio della vita a rovescio si concentra su uno dei rapporti più raccontati da Han Kang nei suoi libri: quello tra sorelle. Non solo nel più conosciuto La vegetariana, ma anche in Convalescenza e nel Libro bianco, dove si rivela, ogni volta attraverso trame diverse, la potenza di questo legame.
In scena vediamo solo la sorella che crede di essersela cavata, quella che «fin da bambina aveva posseduto quell’innata forza di carattere necessaria a farsi strada nella vita. Come figlia, come sorella maggiore, come proprietaria di una attività, perfino come passeggera in metropolitana nel più breve dei tragitti, aveva sempre fatto del suo meglio». L’osmosi tra le due sorelle è una corrente infinita, che ribalta concetti come quelli di salute, consapevolezza, giustezza delle scelte e l’elogio della vita a rovescio è il riconoscere che l’altra, la sorella, quella strana, quella crepata, quella che ci ha lasciato, ci sta lasciando, se ne è andata, ha fatto quello che ha fatto anche per noi.
Sullo sfondo incessante, la violenza delle relazioni domestiche. Anche le più apparentemente innocue. E sullo sfondo dello sfondo, la violenza del mondo.

Elogio della vita al rovescio
Un progetto di Daria Deflorian
Condiviso con Giulia Scotti
Liberamente ispirato all’opera di Han Kang
Con Giulia Scotti
Collaborazione alla drammaturgia Andrea Pizzalis
Aiuto regia Chiara Boitani
Regia Daria Deflorian
Coordinamento tecnico “Personale Daria Deflorian” Elena Vastano per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
Una produzione INDEX
In collaborazione con A.D., TeatroBasilica, Lottounico, Carrozzerie | n.o.t
Con il supporto di MiC – Ministero della Cultura
Un ringraziamento a Silvia Rampelli e Attilio Scarpellini

Durata 1 ora (senza intervallo)
  • 07-04-2026 - 19-04-2026
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La voce narrante del Made in Italy FourExcellences è una piattaforma editoriale dedicata alle quattro eccellenze italiane: Architettura, Moda, Cucina, Luoghi d’arte. Sono le espressioni più celebrate del Made in Italy, di quel patrimonio di creatività e memorie che ci rende unici agli occhi del mondo.

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