La collezionista. Recensione

La collezionista. Recensione. Teatro Elfo Milano. Stagione 2024/2025

La collezionista
Dal 9 gennaio al 2 febbraio 2025 in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano
Di Magdalena Barile
Regia Marco Lorenzi
Con Ida Marinelli, Yuri D’Agostino, Barbara Mazzi, Angelo Tronca
Produzione Teatro dell’Elfo, A.M.A. Factory

 



«È un dibattito antico quello se l’arte debba essere una forma espressiva destinata a pochi o un linguaggio universale capace di toccare tutti. Un dibattito ancora più netto oggi, da quando artisti come Duchamp, con la sua visione dell’arte non più tecnica o bellezza ma concetto, hanno rotto con le convenzioni tradizionali aprendo la strada a nuove riflessioni sulla sua identità.

Cos’è dunque l’arte?
Si dipana intorno a questa domanda “La collezionista”, la nuova pièce di Magdalena Barile al debutto all’Elfo Puccini fino al 2 febbraio. In una casa-museo di un bianco accecante, dominata al centro da una statua di Venere ricoperta di miele, una collezionista stanca e disillusa assiste al lento assedio della sua collezione. Tra conti in bancarotta e l’incubo degli attivisti-lanciatori di zuppa, la sua passione per l’arte e la vita sembra ormai sfiorita. Eppure, proprio quando la speranza pare persa, il pensiero di una nuova opera da aggiungere alla sua raccolta, risveglia l’entusiasmo.

In scena, Ida Marinelli interpreta la Marchesa, personaggio liberamente ispirato alla figura di Peggy Guggenheim, in una riflessione sull’arte, sul tempo e sul concetto di tramonto nella consapevolezza che il mondo dell'arte, come quello della protagonista, sta cambiando, sta perdendo la sua essenza e bellezza originaria, minacciato dalla mercificazione e dalla superficialità. Ma come ogni tramonto, anche questo è portatore di speranza, poiché lascia intravedere la possibilità di una nuova alba, una rinascita, seppur incerta e avviluppata di mistero.

L’Arte è morta. Viva l’Arte.
E voi… tra “La vocazione di San Matteo” del Caravaggio e un “Balloon dog” di Jeff Koons, cosa collezionereste?»


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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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